La settimana chiude con un mix di tensione e cautela. L’adozione dell’intelligenza artificiale entra nelle scuole, l’Asia scommette sull’infrastruttura digitale, e il mercato azionario frena dopo l’euforia dell’autunno AI.
Sorveglianza AI nelle scuole statunitensi
Negli Stati Uniti cresce l’uso di software come GoGuardian, progettati per monitorare le conversazioni degli studenti con chatbot alla ricerca di segnali di autolesionismo o comportamenti a rischio. Secondo Bloomberg, questi strumenti stanno diventando standard in molte scuole pubbliche, ma sollevano preoccupazioni sulla privacy e sulla gestione dei dati sensibili dei minori. Gli sviluppatori difendono l’approccio come “preventivo e necessario”, ma i critici parlano di “sorveglianza educativa” mascherata da sicurezza.

DeepSeek: “L’AI è una minaccia per l’umanità”
Durante la prima apparizione pubblica dopo il successo del modello R1, un ricercatore senior di DeepSeek ha espresso pessimismo sull’impatto dell’AI sull’umanità, avvertendo che il progresso accelerato dei sistemi autonomi “potrebbe minacciare la stabilità sociale e cognitiva”. L’intervento, avvenuto in una conferenza governativa cinese, rappresenta una svolta per l’azienda che finora aveva mantenuto un profilo basso. Le parole arrivano in un momento di dibattito acceso sulla sicurezza dei modelli agentici, a pochi giorni dalle nuove proposte di Pechino per regolamentarne l’uso.

L’Asia investe 240 miliardi nei data center
Secondo Forbes, le principali conglomerate asiatiche – tra cui SoftBank di Masayoshi Son e il gruppo Reliance di Mukesh Ambani – stanno investendo congiuntamente 240 miliardi di dollari in infrastrutture hyperscale nei prossimi cinque anni. La regione Asia-Pacifico diventa così il centro della nuova corsa globale ai data center AI, favorita dal costo contenuto dell’energia e dall’aumento della domanda di servizi cloud. L’obiettivo è competere con i colossi statunitensi, offrendo potenza computazionale e storage a costi inferiori.
Robotaxi cinesi: qualità simile a Waymo
Un’inchiesta del Wall Street Journal evidenzia che le aziende cinesi di robotaxi, come Pony.ai e WeRide, offrono oggi esperienze utente e tecnologia paragonabili a Waymo, ma con una più rapida espansione internazionale. Il governo cinese sostiene l’esportazione di questa tecnologia verso mercati emergenti, in contrasto con la strategia più cauta delle aziende statunitensi. La Cina, in sostanza, esporta mobilità autonoma come soft power.
OpenAI chiede incentivi fiscali per i data center
Come già riportato nei giorni precedenti, una lettera del 27 ottobre conferma che OpenAI ha chiesto all’amministrazione Trump di estendere il credito d’imposta del 35% previsto dal Chips Act ai progetti legati all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre i costi di costruzione di mega data center necessari per sostenere i modelli GPT di nuova generazione.
L’India diventa la nuova frontiera dell’AI
OpenAI, Alphabet e Perplexity stanno offrendo accesso gratuito ai piani premium in India, scelta che secondo Bloomberg indica il Paese come la “scommessa più sicura e redditizia” per l’adozione su larga scala dell’AI. Il basso costo dell’energia e l’elevata disponibilità di talenti tecnologici rendono l’India una piattaforma ideale per testare nuovi servizi AI destinati a centinaia di milioni di utenti.
Nasdaq chiude la peggior settimana dal 2025
Il Financial Times riporta che il Nasdaq ha perso il 3% in cinque giorni, la peggiore performance da aprile, con le otto maggiori aziende legate all’AI che hanno perso complessivamente 800 miliardi di dollari di capitalizzazione. Gli analisti segnalano un raffreddamento degli investitori dopo mesi di rally: Nvidia, Microsoft, Meta e Google guidano la correzione. Il timore è che le valutazioni dei titoli “AI-first” siano diventate insostenibili.
OpenAI, Alphabet e Perplexity uniscono le forze in India
Oltre alle strategie commerciali, le tre aziende stanno creando partnership locali per lanciare hub di ricerca e formazione AI, puntando a costruire un ecosistema in grado di generare applicazioni native per il mercato asiatico. Secondo l’analista Mihir Sharma, “l’India è oggi il terreno di prova perfetto per la democratizzazione dell’intelligenza artificiale”.
Dominari Holdings e i legami con la famiglia Trump
Un’inchiesta del Financial Times rivela che Dominari Holdings e Yorkville Advisors, due piccole banche d’investimento, hanno finanziato diverse operazioni crypto legate alla famiglia Trump.
Le due società avrebbero ottenuto vantaggi politici e fiscali in cambio del supporto a iniziative di Trump Media e di progetti blockchain affiliati.
Apple Music penalizzata dall’assenza del piano gratuito
Secondo uno studio di Midia Research, Apple Music fatica a crescere nei mercati emergenti per l’assenza di una versione gratuita con pubblicità, a differenza di Spotify. Su base settimanale, il 43% degli utenti ascolta musica su Spotify contro il 16% su Apple Music. La piattaforma di Cupertino rischia di perdere terreno proprio mentre la concorrenza integra strumenti AI per la personalizzazione dell’ascolto.
Google Research presenta “Nested Learning”
Google Research ha presentato una nuova metodologia di apprendimento annidato (“Nested Learning”), che considera i modelli come problemi di ottimizzazione multilivello, migliorando la capacità di elaborare contesti lunghi. Il sistema, sviluppato da Ali Behrouz e Vahab Mirrokni, apre prospettive per modelli più coerenti e stabili nel tempo, applicabili anche alla gestione autonoma dei dati.

Crolla il mercato crypto
Dati di CoinGecko indicano che la capitalizzazione complessiva delle criptovalute è scesa a 3,5 trilioni di dollari, in calo rispetto ai 4,4 trilioni di ottobre. Gli ETF crypto hanno registrato deflussi per 700 milioni in una settimana. Secondo Bloomberg, il calo riflette una “fase di pulizia” dopo mesi di speculazione retail e l’eccessiva crescita di token minori.
Vast Data firma un contratto da 1,17 miliardi con CoreWeave
La società di archiviazione Vast Data ha siglato un accordo da 1,17 miliardi di dollari con CoreWeave per fornire infrastrutture cloud dedicate all’intelligenza artificiale.
L’intesa consolida il ruolo di Vast Data, valutata 9,1 miliardi nel 2023, come uno dei principali fornitori di storage ad alte prestazioni per i grandi operatori AI.



























Lascia un commento