Apple ha chiuso l’esercizio fiscale 2026 con ricavi per 478,8 miliardi di dollari, in crescita del 15%, e un utile netto di 132,2 miliardi. I conti pubblicati il 2 novembre, relativi all’anno terminato il 26 settembre, fissano nuovi massimi per il gruppo. La lettura dei dati proposta da Statista mette però al centro anche il costo delle memorie: il fatturato cresce, mentre la redditività attesa per il trimestre natalizio risente della pressione sui componenti.
iPhone e servizi spiegano gran parte dei ricavi
Il bilancio Apple attribuisce all’iPhone 254,1 miliardi di dollari, circa il 21% in più rispetto all’esercizio precedente. Il telefono rappresenta dunque il 53% del fatturato annuale. I servizi raggiungono 123,3 miliardi, con un aumento del 13%, e valgono poco più di un quarto delle entrate. Sono proporzioni ricavate dai valori pubblicati dalla società.
Le altre categorie seguono ritmi diversi. Il Mac arriva a 37,9 miliardi, mentre l’iPad si ferma a 27,9 miliardi, con una lieve flessione. La voce che comprende dispositivi indossabili, casa e accessori totalizza 35,6 miliardi, quasi stabile rispetto all’anno precedente. Nel solo trimestre concluso a settembre, Apple registra 114,5 miliardi di ricavi, il 12% in più su base annua.
Perché le memorie possono ridurre il margine
Secondo l’analisi di Statista delle indicazioni fornite dall’azienda, Apple prevede un margine lordo tra il 45% e il 46% per il trimestre natalizio, il primo dell’esercizio fiscale 2027. È la quota dei ricavi che resta dopo il costo dei prodotti e dei servizi venduti, prima delle altre spese e delle imposte. La previsione si confronta con il 47,9% del trimestre di settembre.
Il rincaro delle memorie aumenta il costo dei dispositivi. Statista riferisce che Apple ha limitato finora l’impatto attraverso le scorte disponibili, prezzi più alti e minori costi di altri componenti. Il vantaggio delle scorte dovrebbe attenuarsi nel tempo. Il comunicato Apple precisa inoltre che il margine di settembre ha beneficiato di circa un punto percentuale di rimborsi sui dazi: anche questo elemento incide sul confronto.

Il peso dei servizi sulla redditività
I servizi hanno una struttura economica diversa dall’hardware. Dai ricavi e dai costi annuali indicati nel bilancio si ricava un margine lordo di circa 76,2% per i servizi e del 39,3% per i prodotti. Queste percentuali spiegano perché la composizione delle vendite conta insieme al fatturato: un dollaro incassato non lascia sempre lo stesso margine. Il calcolo considera i costi di vendita riportati da Apple; non attribuisce alle singole categorie le spese generali del gruppo.
La diffusione dell’ecosistema negli Stati Uniti
Un grafico di Statista offre una prospettiva sui consumatori. Tra gli intervistati statunitensi, il 40% indica l’iPhone come smartphone principale e il 29% segnala un iPad in famiglia. Il 27% possiede cuffie Apple. Sul versante dei servizi, il 20% dichiara l’uso di Apple TV+ nei dodici mesi precedenti, mentre Apple Pay e Apple Music raggiungono rispettivamente il 19% e il 15%.
Sono dati di Statista Consumer Insights riferiti agli intervistati negli Stati Uniti. Descrivono la presenza dei prodotti nelle abitudini del campione e non costituiscono una misura delle vendite mondiali o del mercato italiano.
Fonti: Apple, risultati del quarto trimestre fiscale 2026; Apple, prospetti finanziari consolidati; Statista, margini trimestrali; Statista, prodotti e servizi Apple negli Stati Uniti.
Immagine di apertura: illustrazione generata con IA.

























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