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Le notizie tech del 16 dicembre: Ecco la US Tech Force; i conti dell’AI tra Meta, Oracle e Nvidia al centro della giornata

La giornata del 16 dicembre mette in evidenza un intreccio sempre più stretto tra tecnologia, politica industriale e finanza. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump rafforza il controllo e l’indirizzo strategico sull’intelligenza artificiale e sul digitale pubblico, mentre emergono segnali di tensione sul fronte dei costi, dei ritorni economici e della regolazione. Parallelamente, Big Tech, venture capital e mercati finanziari continuano a muoversi in un contesto di forte incertezza, con l’AI che resta il principale motore di investimenti ma anche il principale fattore di rischio percepito.

La Casa Bianca lancia la US Tech Force e rafforza la governance sull’AI

L’amministrazione Trump ha annunciato la nascita della US Tech Force, un programma federale che punta a reclutare circa 1.000 professionisti provenienti da aziende come Apple, Meta, xAI e altri grandi gruppi tecnologici. Gli incarichi avranno durata biennale e coinvolgeranno numerosi dipartimenti, tra cui Tesoro, Stato, Difesa, Energia, Salute, Trasporti e Homeland Security, con l’obiettivo di modernizzare software, infrastrutture digitali e processi interni della pubblica amministrazione. L’iniziativa richiama esperienze precedenti come lo US Digital Service, smantellato negli anni scorsi, e segna un ritorno a una collaborazione diretta tra governo federale e industria tecnologica.

Questo rafforzamento istituzionale si inserisce in un contesto politico più ampio che riguarda l’ordine esecutivo sull’AI firmato da Trump. Secondo ricostruzioni del Washington Post, il provvedimento è il risultato di un lavoro di mediazione condotto da David Sacks e Sriram Krishnan, che hanno modificato il linguaggio del testo per superare le resistenze dell’area MAGA e ottenere il via libera politico.

Meta, Cina e pubblicità: i numeri sotto osservazione

Documenti interni citati da Reuters indicano che Meta avrebbe generato nel 2024 oltre 18 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari legati alla Cina, pari a più del 10% del fatturato globale. Una quota stimata in oltre 3 miliardi di dollari sarebbe collegata a inserzioni fraudolente, incluse campagne riconducibili a truffe e pratiche ingannevoli. Il dato riaccende il dibattito sulla gestione della pubblicità e sulla responsabilità delle piattaforme, soprattutto in vista delle discussioni politiche previste al Congresso nel 2026 sui rapporti tra Big Tech, Cina e tutela degli utenti.

Oracle, data center e il rischio di una bolla del debito AI

Oracle continua a rafforzare il proprio ruolo come pilastro dell’infrastruttura AI globale. Secondo documenti depositati e analisi di settore, il gruppo ha firmato contratti di leasing per data center pari a circa 150 miliardi di dollari solo negli ultimi tre mesi, portando il totale degli impegni su cloud e capacità di calcolo a 248 miliardi di dollari. Il maxi accordo Stargate con OpenAI ha trasformato Oracle in un barometro del sentiment dei mercati sull’AI.

Allo stesso tempo, il Financial Times segnala un aumento significativo dei credit default swap legati a un numero ristretto di grandi aziende tech, cresciuti di circa il 90% dall’inizio di settembre. Il dato riflette le preoccupazioni degli investitori su un possibile eccesso di leva finanziaria collegato alla costruzione di infrastrutture AI.

Regolazione, antitrust e crisi industriali

Il settore mostra anche i costi indiretti della regolazione. iRobot, fondata nel 1990 e nota per i robot aspirapolvere Roomba, ha avviato la procedura di Chapter 11 dopo il fallimento dell’acquisizione da 1,7 miliardi di dollari da parte di Amazon, bloccata dalle autorità statunitensi ed europee. La crisi arriva in un contesto di concorrenza crescente da parte dei produttori cinesi e solleva interrogativi sull’impatto delle politiche antitrust sulle aziende storiche del tech occidentale.

IRobot - Wikipedia

In Europa, il Financial Times riporta che il governo britannico sta valutando l’obbligo per Apple, Google e altri operatori di bloccare per default contenuti espliciti a livello di sistema operativo, introducendo verifiche dell’età per gli adulti. Una misura che potrebbe avere effetti rilevanti sul design dei sistemi e sulla privacy degli utenti.

Nvidia, AI infrastructure e controllo della filiera

Nvidia ha annunciato l’acquisizione di SchedMD, società che sviluppa Slurm, uno dei principali sistemi open source per la gestione dei carichi di lavoro nei data center AI. L’azienda ha dichiarato che Slurm continuerà a essere distribuito come software open source, rafforzando la propria posizione non solo sull’hardware ma anche sugli strumenti di orchestrazione dell’AI.

Parallelamente, Nvidia ha presentato la famiglia di modelli Nemotron 3, basata su un’architettura ibrida mixture-of-experts e Mamba-Transformer, con versioni da 30, 100 e circa 500 miliardi di parametri, pensate per applicazioni enterprise e di ricerca avanzata.

Ritorni incerti e impatto sul lavoro creativo

Un sondaggio condotto da Teneo su oltre 350 amministratori delegati mostra che il 68% delle aziende prevede di aumentare la spesa in AI nel 2026 rispetto al 2025, ma meno della metà dei progetti ha finora generato ritorni superiori ai costi sostenuti. Il dato evidenzia un divario crescente tra investimenti e risultati concreti.

Sul fronte occupazionale, interviste raccolte da Blood in the Machine raccontano l’impatto diretto dell’AI generativa su copywriter e freelance, con utilizzo dei contenuti per l’addestramento dei modelli, riduzione delle tariffe e perdita di clienti. Un fenomeno che alimenta tensioni sociali e richieste di maggiore tutela.

Cybersecurity, mercati e altri segnali della giornata

Un’analisi dell’Università di Cambridge, ripresa dal Financial Times, mostra come la verifica tramite SMS a basso costo favorisca la creazione massiva di account online, facilitando campagne di manipolazione e influenza globale. Sul fronte della sicurezza, Microsoft ha ampliato il proprio programma di bug bounty, includendo vulnerabilità critiche anche in codice di terze parti che impattano sui suoi servizi online.

Nei mercati, Tesla ha chiuso ai massimi del 2025 dopo la conferma dei test su veicoli senza operatore umano ad Austin, mentre Broadcom, CoreWeave e Oracle hanno proseguito la fase di correzione dei titoli legati all’infrastruttura AI. In parallelo, grandi fondi di venture capital come Lightspeed e Dragoneer continuano a raccogliere miliardi per investimenti in AI, segno di una fiducia che convive con crescenti segnali di cautela.

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