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Genitore e adolescente a confronto sull’uso dello smartphone, illustrazione

Xiaomi e UNICEF: ragazzi online, il controllo non basta


Oltre l’80% dei genitori italiani intervistati dichiara di seguire le attività digitali dei figli, ma nel sondaggio UNICEF Italia quasi il 60% degli adolescenti rispondenti riferisce difficoltà nel gestire il rapporto con tecnologia e piattaforme. Sono i dati presentati il 4 novembre da Xiaomi e UNICEF Italia, che affiancano due rilevazioni diverse sul rapporto tra famiglie e vita online.

I risultati riguardano popolazioni differenti e non descrivono un confronto tra gli stessi genitori e i loro figli. L’indagine commissionata da Xiaomi a Bilendi coinvolge adulti con bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni; il sondaggio U-Report raccoglie invece le risposte di adolescenti tra 14 e 17 anni. Il punto comune è la difficoltà di trasformare l’attenzione degli adulti in regole e strumenti utili nella vita quotidiana.

Parental control: conosciuto dal 97%, usato dal 63%

Nel campione italiano della ricerca Xiaomi, il 97% dei genitori conosce il parental control, mentre il 63% dichiara di usarlo. Questi strumenti consentono, per esempio, di impostare tempi di utilizzo e filtri per i contenuti. Il loro impiego rimane quindi meno diffuso della conoscenza dichiarata.

Tra gli adolescenti del sondaggio UNICEF, il 23,6% considera utili limiti e filtri per la protezione dei più giovani; il 61,1% ne riconosce il valore, ma chiede attenzione alla propria autonomia. Le due risposte indicano un’apertura verso le misure di tutela, con esigenze diverse sul modo in cui applicarle.

Le paure riguardano tempo online e dati personali

Per i genitori, i timori principali riguardano il tempo trascorso davanti agli schermi, i contatti con sconosciuti e l’accesso a contenuti non adatti all’età. Nel sondaggio UNICEF, il 36,1% dei rispondenti teme soprattutto la diffusione non autorizzata di foto, video o informazioni personali; il 22,2% indica contatti indesiderati o profili falsi.

Circa la metà degli adolescenti rispondenti riferisce di aver vissuto almeno una situazione spiacevole online. Il dato descrive le esperienze dichiarate nel sondaggio e non misura, da solo, la frequenza o la gravità degli episodi.

Disconnessione e regole in famiglia

Nella rilevazione Bilendi, il 70% dei genitori ritiene che i figli usino i dispositivi in modo corretto e consapevole. Il 56% individua una difficoltà nella gestione autonoma del tempo online e il 45% segnala la mancanza di regole familiari chiare.

Nel sondaggio U-Report, solo il 19,4% dichiara di saper gestire consapevolmente il proprio rapporto con tecnologia e piattaforme. Quasi il 60% riferisce difficoltà e un ulteriore 18% dichiara di non riuscirci o di farne un uso eccessivo. Noia, notifiche e conversazioni con i coetanei sono tra gli elementi che rendono difficile interrompere l’attività. Il 30,5% afferma che a casa esistono poche regole o nessuna.

La richiesta di piattaforme più sicure

La responsabilità, nelle risposte degli adolescenti, riguarda anche chi progetta i servizi: il 37,5% vorrebbe social, app e videogiochi più sicuri, mentre il 34,7% chiede alle aziende tecnologiche e alle piattaforme un impegno maggiore per la sicurezza in rete.

Xiaomi e UNICEF Italia dedicano al tema anche un episodio podcast, disponibile dal 4 novembre sui rispettivi canali ufficiali. Partecipano Andrea Crociani per Xiaomi Italia e Arianna Braga, Specialista Advocacy di UNICEF Italia. Sul rapporto tra giovani e strumenti digitali, potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento su intelligenza artificiale a scuola e ascolto degli studenti.

Come sono stati raccolti i dati

L’indagine quantitativa Bilendi risale a settembre 2026 e comprende 202 genitori in Italia di bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni, con quote per genere, età e area geografica. Le percentuali UNICEF citate si riferiscono ai rispondenti tra 14 e 17 anni sulla piattaforma U-Report. La nota diffusa non specifica il numero di adolescenti di questo segmento: i risultati vanno letti entro questo perimetro e non estesi automaticamente a tutti i minorenni italiani.

Fonte: UNICEF Italia, dati Xiaomi/Bilendi e sondaggio U-Report.

Materiale ufficiale Xiaomi e UNICEF Italia sul rapporto tra famiglie e vita digitale
Materiale diffuso da Xiaomi e UNICEF Italia.

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