Le biciclette elettriche stanno assumendo caratteristiche sempre più vicine a quelle dei prodotti tecnologici. Sensori, applicazioni, sistemi antifurto, diagnostica della batteria e intelligenza artificiale modificano il rapporto tra utente e mezzo, mentre la crescente attenzione delle autorità europee impone ai produttori un adeguamento costante alle normative nazionali. In occasione di EUROBIKE 2026, NAVEE ha presentato la propria visione sul futuro della mobilità elettrica leggera. Il marchio, conosciuto soprattutto per i monopattini elettrici, punta ora ad ampliare la propria presenza nel settore delle e-bike con una gamma destinata agli spostamenti urbani, ai tragitti più lunghi e alle attività all’aperto. Ne abbiamo parlato con Yuchen Zhao, che ha affrontato il tema della mobilità nelle città italiane, il ruolo dell’intelligenza artificiale e il rapporto sempre più stretto tra biciclette elettriche, smartphone e tecnologie di derivazione automobilistica.
Come vede NAVEE l’evoluzione della mobilità urbana nelle città europee e, in particolare, in realtà italiane come Milano, Roma, Torino, Bologna e Firenze?
La mobilità urbana in Italia cambia rapidamente. A Milano, Roma o Firenze, le persone cercano modalità più intelligenti per attraversare strade strette, aree trafficate e zone con limitazioni alla circolazione.
Allo stesso tempo, le regole italiane sulla mobilità diventano più severe. Seguiamo con attenzione l’evoluzione normativa per assicurarci che i nostri prodotti rispettino sempre i requisiti previsti.
E-bike e monopattini elettrici sono percepiti sempre più come prodotti tecnologici di consumo, e non solo come mezzi di trasporto. Da cosa nasce questo cambiamento?
Gli utenti si aspettano che e-bike e monopattini siano intuitivi, connessi e capaci di fornire dati utili. Non basta più un veicolo meccanico dotato di batteria.
Il valore dipende sempre di più dall’esperienza complessiva, dalla conoscenza dello stato della batteria, dalla sicurezza e dalle opzioni di personalizzazione. Questi mezzi diventano prodotti legati allo stile di vita, non semplici strumenti di trasporto.
Per NAVEE il punto di partenza resta il bisogno reale dell’utente. Motore, gestione della batteria, sistemi di sicurezza e interfaccia devono sostenere una guida più naturale e semplice.
Durante EUROBIKE 2026 NAVEE ha posto l’attenzione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nelle e-bike di nuova generazione. Quali funzioni concrete può offrire nell’uso quotidiano?
L’intelligenza artificiale deve risolvere problemi concreti. Può adattare la risposta del motore in base al comportamento del ciclista, alla pendenza, alla cadenza e al percorso.
Può anche migliorare la previsione dell’autonomia, la conoscenza del tragitto e la personalizzazione dell’assistenza.
Sul fronte della sicurezza, l’analisi combinata dei dati provenienti dal radar posteriore, dalla velocità e dalla frenata può produrre avvisi legati alla situazione reale, anziché notifiche generiche.
L’obiettivo consiste nel rendere le e-bike più adattive e consapevoli del contesto, senza complicare l’esperienza d’uso.
Quale ruolo avranno sensori, sistemi di assistenza connessi e intelligenza di bordo nella sicurezza e nel comfort?
I sensori permettono alla bicicletta di comprendere meglio ciò che accade durante il percorso.
Per la sicurezza, i radar posteriori e i sistemi di rilevamento possono individuare i veicoli che si avvicinano da dietro, soprattutto alle velocità più elevate, e fornire avvisi tempestivi.
Per il comfort, i sensori possono rilevare postura e comportamento del ciclista. L’assistenza non deve limitarsi a una modalità fissa, ma può cambiare quando l’utente affronta una salita, sposta il peso o percorre una strada irregolare.
Sul piano dell’usabilità, l’intelligenza digitale può raccogliere in un’unica esperienza i dati del veicolo, lo stato della batteria, le informazioni sul percorso e le abitudini di guida. Questo permette di migliorare le stime dell’autonomia, i promemoria per la manutenzione e le impostazioni personali.
In che modo e-bike, tecnologie automobilistiche e dispositivi mobili si stanno avvicinando?
La convergenza avviene a livello di sistema. Le e-bike adottano radar, diagnostica della batteria e sistemi di assistenza alla sicurezza che provengono dal settore automobilistico.
Dai dispositivi mobili arrivano invece applicazioni, personalizzazione e servizi connessi.
Con l’aumento della connettività, la sicurezza assume un ruolo centrale. Protezione antifurto, tutela dei dati e accesso intelligente diventano elementi fondamentali.
Per NAVEE questa convergenza deve creare un’esperienza continua tra bicicletta, app e abitudini quotidiane dell’utente.
Quali sono le principali esigenze degli utenti europei nel settore delle e-bike e della mobilità elettrica leggera?
In Europa individuiamo tre esigenze principali: spostamenti urbani con mezzi leggeri, percorsi su distanze più lunghe e attività all’aperto.
Per chi si muove in città, portabilità, ingombro e maneggevolezza contano quanto la qualità di guida. Per questo le serie Compa TriLite, Compa, Fold e Urban puntano su compattezza e praticità quotidiana.
Per i tragitti più lunghi e per l’uso all’aperto, le serie Trekking e Bison privilegiano autonomia, comfort e capacità di adattamento ai diversi terreni.
In tutti questi scenari, sistemi di assistenza più intelligenti, informazioni chiare e avvisi tempestivi possono rendere ogni percorso più semplice.
Quanto contano infrastrutture locali, regolamentazione e assistenza post-vendita per il successo di un marchio in Italia?
Sono tre fattori essenziali per la presenza a lungo termine di un marchio.
In Italia le norme sulla mobilità diventano più severe. Le aziende devono seguire tali cambiamenti e rispettare i requisiti previsti.
NAVEE dispone anche di un sistema di assistenza post-vendita in Europa. Il supporto dopo l’acquisto rappresenta uno degli strumenti principali per costruire un rapporto di fiducia con i clienti.
NAVEE amplia la propria offerta dai monopattini elettrici alle e-bike. Che cosa distingue il vostro approccio?
L’esperienza maturata nel settore dei monopattini ci ha permesso di sviluppare competenze nella gestione energetica, nel controllo del motore, nella stabilità di guida e nei sistemi connessi.
Queste capacità assumono un ruolo importante anche nelle e-bike, che diventano sempre più intelligenti.
Non trasferiamo però in modo diretto le tecnologie dei monopattini sulle biciclette. Progettiamo ogni prodotto sulla base degli scenari reali.
Le serie Compa e Fold rispondono alle esigenze degli spostamenti urbani e del trasporto intermodale. La gamma Urban punta sulla mobilità quotidiana, mentre SP01 si rivolge ai tragitti più lunghi e alle velocità superiori. Le piattaforme utility rispondono invece a esigenze più ampie.
Il nostro approccio non riguarda soltanto le specifiche tecniche. Vogliamo comprendere le diverse realtà della mobilità moderna e progettare prodotti adatti a ciascun contesto.
Dopo le esperienze in EcoFlow e DJI, quali ritiene siano le principali difficoltà per i marchi asiatici che vogliono consolidarsi in Europa?
L’Europa non è un mercato unico. Ogni Paese presenta caratteristiche differenti, quindi è necessario collaborare con partner locali e adattare il modello commerciale.
Le normative rappresentano la difficoltà principale. Le regole cambiano da un Paese all’altro e possono evolvere rapidamente, soprattutto per prodotti relativamente nuovi come i monopattini elettrici.
Le aziende devono seguire costantemente tali modifiche e adeguare con rapidità prodotti e strategie.
Come cambierà nei prossimi anni il rapporto tra smartphone, applicazioni e mobilità elettrica leggera?
Con l’aumento dell’intelligenza a bordo delle e-bike, le applicazioni aiuteranno gli utenti a conoscere meglio il proprio veicolo, controllare i percorsi, ricevere informazioni sull’assistenza e modificare le impostazioni.
L’esperienza migliore nasce da un collegamento diretto tra bicicletta e applicazione.
La bicicletta deve assistere il ciclista in tempo reale attraverso i sistemi di bordo e il display. L’app deve invece rendere più accessibili informazioni, configurazioni e servizi.























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