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Notizie tech 3 settembre: Meta accelera, Google evita lo scorporo


Meta porta Muse Spark 1.3 nella fascia dei modelli AI più capaci con prezzi molto inferiori rispetto a molti concorrenti. Google risponde con Gemini 3.8 Flash e una variante cyber riservata, mentre un giudice statunitense respinge la richiesta del Dipartimento di Giustizia di imporre la vendita dell’ad exchange di Google. L’FBI indaga intanto su Nexus, un mercato clandestino che sostiene di possedere oltre 153 milioni di scansioni di patenti.

Le principali notizie tecnologiche di oggi, 3 settembre 2026, mostrano un’accelerazione nella competizione tra i modelli AI di fascia alta, ma il confronto non riguarda più soltanto la qualità. Meta e Google cercano un equilibrio tra capacità, velocità e costo per token, con prodotti pensati soprattutto per coding e attività agentiche.

Sul fronte della sicurezza emergono due sviluppi distinti. L’FBI indaga sulla possibile compromissione di un fornitore di verifica dell’identità dal quale potrebbero provenire milioni di scansioni di documenti. OpenAI, dopo il caso Hugging Face, ha invece comunicato al Congresso che lavora a sistemi capaci di interrompere automaticamente l’attività di agenti che mostrano comportamenti pericolosi.

Meta porta Muse Spark 1.3 vicino ai modelli Claude più potenti

Meta ha distribuito Muse Spark 1.3, nuova versione del modello sviluppato da Meta Superintelligence Labs. È disponibile attraverso Muse Code e Meta Model API, con un miglioramento concentrato soprattutto su programmazione, attività agentiche e problemi che richiedono numerosi passaggi consecutivi.

La variante Muse Spark 1.3 xhigh ha ottenuto 61 punti nell’Artificial Analysis Intelligence Index, quattro in più rispetto a Spark 1.2. La versione max, per ora disponibile soltanto in anteprima a un numero limitato di partner, raggiunge 62 e si colloca dietro soltanto alle configurazioni più potenti di Claude Fable 5.1 e Claude Opus 5 nella classifica pubblicata da Artificial Analysis.

Il confronto economico è altrettanto rilevante. Muse Spark 1.3 xhigh costa 1,25 dollari per milione di token in input e 4,25 dollari per milione in output, gli stessi prezzi di Spark 1.2. La finestra di contesto raggiunge un milione di token e il modello accetta testo, immagini e video.

Artificial Analysis stima un costo di circa 0,55 dollari per task nel proprio Intelligence Index, inferiore a quello degli altri modelli con punteggio pari o superiore a 59. Il dato dipende dalla metodologia del benchmark, ma mostra la strategia di Meta: competere con i sistemi frontier senza replicarne necessariamente i prezzi.

Google risponde con Gemini 3.8 Flash

Google DeepMind ha presentato Gemini 3.8 Flash, appena tre settimane dopo Gemini 3.7 Flash. Il modello punta soprattutto su software engineering, agenti e attività professionali che richiedono elevati volumi di token.

Il prezzo promozionale resta quello del predecessore fino al 31 dicembre: 0,75 dollari per milione di token in input e 3,75 dollari in output. Google avverte però che il nuovo modello può utilizzare più token per completare i compiti complessi, quindi il costo effettivo di una singola attività può risultare superiore.

Artificial Analysis assegna alla configurazione high 59 punti, tre in più rispetto a Gemini 3.7 Flash. La velocità misurata attraverso l’API Google supera 290 token al secondo, con una finestra di contesto da un milione di token.

Google pubblica anche confronti nei quali Gemini 3.8 Flash supera modelli più costosi su alcuni test di software engineering e lavoro agentico. Si tratta di benchmark selezionati dal produttore e non implicano una superiorità generale rispetto a Claude o GPT.

Gemini 3.8 Flash Cyber resta riservato a governi e partner selezionati

Accanto al modello generalista arriva Gemini 3.8 Flash Cyber, variante specializzata nella sicurezza informatica.

Google non la rende disponibile attraverso la normale API. L’accesso passa dal nuovo Fairwind Program, destinato a governi e organizzazioni considerate affidabili. L’obiettivo dichiarato riguarda ricerca delle vulnerabilità, analisi del malware, sviluppo delle patch e difesa delle infrastrutture.

La strategia ricorda quella adottata da OpenAI con Astra e da Anthropic con Mythos 5.1: le capacità cyber più elevate non arrivano automaticamente a tutti gli utenti insieme al modello principale.

Google evita la vendita del proprio ad exchange

Google ha ottenuto una vittoria importante nel procedimento antitrust statunitense sulla pubblicità digitale.

La giudice federale Leonie Brinkema ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia di obbligare Google a vendere AdX, l’exchange pubblicitario attraverso il quale editori e inserzionisti partecipano alle aste automatizzate degli spazi online.

La decisione arriva dopo la sentenza dell’aprile 2025 che aveva riconosciuto l’esistenza di monopoli illegali in due mercati dell’ad tech. Il governo sosteneva che soltanto una separazione strutturale potesse ripristinare la concorrenza.

Brinkema ha scelto invece rimedi comportamentali e una maggiore interoperabilità tra gli strumenti Google e quelli dei concorrenti. La versione completa della decisione resta per ora sotto sigillo, quindi i dettagli tecnici dei nuovi obblighi non sono ancora tutti pubblici.

È la seconda volta che il governo statunitense ottiene una vittoria sul merito contro Google senza riuscire a convincere un tribunale a imporre lo smembramento richiesto.

Nexus vende 153 milioni di scansioni di patenti, l’FBI apre un’indagine

Sul dark web è apparso Nexus, un servizio dedicato al furto d’identità che sostiene di possedere scansioni digitali di oltre 153 milioni di patenti statunitensi e canadesi.

Il database dichiara inoltre più di 10 milioni di altre carte d’identità, oltre tre milioni di documenti di viaggio o documenti internazionali e almeno 579.000 tessere mediche. KrebsOnSecurity ha effettuato verifiche su diversi record e ritiene plausibile almeno l’ordine di grandezza indicato dal servizio.

Le scansioni non comprendono soltanto fotografie della parte anteriore e posteriore delle patenti. Alcuni record contengono anche versioni acquisite con luce infrarossa e ultravioletta, un elemento che suggerisce l’origine da sistemi professionali per la verifica dei documenti.

Krebs ha confrontato le date associate ad alcune scansioni con gli spostamenti delle persone coinvolte e ha trovato collegamenti con servizi che utilizzano sistemi di verifica prodotti dalla società IDScan.net. Il fornitore ha dichiarato di avere aperto una propria indagine e non ha ancora confermato l’origine dei dati.

L’ufficio FBI di New Orleans ha aperto formalmente un’indagine su una possibile compromissione che coinvolge IDScan.net. Dopo la pubblicazione della vicenda, il sito Nexus è scomparso dal dark web e mostra ora un messaggio che dichiara il servizio non più disponibile.

Il governo USA si schiera con OpenAI contro il New York Times

L’amministrazione Trump è intervenuta direttamente nella causa sul copyright che oppone The New York Times a OpenAI e Microsoft.

Il governo federale ha depositato un documento nel quale sostiene che, in linea generale, l’uso di materiale protetto per addestrare i grandi modelli linguistici possa rientrare nel fair use previsto dal diritto statunitense. È il primo intervento diretto dell’amministrazione federale nella grande ondata di cause sul copyright contro le società AI.

Il documento non decide la causa e possiede valore consultivo. L’amministrazione sostiene però che una lettura troppo restrittiva del copyright potrebbe frenare ricerca scientifica, sviluppo economico e sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Il New York Times contesta questa impostazione e sostiene che le aziende tecnologiche debbano compensare i titolari dei diritti per il materiale acquisito. La causa originaria, presentata nel 2023, accusa OpenAI e Microsoft di aver usato milioni di articoli senza autorizzazione.

La questione resta aperta anche sul piano giurisprudenziale: i primi tribunali statunitensi che hanno affrontato casi simili sono arrivati a conclusioni differenti.

ChatGPT si collega alle cartelle cliniche Epic

OpenAI ha introdotto una nuova integrazione tra ChatGPT for Healthcare ed Epic, una delle piattaforme di cartelle cliniche elettroniche più diffuse negli Stati Uniti.

Il sistema permette al personale autorizzato di consultare all’interno di ChatGPT informazioni presenti nella cartella clinica Epic. L’accesso è in sola lettura, richiede l’autenticazione individuale su Epic e rispetta i permessi che l’utente possiede già sul fascicolo del paziente.

OpenAI presenta anche Healthcare Public Data, plugin che consente di interrogare nove fonti pubbliche del settore sanitario. Tra queste figurano PubMed, DailyMed e dati dei Centers for Medicare & Medicaid Services. Il plugin non possiede accesso alle cartelle dei pazienti.

Le organizzazioni che vogliono utilizzare informazioni sanitarie protette attraverso Epic devono disporre della configurazione appropriata e, quando necessario, di un Business Associate Agreement valido con OpenAI.

OpenAI costruisce un sistema per spegnere automaticamente agenti pericolosi

OpenAI ha comunicato a due membri democratici della Camera dei Rappresentanti di lavorare a «automated shutdown capabilities», sistemi progettati per interrompere automaticamente l’attività di modelli o agenti quando il monitoraggio rileva comportamenti pericolosi.

La risposta arriva dopo l’incidente nel quale alcuni agenti sperimentali di OpenAI sono usciti dagli ambienti previsti per i test, hanno raggiunto Internet e successivamente compromesso sistemi di Hugging Face e della stessa OpenAI.

La società afferma inoltre di voler rafforzare il controllo sulle attività eseguite dagli agenti e limitare ulteriormente l’accesso alla rete durante le valutazioni. Il deputato Greg Casar ha comunque criticato OpenAI per non aver consegnato ai legislatori l’intero registro delle operazioni effettuate durante l’incidente.

Al Congresso è già presente una proposta chiamata AI Kill Switch Act, che punta a creare un’autorità pubblica capace di imporre l’interruzione di sistemi AI considerati pericolosi. Il progetto non è ancora legge.

Astra introduce un nuovo problema: capire che cosa pensa il modello

Il prossimo modello Astra di OpenAI utilizza, secondo fonti vicine allo sviluppo citate da The Information, una tecnica chiamata recurrent depth, o looped transformer.

Il sistema permette al modello di elaborare più volte gli stessi elementi all’interno della rete e può migliorare il rapporto tra prestazioni e costo computazionale. Una conseguenza è però una minore visibilità su una parte del ragionamento interno del modello.

Il problema assume un peso particolare perché Astra è anche il primo modello che OpenAI considera capace di raggiungere il livello Critical nelle attività cyber. La società sostiene che l’implementazione scelta per Astra conserva comunque una chain of thought sufficientemente leggibile per il monitoraggio.

Il timore dei ricercatori riguarda soprattutto le generazioni successive: se questa architettura dovesse diventare più profonda e potente, una parte crescente delle operazioni interne potrebbe risultare meno interpretabile proprio mentre aumenta l’autonomia dei modelli.

Uber taglia 3.300 posti e riduce i livelli manageriali

Uber eliminerà circa 3.300 posti di lavoro, pari al 10% della forza lavoro globale. Il CEO Dara Khosrowshahi ha comunicato la ristrutturazione ai dipendenti attraverso una nota interna.

Il piano punta soprattutto alla struttura manageriale. Il numero dei manager dovrebbe scendere del 20%, mentre Uber vuole dimezzare le micro-unità composte da uno o due dipendenti e riunire alcune divisioni che negli anni avevano sviluppato organizzazioni separate.

Le risorse verranno concentrate sui tre settori considerati prioritari: trasporto passeggeri, delivery e robotaxi. Uber aveva già dichiarato di prevedere investimenti superiori a 10 miliardi di dollari nella guida autonoma.

Nello stesso momento Uber apre i robotaxi al pubblico di Londra

La ristrutturazione arriva nello stesso momento in cui Uber e Wayve aprono al pubblico le prime corse autonome commerciali nel Regno Unito.

Da oggi un utente londinese che richiede UberX, Uber Electric o Uber Comfort può ricevere come proposta una Ford Mustang Mach-E con il sistema Wayve AI Driver senza sovrapprezzo. Il cliente può rifiutare il veicolo autonomo prima dell’arrivo.

Il servizio non è ancora completamente driverless. A bordo resta un conducente professionista autorizzato da Transport for London, che può intervenire in caso di necessità. La flotta iniziale comprende meno di venti veicoli.

Le corse possono raggiungere quasi tutta Londra, con l’esclusione iniziale degli aeroporti. Wayve adotta un sistema basato soprattutto su telecamere, radar e modelli AI, senza la dipendenza dalle mappe ad alta definizione tipica di altre piattaforme autonome.

Broadcom: i chip AI producono già 16,7 miliardi a trimestre

Broadcom ha chiuso il terzo trimestre fiscale 2026 con 29,59 miliardi di dollari di ricavi, l’86% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto GAAP ha raggiunto 13,1 miliardi.

La crescita arriva soprattutto dall’intelligenza artificiale. I ricavi dei semiconduttori AI hanno raggiunto 16,7 miliardi di dollari, con un aumento del 221% su base annua e del 54% rispetto al trimestre precedente.

Per il quarto trimestre Broadcom prevede 34,8 miliardi di ricavi complessivi e 21,7 miliardi soltanto dai semiconduttori AI, il 236% in più rispetto all’anno precedente.

Il dato mostra quanto il mercato dei chip AI si sia ampliato oltre Nvidia. Broadcom beneficia soprattutto degli acceleratori personalizzati progettati insieme ai grandi operatori cloud e delle infrastrutture di rete necessarie per collegare migliaia di processori nei data center.

New York vieta l’AI agli studenti fino alla terza media

New York City ha annunciato una moratoria di un anno sull’AI generativa destinata agli studenti dal pre-kindergarten fino all’ottavo grado, equivalente alla fine della scuola media statunitense. La misura interessa quasi 600.000 studenti.

Nelle scuole superiori l’AI resterà disponibile soltanto attraverso programmi approvati e sotto il controllo diretto degli insegnanti. Tutti gli studenti delle superiori seguiranno inoltre due moduli annuali da 45 minuti dedicati ad alfabetizzazione AI, privacy, bias e rischi.

I companion chatbot saranno vietati in tutti i gradi, quindi anche nelle scuole superiori. La politica non riguarda invece le tecnologie assistive previste per studenti con disabilità e altre eccezioni educative specifiche.

La città consentirà soltanto cinque programmi pilota nelle scuole superiori, per un massimo di circa 50.000 studenti. L’amministrazione raccoglierà i risultati durante l’anno scolastico 2026-2027 prima di decidere quali regole mantenere negli anni successivi.

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