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recensione realme 16 pro+

Recensione realme 16 Pro+: tanta autonomia, buone fotocamere

realme 16 Pro+ arriva sul mercato italiano con un prezzo di 599 euro nella configurazione 12/512 GB e prova a ritagliarsi uno spazio nella fascia media con una scheda tecnica molto ambiziosa: Snapdragon 7 Gen 4, display AMOLED da 6,8 pollici a 144 Hz, fotocamera principale da 200 megapixel e batteria da 7.000 mAh. Sulla carta c’è parecchio, e anche nell’uso quotidiano alcuni punti convincono davvero. Dopo oltre un mese di prova, però, il giudizio resta più sfumato di quanto ci si potrebbe aspettare. Perché se da una parte batteria e fotocamere fanno un lavoro molto solido per il posizionamento del prodotto, dall’altra emerge un aspetto inatteso: la fluidità generale non è all’altezza delle aspettative, non rispetto al prezzo. Ed è forse proprio questo il dato più interessante della prova.

Confezione

La confezione è piuttosto essenziale, ma almeno include la cover protettiva trasparente, oltre al cavo e alla dotazione classica. È una presenza utile, anche perché il telefono tende a trattenere facilmente polvere e sporco sulla scocca, quindi una custodia aiuta non solo a proteggerlo ma anche a mantenerlo più ordinato nell’uso di tutti i giorni.

Design

Dal punto di vista estetico, realme 16 Pro+ ha una presenza importante ma non eccessiva. Le dimensioni sono generose, complice il display da 6,8 pollici, ma il lavoro fatto su peso e distribuzione degli ingombri consente comunque una buona gestione nell’uso quotidiano. La presa è discreta e, per quanto non si possa definire un compatto, si lascia usare anche con una mano in diverse situazioni. Il lato meno riuscito riguarda proprio la finitura, che tende a sporcarsi con una certa facilità. Nulla di drammatico, ma è uno di quei dettagli che alla lunga si notano. Per questo la cover inclusa ha un senso concreto e non solo accessorio. Il grip è ottimo, anche l’equilibrio.

Parte inferiore troviamo slot per le due SIM, microfono, ingresso USB-C e uno dei due speaker. Lato destro presenta il tasto di accensione e il bilanciere del volume contenuto in un unico tasto. Qui il frame presenta lievi presenze di ditate. Le dimensioni sono di 162.5 x 76.3 x 8.1 mm e pesa circa 200 grammi. Nella parte inferiore troviamo lo slot per le due SIM, il microfono, l’ingresso per la porta USB-C e uno dei due speaker. Liscio il profilo sinistro, mentre nel destro troviamo il tasto di accensione e il bilanciere del volume in un unico tasto. Non manca la certificazione IP68 e IP69K che confermano la resistenza ad acqua e polvere e la capacità di immergersi fino a due metri per un massimo di trenta minuti.

Schermo e audio

Il pannello AMOLED da 6,8 pollici con refresh rate fino a 144 Hz è uno dei punti forti della scheda tecnica. Anche sul piano pratico l’esperienza è positiva: il display è buono, gradevole nella fruizione quotidiana, adatto a video, social e lettura. Non lascia quella sensazione da salto generazionale, ma fa il suo lavoro senza particolari criticità. La protezione è la Corning Gorilla Glass 7i. La luminosità massima arriva a 6.500 nits, troviamo anche il supporto HDR10+.

L’audio stereo convince a metà. La resa è nel complesso valida, con un suono pulito e adatto a contenuti multimediali e chiamate in vivavoce, ma si avverte una certa mancanza di corpo nella gamma bassa. In altre parole, i bassi non sono soddisfacenti. Non è un audio scarso, ma neppure uno di quelli che lasciano il segno. Il suono è compatibile con uno smartphone di fascia di prezzo lievemente inferiore rispetto al posizionamento del realme 16 Pro+. Sul fronte telefonico non ci sono criticità particolari. Ricezione e chiamate si mantengono su un livello corretto, senza sorprese negative. È il tipo di affidabilità che ci si aspetta da uno smartphone di questa fascia e che qui viene rispettata.

Hardware, software e AI

Qui emerge il punto più delicato della recensione. realme 16 Pro+ monta lo Snapdragon 7 Gen 4, con memoria LPDDR5X e archiviazione UFS 3.1, quindi la base tecnica è adeguata alla fascia di prezzo. La batteria da 7.000 mAh con ricarica fino a 80W completa un pacchetto che, visto da fuori, promette un’esperienza molto solida. Supporta anche la ricarica inversa cablata. Tra le altre caratteristiche troviamo la compatibilità con le eSIM; la GPU è la Adreno 722, troviamo la porta infrarossi, Bluetooth 5.4 e WiFi 6.

Eppure, nell’uso reale, questo è il primo medio gamma di realme che trasmette una sensazione un po’ legnosa. Non parlo di un telefono inutilizzabile o lento in modo grave, ma di un dispositivo che non sempre restituisce quella scioltezza che ci si aspetta da un prodotto di questo livello. Alcune transizioni, alcuni tempi di risposta e la percezione generale del sistema non sono fluidissimi. È un peccato, anche perché altri realme di fascia media mi avevano abituato meglio sotto questo aspetto.

Sul fronte software c’è poi un elemento noto ma ancora fastidioso: un po’ di bloatware. Nulla che renda il telefono ingestibile, ma abbastanza da appesantire l’esperienza iniziale e da togliere un po’ di pulizia a un’interfaccia che potrebbe risultare più gradevole. Se c’è un reparto che alza davvero il livello del prodotto, è questo.

La batteria da 7.000 mAh si traduce in un’autonomia che puoi definire senza problemi interminabile. È uno smartphone che dà una sensazione di tranquillità rara, soprattutto per chi usa molto social, fotocamera, navigazione e contenuti video. È uno dei classici telefoni che spostano in avanti l’ansia da ricarica e che, per una larga fetta di utenti, possono diventare molto interessanti proprio per questo motivo. In una fascia in cui molti prodotti si assomigliano, l’autonomia qui ha un peso reale.

Lato Intelligenza Artificiale, è più orientata per la creatività. Troviamo diversi modi per modificare le immagini. Il solito editor che possiamo trovare all’interno della galleria, oppure tramite Genie che suggerisce una serie di modifiche o crearle in seguito ad un prompt testuale. Non sempre però le nostre richieste sono andate a buon fine. Un altro modo di utilizzare l’AI su realme 16 Pro+ è il registratore vocale, che consente di riepilogare quanto registrato, oppure pulire la voce con l’AI. Un’altra soluzione interessante, per la quale è necessario scaricare il software richiesto, è la Clip Istantanea AI. Quando si selezionano delle foto nella Galleria, il sistema chiederà se si vuole creare dei reels con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Reparto fotografico

Anche il comparto fotografico è una delle sorprese positive. Sulla carta troviamo una fotocamera principale da 200 MP affiancata da una ultra-grandangolare da 8 MP e da un teleobiettivo da 50 MP, con una scheda tecnica che, per il prezzo, è oggettivamente ricca.

Nella pratica, le fotocamere sono di qualità elevata per il posizionamento dello smartphone. Di giorno lavorano bene e anche la resa serale resta convincente. Non siamo davanti a un camera phone puro, né a un prodotto che possa competere con i top di gamma più costosi, però per chi cerca un medio gamma capace di portare a casa risultati validi con una certa continuità, realme 16 Pro+ si difende molto bene. È proprio questo uno dei paradossi del telefono: lato imaging riesce a lasciare impressioni più positive di quanto faccia l’esperienza generale del sistema. E non è una cosa scontata.

Più nello specifico, abbiamo però notato che tra una foto e l’altra, cambia il bilanciamento del bianco, mentre le foto di sera performano meglio quando entra in gioco l’Ultra HDR, anche se caricano un po’ troppo le foto di dettagli, pur aumentando la qualità.

Conclusioni

realme 16 Pro+ è uno smartphone con qualità evidenti e con almeno due punti forti molto chiari: autonomia e fotocamere. A questi si aggiungono una buona ergonomia, una parte telefonica affidabile e un display complessivamente promosso. Il problema è che, nel quotidiano, non riesce a essere sempre piacevole quanto dovrebbe. La sensazione di sistema un po’ legnoso, unita a una certa presenza di bloatware, pesa più del previsto e finisce per frenare un prodotto che, altrimenti, avrebbe avuto argomenti molto forti nella sua fascia. Non è un telefono da bocciare, anzi. Ma è uno di quei casi in cui la scheda tecnica promette più di quanto l’esperienza reale riesca poi a mantenere.

In breve

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.