L’intelligenza artificiale sta trasformando anche il modo in cui si viaggia. Secondo quanto riportato da Stocklytics.com, oltre un terzo dei viaggiatori utilizza strumenti di AI generativa per pianificare le proprie vacanze. Un segnale evidente del cambiamento nelle abitudini di consumo nel settore turistico.
Dove l’AI è già protagonista
L’uso dell’intelligenza artificiale non si limita più solo alla scelta del volo più economico. La survey Deloitte, citata nello studio, evidenzia come il 43% dei viaggiatori più tecnologici abbia utilizzato l’AI per trovare e prenotare alloggi, senza neanche confrontare altre fonti. Il secondo ambito in cui l’intelligenza artificiale si è rivelata decisiva è la scelta della destinazione: il 38% degli intervistati ha viaggiato seguendo un suggerimento generato da un algoritmo.
Anche l’organizzazione dell’itinerario ha registrato numeri significativi, con il 34% dei viaggiatori che ha affidato alla tecnologia la costruzione delle tappe. Più contenuto l’utilizzo per la scelta dei ristoranti (30%) e delle attività da svolgere in loco (26%), ma il potenziale di crescita è evidente. Più della metà degli utenti ha comunque consultato suggerimenti AI, anche se poi non ha finalizzato la prenotazione. Solo il 6% non ha dato seguito alle indicazioni ricevute.
Investimenti e prospettive
L’interesse crescente da parte dei consumatori sta spingendo anche le aziende del settore a puntare forte sull’AI. Non solo per migliorare l’esperienza utente, ma anche per ottimizzare prezzi, prevedere la domanda e gestire l’assistenza clienti con chatbot e agenti virtuali. Il tutto con l’obiettivo di tagliare i costi e offrire un’esperienza più fluida e personalizzata.
Secondo l’analisi Markets and Markets 2025, il mercato dell’intelligenza artificiale applicata al turismo quadruplerà entro il 2030. Se nel 2024 valeva circa 2 miliardi di dollari, il valore stimato per la fine del decennio è di 13,3 miliardi, con una crescita annua composta superiore al 28%. L’adozione dell’AI nel turismo, quindi, non è più una curiosità da early adopter, ma un fenomeno che sta cambiando in modo profondo l’intero settore.




































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