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Recensione HUAWEI FreeBuds Pro 5: ANC super

HUAWEI alza ancora l’asticella nel segmento TWS con le nuove HUAWEI FreeBuds Pro 5, auricolari che arrivano con una promessa molto chiara: migliorare tutto rispetto alla generazione precedente. Dopo averle provate con MateBook 14 e altri smartphone Android, la sensazione è netta: non è un aggiornamento cosmetico. È un salto vero, soprattutto sulla cancellazione del rumore.

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Design: il nuovo Star Oval convince, il Sand è elegante

Il design cambia. Si discosta dalle linee delle Pro 4, introduce lo Star Oval Design con taglio diamantato e un’estetica più raffinata. Meno tecnica, più adulta. La colorazione Sand è elegante. Non è un colore “fashion” nel senso frivolo del termine, non cerca di attirare l’attenzione a tutti i costi. Deve piacere, questo sì. È una scelta più personale rispetto al classico bianco o nero, ma dal vivo risulta equilibrata e coerente con un utilizzo professionale. Il case è più compatto rispetto al passato e il nuovo rivestimento con pellicola ad eccimero restituisce una sensazione tattile piacevole, quasi setosa. Non scivola, non sembra fragile. L’apertura con cerniera invisibile dà un’impressione solida.

Gli auricolari sono più leggeri. Si sente. Ed è qui che entra in gioco una percezione interessante: sono più comodi delle Pro 4, ma sembrano meno “ancorati”. Non si muovono, non scivolano, ma la maggiore leggerezza dà una sensazione di minor pressione nel padiglione. Dopo diverse ore non affaticano. In ufficio, durante chiamate e lavoro al PC, si dimenticano. La certificazione IP57 permette di usarle serenamente in palestra o sotto la pioggia leggera. Non sono nate per il nuoto, ma per l’uso quotidiano intenso sì.

Cancellazione del rumore: qui il salto è evidente

Huawei parla di miglioramento fino al 220% rispetto alle Pro 4. I numeri di laboratorio li lasciamo ai grafici. Quello che conta è la percezione reale. Prima prova concreta: ufficio, colleghi che parlano, brusio costante di fondo. Indossate, attivata la cancellazione. Il brusio sparisce. Non attenuato. Sparito. È il classico rumore continuo che di solito filtra anche con ANC attivo. Qui no. Resta una sensazione di isolamento netto, quasi sorprendente. È la prima volta che, in un ambiente condiviso, la percezione è quella di una “bolla” così definita. Il sistema Dual-Engine AI lavora con due driver e un modello MIMO che analizza il rumore in tempo reale. Al di là della teoria, il risultato è un’ANC più aggressiva e più stabile rispetto alla generazione precedente. In ambienti urbani e in ufficio è impressionante. Sui rumori improvvisi resta qualche traccia, ma il livello complessivo è tra i migliori mai provati in questa fascia.

Audio: più dettaglio, più separazione

Il miglioramento non riguarda solo l’ANC. Anche la resa sonora cresce. Il nuovo sistema a doppio driver con codec L2HC 4.0 supporta fino a 2.3 Mbps in abbinamento a dispositivi Huawei compatibili. Con altri device non si sfrutta quella velocità, ma il salto rispetto alle Pro 4 si percepisce comunque. Il suono è più stratificato. I bassi sono profondi ma controllati. Le voci risultano più pulite e meglio separate dagli strumenti. Gli alti sono brillanti senza risultare aggressivi. La scena sonora è più ampia. Non si parla di rivoluzione, ma di maturazione. È un audio più definito, meno impastato nei passaggi complessi. I profili HUAWEI SOUND permettono di adattare la resa a seconda del genere, ma già in modalità bilanciata l’equilibrio è convincente.

Chiamate: stabili e pulite

In chiamata le FreeBuds Pro 5 sono solide. Il sistema a tre microfoni con algoritmo AI distingue bene la voce dal rumore ambientale. Feedback ricevuto: voce chiara, fondo quasi assente. Anche in contesti rumorosi la conversazione resta pulita. Il sistema anti-vento dichiarato fino a 10 m/s non è stato testato in condizioni estreme, ma nell’uso urbano non emergono fruscii fastidiosi.

Spatial Audio e funzioni smart

Lo Spatial Audio è presente e funziona, ma nell’uso quotidiano non diventa centrale. È una funzione interessante per film e contenuti immersivi, meno determinante nel lavoro o nell’ascolto musicale standard.

Più utile la gestione intelligente delle connessioni. Collegate a MateBook 14 e smartphone, il passaggio tra le sorgenti è fluido. Si risponde a una chiamata e si torna al contenuto sul laptop senza interventi manuali.

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Autonomia e prezzo

A livello di autonomia restano in linea con la fascia premium, con durata adeguata per una giornata lavorativa standard tra musica e chiamate. Il prezzo di lancio è di 199 euro, con promozione iniziale a 169 euro tramite coupon. È una cifra coerente con la generazione precedente. Non c’è rincaro. Non c’è salto verso l’alto. È un posizionamento allineato alla storia del prodotto. E considerato il miglioramento evidente, soprattutto sull’ANC, risulta coerente.

Conclusioni

Le HUAWEI FreeBuds Pro 5 migliorano tutto rispetto alle Pro 4. Audio più definito. Comfort superiore. Cancellazione del rumore che segna un vero passo avanti. Non sono un restyling. Sono un’evoluzione concreta. Il colore Sand è elegante e adulto. L’ANC è il punto di svolta. Il prezzo resta coerente. Per chi arriva dalle Pro 4 l’upgrade ha senso. Per chi entra ora nel segmento premium, sono una delle proposte più complete e mature attualmente disponibili a 199 euro.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.