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6 Smartphone con audio di qualità del 2026


Lo smartphone ha ormai sostituito per molte persone lettori musicali, piccoli speaker portatili e, almeno in parte, anche televisori e console per la fruizione dei contenuti. Eppure, mentre fotocamere, display e processori occupano gran parte della comunicazione dei produttori, l’audio degli smartphone resta spesso in secondo piano. Le dimensioni ridotte del dispositivo impongono limiti fisici difficili da aggirare: poco spazio per le camere acustiche, altoparlanti molto piccoli e una distanza limitata tra i diversi driver.

Alcuni produttori hanno scelto di affrontare il problema attraverso accordi con aziende specializzate nel settore audio. Negli anni abbiamo visto smartphone con il marchio AKG, Harman Kardon, Dolby, Dirac, DTS e JBL. Più recentemente sono arrivati accordi che coinvolgono direttamente Bose e Bang & Olufsen, due nomi che fino a pochi anni fa avremmo associato soprattutto a cuffie, diffusori e impianti domestici.

Non tutte queste collaborazioni hanno lo stesso significato. In alcuni casi il partner interviene direttamente sul tuning degli altoparlanti e sugli algoritmi audio; in altri fornisce tecnologie per l’audio spaziale, profili di equalizzazione o elaborazione in cuffia. Esistono poi produttori, come Huawei, che hanno preferito sviluppare una propria piattaforma audio. Huawei Histen, infatti, non nasce da una collaborazione con un marchio esterno, ma merita comunque un posto in questo confronto perché resta presente anche sui modelli più recenti della casa cinese.

Ecco quindi alcuni degli smartphone recenti che dedicano maggiore attenzione al comparto audio, attraverso collaborazioni specialistiche o tecnologie proprietarie che vanno oltre il semplice doppio altoparlante stereo.

1. Motorola Signature 27 con Audio by Bang & Olufsen

È la collaborazione più recente del gruppo. Il 21 settembre 2026 Motorola e Bang & Olufsen hanno annunciato una partnership globale pluriennale che porterà il marchio “Audio by Bang & Olufsen” sui dispositivi premium Motorola. L’accordo non riguarda soltanto l’uso del nome della società danese: gli ingegneri acustici di Bang & Olufsen parteciperanno alla definizione, ai test e alla regolazione del suono dei singoli prodotti, oltre allo sviluppo delle modalità audio e delle future esperienze software.

Il primo smartphone che mostra concretamente questa strategia è Motorola Signature 27. Motorola indica ufficialmente la presenza di Audio by Bang & Olufsen e permette di scegliere profili dedicati a musica, film, gaming e podcast. La casa parla di un’impostazione orientata a dettaglio, naturalezza e fedeltà rispetto alla sorgente. Il Signature 27 rappresenta quindi uno dei casi più chiari di collaborazione recente tra un produttore di smartphone e una società che opera principalmente nel settore dell’audio di fascia alta.

L’accordo assume particolare rilievo perché Bang & Olufsen non si limita a fornire una certificazione software. Motorola specifica che i tecnici delle due aziende lavoreranno insieme sul comportamento acustico dei prodotti. È una strategia simile a quella adottata in passato da alcuni marchi fotografici con i produttori di smartphone, ma applicata questa volta al comparto sonoro.

2. POCO F8 Ultra con Sound by Bose

Un altro caso molto recente è quello di POCO F8 Ultra, presentato nella seconda parte del 2025. POCO ha scelto Bose per il tuning della serie F8 e utilizza apertamente il marchio Sound by Bose. Xiaomi specifica che gli ingegneri Bose hanno partecipato alla regolazione acustica della gamma, quindi non si tratta soltanto di compatibilità con una tecnologia audio sviluppata da terzi.

Sul modello Ultra la collaborazione si accompagna a una soluzione hardware insolita per uno smartphone. POCO F8 Ultra utilizza infatti due altoparlanti stereo simmetrici 1115F e un subwoofer 1620 separato, con una configurazione che il produttore definisce a 2.1 canali. Il sistema punta soprattutto a estendere la risposta sulle basse frequenze, uno degli aspetti più difficili da ottenere attraverso speaker installati all’interno di un telefono. Sono presenti anche Dolby Atmos, certificazioni Hi-Res e Hi-Res Audio Wireless.

Bose ha lavorato anche su POCO F8 Pro, che rinuncia al subwoofer dedicato ma conserva il co-tuning Sound by Bose e una coppia di altoparlanti simmetrici. F8 Ultra resta però il modello più particolare dal punto di vista hardware, proprio per la presenza del terzo driver dedicato alle basse frequenze.

3. Samsung Galaxy S25 Ultra e il tuning AKG

Nel caso di Samsung il nome da ricordare è AKG. La collaborazione tra Samsung e il marchio audio ha origini più lontane rispetto agli accordi di POCO e Motorola. Già con Galaxy S9 Samsung spiegava di avere lavorato insieme agli specialisti AKG per la regolazione degli altoparlanti stereo, con un processo di affinamento durato diversi mesi. A questa componente si affiancava Dolby Atmos per l’elaborazione del suono surround.

Il legame è proseguito sulle generazioni successive. Per Samsung Galaxy S25 Ultra, le specifiche tecniche disponibili riportano altoparlanti stereo, audio fino a 32 bit/384 kHz e tuning AKG. Il telefono integra inoltre Dolby Atmos e diverse opzioni software per la regolazione dell’ascolto.

Samsung oggi comunica questa collaborazione in modo meno evidente rispetto ai primi Galaxy dotati di altoparlanti stereo AKG. La strategia audio della società comprende inoltre le Galaxy Buds e il Samsung Seamless Codec, che nei modelli più recenti permette la trasmissione fino a 24 bit/96 kHz verso gli auricolari compatibili. Con Galaxy S26 Ultra e Galaxy Buds4 Pro, per esempio, Samsung pubblicizza proprio questa integrazione tra smartphone e auricolari come elemento centrale dell’esperienza audio.

Huawei Histen è un caso diverso dagli altri presenti in questo elenco. Non esiste un partner audio esterno: Histen è la piattaforma sviluppata da Huawei per l’elaborazione e la gestione del suono sui propri dispositivi. La tecnologia è presente da diverse generazioni e continua a essere utilizzata anche sulla famiglia Pura 80.

Huawei Pura 80 Ultra supporta infatti HUAWEI Histen e audio stereo, come conferma la scheda tecnica italiana del dispositivo. Sul fronte wireless sono disponibili anche codec come AAC, LDAC e L2HC, il codec ad alta definizione utilizzato all’interno dell’ecosistema Huawei.

Histen permette di intervenire sull’elaborazione del segnale attraverso modalità differenti. La documentazione Huawei descrive profili automatici, effetti audio 3D, una modalità che punta alla riproduzione più fedele della sorgente e impostazioni personalizzabili tramite equalizzazione. Le funzioni disponibili possono cambiare in base al dispositivo e al tipo di uscita audio utilizzato.

La presenza di Histen anche su Pura 80 Pro e Pura 80 Ultra mostra quindi una strategia differente rispetto a quella scelta da Motorola, POCO o Samsung: Huawei preferisce mantenere sotto il proprio marchio anche la componente software che interviene sulla resa sonora.

Nel settore degli smartphone gaming, ASUS ha scelto invece Dirac, società svedese specializzata nell’elaborazione digitale del segnale e nella correzione acustica. ROG Phone 9 e ROG Phone 9 Pro supportano Dirac Virtuo for Headphones, una tecnologia che interviene sulla percezione spaziale del suono attraverso cuffie cablate, Bluetooth o USB-C.

ROG Phone 9 conserva anche una caratteristica ormai rara sugli smartphone di fascia alta: il jack audio da 3,5 millimetri. L’uscita cablata supporta audio Hi-Res fino a 384 kHz/32 bit, mentre sul fronte Bluetooth sono presenti aptX Adaptive e aptX Lossless. ASUS abbina queste tecnologie a due altoparlanti stereo multi-magnet e ad AudioWizard, che permette di scegliere diversi profili di ascolto.

Con AeroActive Cooler X Pro, ASUS aggiunge inoltre un subwoofer esterno che trasforma il sistema degli speaker in una configurazione 2.1. In questo caso la collaborazione con Dirac riguarda soprattutto l’elaborazione spaziale in cuffia, mentre ASUS conserva sotto il proprio controllo il resto della catena audio e dell’hardware.

6. nubia Flip 2 con DTS Ultra

Tra le tecnologie audio di terze parti ancora utilizzate sugli smartphone compare anche DTS Ultra. Un esempio recente è nubia Flip 2, pieghevole presentato nel 2025 che integra una coppia di altoparlanti stereo affiancati proprio dalla piattaforma DTS Ultra. ZTE indica la tecnologia tra le caratteristiche destinate alla riproduzione di musica e contenuti video.

DTS Ultra utilizza tecniche di elaborazione del suono spaziale e nasce soprattutto per ampliare la percezione della scena sonora attraverso configurazioni con un numero limitato di diffusori. Sugli smartphone assume quindi un ruolo differente rispetto a Bose o Bang & Olufsen: DTS fornisce soprattutto la componente di elaborazione audio, mentre progettazione degli altoparlanti e struttura acustica restano competenza del produttore del telefono.

La stessa tecnologia è presente anche su altri dispositivi destinati al gaming. REDMAGIC, per esempio, utilizza DTS Ultra 3D stereo insieme a doppi altoparlanti 1620 su alcuni prodotti recenti della propria gamma. Si tratta di un altro esempio di come il mercato mobile abbia iniziato a differenziare il comparto audio attraverso componenti hardware dedicati e tecnologie sviluppate da aziende che operano da anni nel settore dell’home cinema e del gaming.

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