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Ookla analizza il nuovo chip Wi-Fi N1 di Apple: prestazioni più elevate

Ookla pubblica una nuova analisi dedicata al comportamento del chip Wi-Fi N1 presente nella gamma iPhone 17, confrontato con il precedente modello basato su soluzioni Broadcom e con i principali flagship Android. Lo studio si basa sui dati globali di Speedtest Intelligence raccolti nelle sei settimane successive al lancio degli iPhone 17. L’analisi completa è disponibile sul sito di Ookla.

Il report mostra un netto progresso della nuova piattaforma Wi-Fi di Apple. In Europa gli iPhone 17 registrano incrementi superiori al 30% sia in download sia in upload rispetto alla famiglia iPhone 16. La differenza appare ancora più evidente nelle situazioni difficili, dove il comportamento al decimo percentile risulta molto più stabile. Questo indica che il chip N1 riesce a mantenere un livello di servizio più costante in contesti complessi, riducendo la degradazione della qualità quando la rete presenta ostacoli o interferenze.

Il mercato europeo offre risultati particolarmente positivi in Francia. Qui gli utenti iPhone 17 raggiungono una velocità mediana in download pari a 601,46 Mbps, il valore più alto in Europa e il secondo a livello mondiale dopo Singapore con 613,8 Mbps. La diffusione della fibra multi-gigabit e l’ampio impiego di router moderni favoriscono questo primato.

Nello stesso confronto emerge con forza lo Xiaomi 15T Pro, basato su piattaforma Wi-Fi MediaTek. Il dispositivo ottiene le velocità più elevate tra tutti i modelli analizzati in ogni percentile considerato, dal decimo al novantesimo. Nei mercati con copertura in fibra particolarmente avanzata, come la Francia, il 15T Pro risulta l’unico smartphone in grado di superare 100 Mbps nel caso peggiore, 500 Mbps nel valore mediano e 1.000 Mbps nel valore più alto.

L’analisi prende in esame anche la latenza, dove la famiglia Samsung Galaxy S25, basata su tecnologia Wi-Fi Qualcomm, registra le prestazioni migliori. I test mostrano una latenza di picco pari a 7 ms e un valore mediano di 17 ms, risultato che conferma la maturità delle soluzioni adottate da Samsung in contesti ad alta intensità di traffico.

Un altro dato di rilievo riguarda la differenza tra bande Wi-Fi. I flagship Android mostrano velocità mediane in 6 GHz superiori almeno del 77% rispetto al 5 GHz, con un miglioramento analogo nel passaggio da Wi-Fi 6 a Wi-Fi 7. Tuttavia, in Europa gli utenti Android utilizzano molto meno la banda a 6 GHz rispetto agli utenti statunitensi, un limite che riduce il pieno sfruttamento delle connessioni in fibra di nuova generazione. Secondo Ookla, oltre il 20% dei test provenienti dai Galaxy S25 negli Stati Uniti utilizza i 6 GHz, mentre in Europa la quota si ferma intorno al 5%.

Il quadro complessivo delineato da Ookla indica un’adozione ancora disomogenea delle tecnologie più avanzate nelle reti Wi-Fi europee, nonostante la presenza di smartphone in grado di sfruttare appieno le connessioni multi-gigabit.

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