L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato alcune società del gruppo Revolut per oltre 11 milioni di euro in relazione a pratiche commerciali scorrette nei servizi di investimento e in quelli bancari. Secondo l’Autorità, la fintech avrebbe diffuso messaggi ingannevoli sugli investimenti e avrebbe adottato modalità aggressive e poco trasparenti nella gestione di alcuni servizi legati ai conti di pagamento.
Cosa contesta l’Antitrust
Il primo filone riguarda i servizi di investimento offerti in Europa da Revolut Securities Europe UAB insieme a Revolut Group Holdings Ltd. In questo caso l’Antitrust ha irrogato una sanzione da 5 milioni di euro, contestando la violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. L’Autorità sostiene che i clienti non abbiano ricevuto, già nella fase di primo contatto pubblicitario, informazioni chiare e complete sui costi ulteriori e sui limiti degli investimenti presentati come “senza commissioni”. Nel dettaglio, il provvedimento richiama il tema delle azioni frazionate, che secondo l’AGCM presentano differenze rilevanti rispetto alle azioni intere sotto il profilo dei rischi, dei diritti connessi allo strumento e della trasferibilità. Proprio questa distinzione, sempre secondo l’Autorità, non sarebbe stata illustrata con sufficiente chiarezza ai consumatori.
I rilievi sui servizi bancari
Un secondo blocco di contestazioni riguarda Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB, destinatarie di un’ulteriore sanzione da 5 milioni di euro. In questo caso l’Antitrust contesta modalità aggressive nella gestione delle sospensioni, limitazioni e dei blocchi dei conti di pagamento, oltre a carenze informative sulle condizioni e sulle modalità con cui tali restrizioni possono scattare. Secondo l’AGCM, le società non avrebbero fornito informazioni sufficienti in fase precontrattuale, né un adeguato preavviso prima dell’adozione delle restrizioni, né un confronto o un’assistenza adeguati dopo il blocco. L’Autorità osserva che l’impossibilità, anche per periodi lunghi, di accedere ai fondi e ai servizi collegati può incidere in modo serio sulla vita quotidiana di consumatori e microimprese, fino a condizionarne indebitamente la libertà di scelta. Per questa parte del procedimento vengono richiamati gli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo.
Il nodo dell’IBAN italiano
Il terzo rilievo riguarda il passaggio dall’IBAN lituano con iniziali LT all’IBAN italiano con iniziali IT. Anche su questo fronte l’Antitrust sostiene che Revolut non abbia fornito in modo chiaro ed esaustivo informazioni su requisiti e tempistiche necessarie per ottenere il nuovo IBAN. Per questa condotta l’Autorità ha irrogato una sanzione aggiuntiva da 1,5 milioni di euro.
La posizione di Revolut
Dopo la decisione dell’Antitrust, Revolut ha fatto sapere di non condividere le conclusioni dell’Autorità e di voler presentare ricorso. Nella dichiarazione riportata da più testate, la società afferma di ritenere le proprie comunicazioni chiare e trasparenti, aggiungendo che le verifiche sui conti sono obbligatorie e necessarie per la tutela dei clienti e dell’integrità del sistema finanziario. Il caso arriva al termine di un’istruttoria che l’AGCM aveva avviato nel luglio 2025 nei confronti di alcune società del gruppo. Già allora l’Autorità aveva indicato come aree di attenzione la promozione dei servizi di investimento, la gestione dei blocchi dei conti e la trasparenza delle informazioni offerte agli utenti.




























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