Samsung Galaxy S21 Ultra, Plus e normale

Samsung conferma un data breach. Un mese dopo


I colleghi di TechCrunch hanno riportato l’avvenuto data breach subito da Samsung e rivelato attraverso la propria piattaforma, un mese dopo aver scoperto la violazione. I dati raccolti dai malintenzionati interessano informazioni personali degli acquirenti statunitensi.

Nella nota condivisa dal gigante sudcoreano, è emerso che alla fine di luglio 2022 sono state acquisite da “terzi non autorizzati”, alcune informazioni sui clienti dei sistemi Samsung statunitensi. L’azienda avrebbe accertato la fuga di dati il 4 agosto successivo, in seguito ad una indagine. Ne è conseguito l’ingaggio di un’azienda di sicurezza informatica esterna e sono state interpellate le forze dell’ordine. Nel comunicato viene reso noto che non è stato prelevato il numero di previdenza sociale o i dati delle carte di pagamento. Nella nota, si legge anche e che “In alcuni casi potrebbe aver influito su informazioni quali nome, contatto e informazioni demografiche, data di nascita e informazioni di registrazione del prodotto“. Ma è anche vero che nelle FAQ dell’incidente di sicurezza viene riferito che i dati prelevati potrebbero variare da cliente a cliente.

Sulle pagine della rivista di tecnologia che ha riportato la notizia, il portavoce di Samsung Chirs Langlois ha riferito che i dati demografici prelevate si riferiscono alle informazioni dei clienti utilizzate per marketing e pubblicità, ma non è stato specificato quali siano i dati inclusi. Non è stato riferito quanti clienti siano stati coinvolti e perché Samsung abbia impiegato più di un mese per informare i propri clienti USA. La comunicazione è avvenuta il 2 settembre, poco prima di un fine settimana in cui negli Stati Uniti viene celebrato il Labor Day. Non è la prima violazione ai danni della casa sudcoreana quest’anno. A marzo la società ne ha subita un’altra da parte del gruppo di hacker Lapsus$, che aveva già colpito Nvidia, Microsoft e T-Mobile. I dati prelevati allora ammontavano a circa 200 gigabyte, tra cui codici sorgenti e algoritmi per tecnologie e operazioni di sblocco biometrico.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.