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L’IA generativa trasforma sanità e farmaceutica: ottimismo e investimenti in crescita, ma la privacy resta un nodo critico


Un’indagine globale condotta da SAS e Coleman Parkes Research su oltre 470 decisori nel settore sanitario e in quello life science e pharma rivela una spinta decisa verso l’adozione della GenAI. L’ottimismo è alto, gli investimenti sono in aumento, ma persistono preoccupazioni legate alla privacy, alla governance e alla sicurezza dei dati. Lo studio mette a confronto l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa in questi settori con quello di ambiti come finanza, assicurazioni e manifattura, evidenziando sfide specifiche e opportunità emergenti.

Cresce l’interesse per la GenAI in sanità

Nel settore sanitario, il 95% delle aziende ha già adottato o intende adottare la GenAI entro i prossimi due anni. Anche se la media di utilizzo attuale (46%) è inferiore rispetto ad altri settori (54%), l’intenzione di investimento è molto alta: l’87% prevede un budget dedicato già dal prossimo anno fiscale. I principali benefici già riscontrati riguardano l’efficienza nella gestione dei big data e il miglioramento della conformità normativa. Tuttavia, il quadro normativo resta fragile: solo il 9% dichiara di avere una governance ben strutturata.

Life science: implementazione più matura, ma stesse sfide

Nel settore pharma e life science, l’adozione è ancora più avanti. Il 58% delle aziende già utilizza la GenAI, e quasi tutte (97%) hanno piani concreti di integrazione. Anche qui, l’85% investirà nella tecnologia nei prossimi 12 mesi. Le applicazioni spaziano dalla ricerca ai trial clinici, con ritorni significativi in termini di efficienza e contenimento dei costi. Tuttavia, solo il 14% dei leader ritiene che la propria azienda abbia un sistema di governance dell’IA solido.

Privacy e sicurezza dei dati sotto i riflettori

Le preoccupazioni maggiori emergono proprio sulla protezione dei dati. Il 79% dei leader del life science e il 77% di quelli sanitari indicano la privacy e la sicurezza come priorità assolute, seguite da problematiche di governance, interoperabilità e rischio di bias nei modelli. Queste criticità frenano in parte l’adozione su larga scala, evidenziando la necessità di regole chiare e strumenti di controllo efficaci.

Dati sintetici per superare i limiti

Per affrontare i problemi legati alla scarsità e alla sensibilità dei dati, cresce l’uso dei dati sintetici. Il 56% delle aziende pharma e il 46% di quelle sanitarie già li utilizzano o stanno valutando di farlo. Questi dati consentono di addestrare sistemi di GenAI senza esporre informazioni reali, migliorando la simulazione di scenari clinici o logistici e garantendo maggiore privacy.

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