Xiaomi Wireless AR Glass

Xiaomi Wireless AR Glass: più di un concept


Dopo la presentazione in grande stile della linea Xiaomi 13, consacrata dal gigante della fotografia contemporanea McCurry come “game changer“, il brand cinese al primo giorno del Mobile World Congress ha presentato un nuovo concept, ovvero gli Xiaomi Wireless AR Glass. Sono i primi occhiali in realtà aumentata del marchio dal logo arancione e utilizza un modello di distributed computing. La visione futuristica di Xiaomi è tutta concentrata in occhiali sempre più interconnessi allo smartphone e alla smart home. Uniscono all’unisono realtà aumentata e realtà fisica perché collaborino i vari elementi dell’ecosistema. Ad esempio spostando il video del televisore sugli occhiali, o spegnere le lampade con un semplice gesto.

L’interazione smartphone e occhiali

Gli occhiali smart dispongono di un display retina in grado di adattarsi all’ambiente luminoso. Si può collegare ad uno smartphone con supporto Snapdragon Spaces. Snapdragon Spaces è una piattaforma software di realtà virtuale e aumentata sviluppata da Qualcomm; fornisce un framework di sviluppo per creare applicazioni VR/AR di alta qualità per dispositivi mobili e di altre categorie di prodotti. Utilizza la tecnologia di rilevamento ambientale, come la localizzazione spaziale, il tracciamento del movimento e la percezione visiva, per creare esperienze immersive per l’utente. Inoltre, Snapdragon Spaces supporta una vasta gamma di dispositivi e piattaforme, tra cui i dispositivi Snapdragon XR come gli occhiali AR e VR. In questo caso specifico è possibile ottenere un tracciamento della mano. Sono supportate inoltre una gamma completa di applicazioni per display più grandi. Il progetto che ha portato agli Xiaomi Wireless AR Glass Discovery Edition è partito dall’idea di un’esperienza individuale. Gli occhiali intelligenti adottano circuiti di interconnessione ad alta velocità, sviluppati dal brand cinese. Lo scopo è quello di ottenere una connessione dati veloce tra smartphone e occhiali via wireless. Questi ultimi sono basati su Snapdragon XR2 Gen 1 e dispongono di un sistema di comunicazione a bassa latenza sviluppato da Xiaomi.

Il design e la progettazione

Pesano solo 126 grammi e realizzati con materiali quali la lega di magnesio-litio e alcune parti in fibra di carbonio. La batteria anodica è al silicio-ossigeno, sempre con tecnologia proprietaria. Il tutto è stato pensato per ridurre il peso al minimo. Niente è lasciato al caso: il dispositivo indossabile è stato calibrato al millimetro, con decine di migliaia di campioni di dati di tracciamento, tra cui il baricentro, la distanza tra le gambe, l’angolazione, l’appoggio al naso e così via.

Xiaomi Wireless AR Glass

La tecnologia degli Xiaomi Wireless AR Glass

L’obiettivo degli ingegneri che hanno realizzato il prodotto è quello di far percepire agli utenti gli oggetti virtuali con la stessa vividezza e chiarezza degli oggetti fisici. Xiaomi Wireless AR Glass è dunque tra i primi nel suo genere a raggiungere un display “Retina-Level”. Anche per gli occhiali AR, come per i display di fascia alta, esiste una soglia qualitativa di “valore critico”. Quando la risoluzione angolare o PPD (pixel per grado) raggiunge circa 60, l’occhio umano non è in grado di distinguere la granularità dell’immagine. Per garantire la massima qualità visiva, Xiaomi Wireless AR Glass ha un PPD di 58, il valore più vicino alla soglia di qualità critica.

Il prodotto sfrutta un modulo ottico free-form, composto da una coppia di schermi MicroOLED, e prismi free-form che permettono di guidare la luce in modo da ottenere un’immagine nitida e precisa. Grazie a una complessa rifrazione della luce in un volume limitato, il dispositivo è in grado di visualizzare il contenuto riflesso da tre superfici all’interno dei prismi di guida della luce, in modo da offrire una presentazione finale chiara e nitida davanti agli occhi dell’utente. Gli AR Glass di Xiaomi riducono al minimo la perdita di luce e producono immagini chiare e luminose, con una luminosità che può arrivare fino a 1.200 nits. Ciò fornisce una solida base per le applicazioni AR, garantendo una visualizzazione di alta qualità. Inoltre, il dispositivo è dotato di lenti elettrocromiche in grado di adattarsi alle diverse condizioni di luce. Queste lenti offrono una modalità di oscuramento che consente un’esperienza immersiva durante la visualizzazione dei contenuti, mentre la modalità trasparente produce un’esperienza AR più vivida che fonde elementi reali e virtuali.

Le gesture

Xiaomi Wireless AR Glass vuole rivoluzionare il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia. Questo dispositivo è dotato di una capacità di interazione ai micro-gesti, che consente all’utente di utilizzarlo con una sola mano e di eseguire gesti altamente precisi. La ricerca autonoma di Xiaomi ha portato a questa capacità di interazione che rappresenta una delle direzioni principali nello sviluppo futuro della relazione tra uomo e computer. Utilizzando le articolazioni delle dita interne dell’utente come area di riconoscimento dei gesti, il prodotto rende l’interazione ancora più intuitiva. La direzione è orientata dalla seconda articolazione del dito medio, mentre la seconda articolazione dell’indice rappresenta la direzione verso l’alto. In combinazione con le aree circostanti, forma un tasto direzionale a quattro direzioni per le operazioni di movimento di base. Le 12 nocche funzionano in modo simile al metodo di input cinese a nove tasti, consentendo l’inserimento di testo attraverso il tocco del pollice nell’area delle dita. In futuro, Xiaomi punta ad abilitare le operazioni di scorrimento e di tocco attraverso il movimento casuale del pollice sul palmo.

Questa innovativa capacità di interazione consente agli utenti di eseguire le operazioni quotidiane di utilizzo delle app con facilità, come la selezione e l’apertura delle applicazioni, lo scorrimento delle pagine e l’uscita dalle app per tornare alla pagina iniziale, il tutto senza utilizzare lo smartphone per i controlli. Troviamo inoltre una fotocamera AON a basso consumo energetico che consente un’interazione gestuale prolungata e facilita le funzioni. Gli utenti possono anche optare per i controlli tradizionali dello smartphone, che possono essere accoppiati e utilizzati come controlli gestuali o touchpad.

Xiaomi Wireless AR Glass

Smartphone e AR Glass, più che connessi, uniti

Xiaomi Wireless AR Glass supporta una vasta gamma di applicazioni disponibili in tutto l’ecosistema Xiaomi. Grazie alla capacità di streaming delle applicazioni di Mi Share, gli utenti possono utilizzare i loro occhiali AR come un grande schermo portatile, ottimizzando l’area di visualizzazione per applicazioni popolari come TikTok e YouTube. La funzionalità AR consente inoltre agli utenti di posizionare le applicazioni in qualsiasi punto dello spazio di visualizzazione e di regolare le dimensioni dell’interfaccia tramite gesti spaziali, migliorando così l’efficienza e l’esperienza complessiva di accesso alle informazioni.

A bordo anche funzionalità smart home integrate per offrire un’esperienza unica agli utenti. Ad esempio, gli utenti possono “afferrare” lo schermo di un tipico televisore e continuare a guardarlo sugli occhiali. Inoltre, Xiaomi ha abilitato l’estrazione delle operazioni più comuni degli smart device, consentendo agli utenti di utilizzare i dispositivi attraverso scene AR. Grazie ai gesti spaziali, gli utenti possono accendere o spegnere una lampada, collegare gli altoparlanti virtuali all’ambiente reale e godere di un’esperienza audio spaziale.

Xiaomi Wireless AR Glass Discovery Edition richiede l’accoppiamento con Xiaomi 13 o un altro dispositivo abilitato a Snapdragon Spaces. Gli occhiali sono disponibili in un design color titanio, supportano tre misure di naselli e sono dotati di una clip per miopi. In termini di supporto software, gli occhiali sono compatibili con Qualcomm Snapdragon Spaces, OpenXR e il framework di sviluppo Microsoft MRTK. Xiaomi intende lavorare a stretto contatto con gli sviluppatori per accelerare l’arrivo dell’AR.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.