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Le notizie tech del 15 giugno: Anthropic spegne Fable 5 e Mythos 5, Siri AI convince nei primi test


La decisione del governo statunitense di limitare l’accesso ai modelli più avanzati di Anthropic domina le notizie tech del 15 giugno. La società ha disattivato Claude Fable 5 e Claude Mythos 5 per tutti i clienti dopo un ordine di controllo sulle esportazioni che vieta l’utilizzo dei due sistemi da parte dei cittadini stranieri, inclusi i dipendenti Anthropic presenti negli Stati Uniti.

La misura, motivata da ragioni di sicurezza nazionale, apre una fase nuova nei rapporti tra governi e laboratori AI. Per la prima volta, un intervento statunitense ha causato la sospensione globale di modelli commerciali già distribuiti. Le conseguenze riguardano clienti, dipendenti, alleati internazionali e aziende che avevano costruito servizi sui sistemi Anthropic.

Tra le altre notizie emergono le prime valutazioni positive su Siri AI, il progetto britannico per vietare i social agli under 16, l’opposizione locale ai data center statunitensi, la crescita dei licenziamenti attribuiti all’intelligenza artificiale e l’aumento dei costi della memoria per gli smartphone.

Anthropic disattiva Fable 5 e Mythos 5 dopo l’ordine statunitense

Anthropic ha comunicato la rimozione dell’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti gli utenti. La decisione deriva da una direttiva del governo americano che sospende l’uso dei due modelli da parte di qualsiasi cittadino straniero, dentro e fuori gli Stati Uniti.

La società ha spiegato di non poter applicare il divieto in modo selettivo senza interrompere i propri servizi e le attività interne. Una parte dei dipendenti Anthropic negli Stati Uniti non possiede infatti la cittadinanza americana e rientra quindi nel perimetro della restrizione. Gli altri modelli Claude restano disponibili.

Secondo Reuters, Anthropic considera il provvedimento il risultato di un fraintendimento e lavora con le autorità per ripristinare l’accesso. Tecnici senior dell’azienda si sono recati a Washington per incontrare i funzionari della Casa Bianca e affrontare i problemi di sicurezza contestati.

Il governo statunitense teme che le protezioni di Fable 5 possano essere aggirate e che il modello possa aiutare a individuare o sfruttare vulnerabilità informatiche. Il responsabile della Casa Bianca per l’intelligenza artificiale e le criptovalute, David Sacks, ha dichiarato che un partner considerato affidabile avrebbe segnalato un jailbreak credibile.

Le segnalazioni di Amazon e lo scontro con Dario Amodei

Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa statunitense, alcuni ricercatori di Amazon avrebbero individuato il metodo che ha dato origine all’intervento governativo. Il CEO Andy Jassy figura tra i dirigenti che avrebbero espresso preoccupazioni ai funzionari dell’amministrazione Trump. Amazon è anche uno dei principali investitori e partner infrastrutturali di Anthropic.

Luta Security ha definito le restrizioni una reazione eccessiva. Secondo la società di sicurezza, la vulnerabilità segnalata non giustificherebbe un blocco di questa portata. Il caso si inserisce nel dibattito già aperto sulle salvaguardie di Fable 5, considerate troppo rigide da alcuni ricercatori e troppo facili da aggirare dalle autorità americane.

Diversi resoconti descrivono telefonate tese tra il CEO Dario Amodei e alcuni rappresentanti del governo. Anthropic sostiene che Amodei abbia risposto alle richieste ufficiali entro poco più di un’ora e ha smentito le voci secondo cui il dirigente risultava irraggiungibile perché si trovava in un centro benessere.

La controversia assume anche una dimensione politica. Anthropic ha sostenuto proposte regolatorie più severe per i modelli frontier e ha posto limiti ad alcuni impieghi militari. Queste posizioni hanno alimentato tensioni con l’amministrazione Trump, che accusa il laboratorio di non avere reagito con sufficiente rapidità alla segnalazione sul jailbreak.

Il blocco coinvolge alleati, dipendenti e clienti fuori dagli Stati Uniti

La direttiva non colpisce soltanto la Cina o altri Paesi considerati rivali strategici. Il divieto riguarda anche i cittadini di Canada, Regno Unito, Unione Europea, India e delle altre nazioni alleate degli Stati Uniti.

Il primo ministro canadese ha paragonato la dipendenza da pochi modelli AI ai rischi di concentrazione che precedettero la crisi finanziaria del 2008. L’Unione Europea ha chiesto chiarimenti sulle conseguenze concrete della misura e ha ricordato che gli interventi di sicurezza economica non dovrebbero discriminare i partner internazionali.

Alcuni esponenti politici europei hanno definito il caso un campanello d’allarme per la sovranità tecnologica del continente. La sospensione dimostra che l’accesso a strumenti essenziali per aziende, università e pubbliche amministrazioni può dipendere da una decisione unilaterale del governo del Paese nel quale ha sede il fornitore.

Il dibattito ha raggiunto anche l’India, dove gran parte della strategia AI dipende da modelli, cloud e chip sviluppati negli Stati Uniti. Un ordine di questo tipo rafforza le richieste di investimenti in modelli nazionali e infrastrutture indipendenti.

La Casa Bianca non dovrebbe estendere la misura agli altri laboratori AI

Secondo le fonti citate da The Information, la Casa Bianca non prevede al momento restrizioni analoghe per OpenAI, Google o altri produttori di modelli. Il provvedimento appare quindi legato alle caratteristiche specifiche dei sistemi Anthropic e alla gestione della segnalazione sul jailbreak.

Questa distinzione alimenta però dubbi sul principio di neutralità tecnologica. Capacità simili risultano disponibili in diversi modelli commerciali e open source, compresi sistemi sviluppati in Cina. Il blocco di un solo fornitore potrebbe quindi spostare gli utenti verso servizi sui quali Washington esercita un controllo minore.

La vicenda rappresenta anche un rischio finanziario per Anthropic, che si avvicina alla possibile quotazione in Borsa. Le aziende che valutano l’integrazione di Claude dovranno ora considerare la possibilità che un intervento governativo interrompa l’accesso a un modello con poco preavviso.

Siri AI supera i primi test e riduce la pressione su Apple

Le prime prove di Siri AI indicano progressi rilevanti nella comprensione del contesto, nelle richieste composte da più passaggi e nell’interazione con ciò che appare sullo schermo. La nuova versione dell’assistente riesce a collegare informazioni presenti in diverse applicazioni e a produrre risposte più brevi rispetto a molti chatbot concorrenti.

Secondo Apple, Siri AI può comprendere il contesto personale, interagire con le app e svolgere operazioni basate sui contenuti visualizzati. Per molti utenti iPhone, queste funzioni potrebbero rappresentare il primo contatto quotidiano con un assistente AI capace di agire sul dispositivo.

Le versioni interne di iOS 27 includerebbero già la possibilità di usare modelli di terze parti diversi da quelli di OpenAI. Apple potrebbe offrire accesso a sistemi come Google Gemini e Claude, con una scelta diretta del modello per specifiche attività. Reuters aveva anticipato il progetto nei mesi precedenti.

Nel lungo periodo Apple potrebbe sviluppare un agente capace di controllare in modo più ampio software e funzioni su iPhone, iPad e Mac. La strategia punta a trasformare Siri in un’interfaccia operativa, non soltanto in un chatbot integrato nel sistema.

Il Regno Unito prepara il divieto dei social per gli under 16

Il governo britannico prepara un pacchetto definito “Australia plus”, che dovrebbe vietare l’accesso ai principali social network agli utenti con meno di 16 anni. La misura andrebbe oltre il modello australiano e coinvolgerebbe alcune funzioni presenti in app di messaggistica, piattaforme gaming e chatbot AI.

Secondo The Guardian, il piano include limiti alle chat con sconosciuti, ai messaggi effimeri, alla condivisione della posizione e ai contenuti trasmessi in diretta. Per gli under 18 potrebbero arrivare restrizioni notturne e divieti relativi ai chatbot romantici o sessuali.

Il governo intende applicare il divieto attraverso strumenti di verifica dell’età previsti dall’Online Safety Act. Le ipotesi comprendono controlli con documenti digitali e sistemi di stima dell’età basati sul volto.

Le associazioni per la tutela dei minori temono che un divieto generale possa spostare gli adolescenti verso servizi meno regolati. Restano aperti anche i problemi legati alla privacy, all’accuratezza dei controlli e alla possibilità di aggirare le limitazioni tramite VPN o account intestati ad adulti.

Negli Stati Uniti cresce l’opposizione ai data center

Nel primo trimestre del 2026, gruppi locali e amministrazioni avrebbero bloccato o ritardato almeno 75 progetti di data center, per un valore complessivo vicino a 130 miliardi di dollari. Il numero dei movimenti contrari alle nuove strutture è salito a 833, distribuiti in 49 Stati.

Le contestazioni riguardano soprattutto consumo elettrico, uso dell’acqua, rumore, agevolazioni fiscali e possibili aumenti delle bollette. I progetti ostacolati nei primi tre mesi dell’anno hanno già raggiunto il totale registrato durante tutto il 2025.

Secondo i dati ripresi da Ars Technica, il conflitto tra comunità locali e aziende AI rischia di diventare uno dei principali ostacoli allo sviluppo dell’infrastruttura statunitense. Il governo federale considera la capacità di calcolo una priorità strategica, mentre comuni e cittadini chiedono garanzie sugli effetti economici e ambientali.

Il problema non riguarda soltanto la costruzione degli edifici. I data center richiedono nuove linee elettriche, centrali, sistemi di raffreddamento, fibre ottiche e trasformatori. Una singola struttura può quindi incidere sulla pianificazione energetica di intere aree urbane.

In Russia aumentano VPN e telefoni separati

L’inasprimento dei controlli sulla rete ha spinto molti cittadini russi a usare più telefoni, diverse VPN e applicazioni separate per servizi statali e piattaforme straniere. Alcuni utenti tengono l’app governativa MAX su un dispositivo e usano un secondo smartphone per WhatsApp, Telegram o altri servizi internazionali.

Reuters descrive un sistema sempre più frammentato. Le VPN permettono di superare alcuni blocchi, ma possono impedire l’accesso a siti pubblici, servizi ferroviari e applicazioni bancarie russe. Gli utenti devono quindi attivarle e disattivarle più volte durante la giornata.

A marzo 2026, i download di VPN in Russia avrebbero raggiunto 9,2 milioni. Anche funzionari e sostenitori del governo ricorrono a strumenti non ufficiali per mantenere separati i servizi controllati dallo Stato dal resto della propria attività digitale.

La strategia del Cremlino punta alla cosiddetta sovranità digitale e alla promozione di applicazioni nazionali. I limiti alla rete provocano però problemi per aziende, professionisti e servizi essenziali, oltre a una crescita della diffidenza verso le piattaforme governative.

Il Mondiale evidenzia il vuoto lasciato da Sports Twitter

L’inizio dei Mondiali di calcio del 2026 riapre il tema della frammentazione dei social network. Per anni Twitter ha rappresentato il secondo schermo degli eventi sportivi, con commenti in tempo reale, battute, analisi e reazioni concentrate nello stesso flusso.

Dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk e la trasformazione in X, una parte degli utenti ha scelto Threads, Bluesky o altre piattaforme. Nessuna di queste, secondo The Verge, ha ricreato l’esperienza collettiva e immediata del vecchio Sports Twitter.

Threads privilegia un feed algoritmico che spesso mostra i contenuti in ritardo rispetto all’evento. Bluesky offre conversazioni più vicine al modello originale, ma non possiede ancora una massa critica stabile per tutti gli sport e in tutti i Paesi.

Il risultato è un pubblico diviso tra più servizi, chat private e piattaforme video. La perdita di un luogo centrale modifica anche il lavoro di giornalisti, club, atleti e organizzatori, che devono distribuire aggiornamenti e contenuti su più canali.

Il settore quantum punta al 2030

Dopo anni di annunci, ritardi e dimostrazioni sperimentali, aziende tecnologiche, startup e governi indicano il 2030 come possibile svolta per i computer quantistici commercialmente utili. Google, IBM, Microsoft, IonQ e altri operatori lavorano su tecnologie differenti, con l’obiettivo di ridurre gli errori e aumentare il numero di qubit utilizzabili.

Il Financial Times riporta previsioni secondo cui alcune macchine quantistiche potrebbero superare i sistemi tradizionali in attività specifiche entro la fine del decennio. I settori più citati comprendono chimica, sviluppo di materiali, farmaci, logistica e crittografia.

Gli scettici osservano che molte valutazioni finanziarie anticipano risultati ancora lontani. Le macchine attuali restano costose, instabili e difficili da usare fuori dai laboratori. La prospettiva di applicazioni concrete ha però riattivato investimenti pubblici e privati.

Alla promessa commerciale si affianca il rischio per la sicurezza. Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe compromettere alcuni dei sistemi crittografici usati oggi, motivo per cui governi e aziende hanno già avviato la transizione verso algoritmi post-quantum.

L’AI modifica i mercati finanziari e le strategie delle Big Tech

La crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale sta cambiando il profilo finanziario delle maggiori aziende tecnologiche. Società abituate a produrre grandi flussi di cassa e riacquistare azioni destinano ora una quota crescente delle risorse a data center, energia, chip e reti.

Alphabet ha portato a circa 85 miliardi di dollari il proprio piano di raccolta tramite nuove azioni, destinato a sostenere la spesa AI. L’operazione mostra che persino aziende con utili elevati iniziano a cercare capitale esterno per finanziare infrastrutture di dimensioni senza precedenti.

Il Financial Times osserva che il modello delle Big Tech diventa più vicino a quello delle industrie ad alta intensità di capitale. La capacità di finanziare gli investimenti e ottenere un ritorno adeguato avrà un peso crescente nelle valutazioni di mercato.

Satya Nadella ha richiamato le aziende alla necessità di possedere i propri “learning loop”. Secondo il CEO di Microsoft, le imprese devono controllare dati, feedback e processi attraverso i quali l’AI migliora. In caso contrario, gran parte del valore finirà nelle mani di pochi fornitori di modelli frontier.

Moonshot AI presenta Kimi K2.7-Code

La cinese Moonshot AI ha pubblicato Kimi K2.7-Code, un modello dedicato allo sviluppo software. La società dichiara una riduzione del 30% dei token di ragionamento rispetto a K2.6, con costi inferiori e una maggiore efficienza nelle attività di coding.

Il modello è disponibile con una licenza MIT modificata e può sostituire K2.6 attraverso API compatibili. Moonshot punta a offrire un’alternativa cinese ai sistemi di OpenAI, Anthropic e Google per programmazione, analisi dei repository e agenti software.

VentureBeat segnala tuttavia che alcuni test indipendenti non confermano tutti i vantaggi dichiarati. Alcuni sviluppatori hanno rilevato regressioni in specifici benchmark, fattore che richiede prudenza nel confronto con i modelli precedenti.

HarmonyOS 7 collega oltre 2.000 agenti AI

Huawei ha presentato HarmonyOS 7, che introduce un’architettura progettata per facilitare l’accesso alle funzioni degli agenti AI. Il sistema operativo può collegarsi a oltre 2.000 agenti specializzati, dedicati a servizi, applicazioni e attività verticali.

L’assistente vocale riceve una maggiore capacità di comprendere il contesto, ricordare le conversazioni e richiamare strumenti esterni. Secondo il South China Morning Post, Huawei vuole sfruttare il ritardo di Apple nell’introduzione completa delle funzioni AI in Cina.

HarmonyOS assume così il ruolo di piattaforma nazionale alternativa ad Android e iOS. L’integrazione degli agenti serve anche a creare un ecosistema nel quale sviluppatori, aziende e servizi locali possano offrire automazioni senza dipendere dai modelli statunitensi.

La strategia acquisisce ulteriore rilievo dopo il blocco dei modelli Anthropic. La possibilità che un governo limiti l’accesso a servizi esteri rafforza il valore politico dei sistemi operativi e dei modelli sviluppati all’interno dei confini nazionali.

Quasi 88.000 licenziamenti attribuiti all’AI negli Stati Uniti

Le aziende statunitensi hanno annunciato 397.755 tagli di posti di lavoro tra gennaio e maggio 2026. In 87.714 casi, i datori di lavoro hanno indicato l’intelligenza artificiale come una delle ragioni, contro i 54.836 tagli attribuiti all’AI nell’intero 2025.

Il rapporto di Challenger, Gray & Christmas mostra che nel solo mese di maggio l’AI è stata associata a 38.579 licenziamenti, pari al 40% del totale mensile. Il comparto tecnologico ha annunciato 38.242 tagli nello stesso mese e 123.653 dall’inizio dell’anno.

Il dato richiede cautela. Le aziende possono usare l’AI come spiegazione pubblica per ristrutturazioni che dipendono anche da costi, fusioni, domanda debole o strategie finanziarie. Tuttavia, l’aumento rispetto al 2025 mostra che l’automazione entra ormai in modo esplicito nelle decisioni sugli organici.

La ricercatrice Molly Kinder definisce questa fase un “Messy Middle”, una zona intermedia nella quale l’AI modifica i lavori della conoscenza senza sostituirli in modo uniforme. Alcune attività scompaiono, altre cambiano e nuove responsabilità passano ai dipendenti rimasti, spesso senza una riduzione equivalente dei carichi.

La memoria diventa il componente più costoso degli smartphone

Il CEO di Nothing, Carl Pei, sostiene che la memoria possa ormai rappresentare più del 50% del costo hardware di alcuni smartphone. RAM e archiviazione avrebbero superato, in determinati modelli, il prezzo del processore e del display.

Pei ha spiegato che il costo della memoria prevista per Nothing Phone (4a) è raddoppiato tra la fase di progettazione e il lancio, per poi raddoppiare di nuovo. La domanda dei data center AI assorbe una parte crescente della capacità produttiva e aumenta la pressione sui componenti destinati all’elettronica di consumo.

Secondo The Verge, i prezzi degli smartphone potrebbero continuare a salire nel 2027. Anche gli sconti stagionali potrebbero risultare inferiori rispetto al passato, perché in una fase di scarsità i produttori ricevono quantità assegnate a prezzi poco negoziabili.

L’aumento colpisce soprattutto la fascia media e quella economica, dove pochi dollari di differenza nella distinta base incidono in modo consistente sul prezzo finale. I produttori dovranno scegliere tra rincari, riduzione della memoria o margini più bassi.

Ajinomoto assicura ABF fino al 2030, mentre Kioxia supera Toyota

Ajinomoto afferma di poter soddisfare fino al 2030 la domanda di ABF, materiale essenziale per i substrati dei chip avanzati. L’azienda prevede di aumentare la capacità produttiva per sostenere il mercato dei processori AI e dei sistemi ad alte prestazioni.

L’ABF, acronimo di Ajinomoto Build-up Film, isola i circuiti e consente di realizzare i substrati multistrato usati nei chip più complessi. La sua disponibilità rappresenta uno dei possibili colli di bottiglia nella produzione di acceleratori AI.

In Giappone, Kioxia ha raggiunto una capitalizzazione superiore a 44.000 miliardi di yen, oltrepassando Toyota e conquistando il primo posto tra le società quotate del Paese. Il titolo è passato da 1.601 yen al debutto del dicembre 2024 a oltre 81.000 yen nel giugno 2026.

La crescita riflette la domanda di memoria per data center e intelligenza artificiale. Nippon.com riporta una capitalizzazione di circa 44.363 miliardi di yen, oltre 500 miliardi in più rispetto a Toyota.

Anche la città sudcoreana di Dongtan, al centro del distretto dei semiconduttori, ha registrato una rapida crescita della ricchezza locale. Bonus e retribuzioni di Samsung e SK Hynix hanno sostenuto prezzi immobiliari, consumi e servizi, con un effetto diretto dell’espansione AI sulle economie territoriali.

Le aziende fissano regole per le scommesse dei dipendenti

La diffusione dei prediction market pone un problema nuovo per le imprese: i dipendenti possono scommettere su eventi dei quali conoscono informazioni riservate. I contratti possono riguardare risultati finanziari, nuovi prodotti, acquisizioni, decisioni politiche o operazioni militari.

Kalshi ha introdotto controlli che chiedono ad alcuni utenti di dichiarare datore di lavoro, settore e mansione prima di accedere ai mercati più sensibili. La società applicherà anche un sistema di valutazione del rischio e un canale per segnalare operazioni sospette.

Secondo Reuters, le misure seguono diversi casi nei quali utenti avrebbero usato informazioni professionali o classificate per ottenere profitti. Le aziende devono ora decidere se vietare queste attività o adottare policy simili a quelle previste per il trading azionario.

La COO di Kalshi, Luana Lopes Lara, ha guidato una fase di crescita rapida della piattaforma, ma affronta una pressione politica e regolatoria sempre maggiore. Il punto centrale riguarda la natura dei prediction market: strumenti finanziari regolati, piattaforme di scommesse o una combinazione delle due categorie.

Blockworks acquisisce Messari a una frazione della precedente valutazione

Il fornitore di dati crypto Blockworks ha acquisito il concorrente Messari. Secondo il Wall Street Journal, il prezzo supera i 10 milioni di dollari, molto meno rispetto alla valutazione da circa 300 milioni raggiunta da Messari nel 2022.

L’operazione mostra il consolidamento del mercato delle informazioni sulle criptovalute. Blockworks ha chiuso la propria attività di news per concentrarsi su dati, compliance e relazioni con gli investitori. Messari porta una base informativa che copre decine di migliaia di asset digitali.

Il ridimensionamento della valutazione riflette la difficoltà delle società crypto nate nella precedente fase espansiva. L’interesse degli investitori si è spostato in parte verso l’AI, mentre il settore dei dati sulle criptovalute cerca ricavi più stabili da clienti istituzionali.

“The Yahoo Boys” racconta l’economia delle truffe sentimentali

Il libro The Yahoo Boys, scritto dal giornalista Carlos Barragán, segue quattro giovani truffatori attivi a Lagos e ricostruisce il contesto economico e sociale nel quale operano le frodi sentimentali online.

Il volume descrive l’uso di identità rubate, copioni emotivi, documenti falsi e relazioni costruite per mesi o anni. In uno dei casi raccontati, un truffatore si spaccia per una star del wrestling e sottrae a una donna irlandese circa 78.000 euro in carte regalo.

Il libro evita una lettura limitata alla tecnica criminale e analizza povertà, aspirazioni sociali e cultura del successo che alimentano il fenomeno. La truffa diventa per alcuni giovani una possibilità di riscatto economico, con costi elevati per le vittime e per la reputazione delle comunità locali.

Stretta sui casinò online nell’Isola di Man

La repressione delle attività illegali legate ai casinò online ha causato una forte riduzione delle entrate fiscali nell’Isola di Man. Il territorio aveva attirato operatori internazionali grazie a un regime fiscale favorevole e a licenze riconosciute nel settore del gioco digitale.

Le indagini su riciclaggio, società di comodo e collegamenti con reti asiatiche hanno però portato alla chiusura di numerose attività. La perdita di gettito accelera i problemi di bilancio dell’isola e mostra i rischi di una dipendenza economica da settori digitali poco diversificati.

Charlie Javice cerca la grazia presidenziale

Charlie Javice, fondatrice della startup Frank, avrebbe chiesto una grazia al presidente Donald Trump. Nel settembre 2025 era stata condannata a 85 mesi di carcere per avere frodato JPMorgan Chase durante la vendita della società.

Javice aveva dichiarato che Frank possedeva milioni di utenti, mentre i dati reali risultavano molto inferiori. La banca acquistò la startup per 175 milioni di dollari e scoprì in seguito l’uso di informazioni sintetiche per rappresentare una base clienti inesistente.

La richiesta di grazia arriva nel contesto di una serie di pressioni da parte di imprenditori e figure condannate per reati finanziari. Il caso resta uno dei più rappresentativi delle distorsioni prodotte dalla corsa alle acquisizioni nel settore fintech.

Un membro di Conti si dichiara colpevole negli Stati Uniti

Il cittadino ucraino Oleksii Oleksiyovych Lytvynenko, estradato dall’Irlanda, si è dichiarato colpevole di associazione finalizzata alla frode telematica per il proprio ruolo nel gruppo ransomware Conti.

Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, Lytvynenko possedeva dati sottratti a otto vittime americane e quattro straniere. Avrebbe inoltre lavorato allo sviluppo di un loader usato per installare altri strumenti malevoli.

Conti ha colpito oltre mille reti e sistemi in tutto il mondo, con riscatti stimati in almeno 150 milioni di dollari. Tra gli obiettivi figuravano ospedali, aziende, scuole e pubbliche amministrazioni.

Lytvynenko rischia una pena massima di 20 anni. La sentenza è prevista per settembre 2026.

Piccole teste di plastica ingannano i controlli Tesla

Alcuni conducenti cinesi usano piccole teste di plastica, immagini animate e schermi con volti che sbattono le palpebre per ingannare i sistemi Tesla che controllano l’attenzione del guidatore.

Gli oggetti, collocati vicino alla telecamera interna, simulano la presenza di un volto rivolto verso la strada. Secondo Wired, alcuni automobilisti li usano per guardare il telefono o distogliere lo sguardo durante l’attivazione dei sistemi di assistenza alla guida.

I dispositivi costano tra 10 e 40 dollari e vengono venduti sui marketplace cinesi. Alcuni assumono le sembianze di personaggi famosi e promettono compatibilità con diversi modelli Tesla.

Il fenomeno evidenzia un limite dei controlli visivi basati sul riconoscimento del volto. Un sistema di sicurezza deve distinguere una persona attenta da un’immagine o da un oggetto statico, senza penalizzare gli utenti in condizioni normali.

Corning protegge gli investimenti legati ai data center AI

Corning ha firmato accordi miliardari per la fornitura di fibre ottiche e componenti destinati ai data center di Nvidia, Meta e Amazon. L’espansione dell’intelligenza artificiale ha aumentato la domanda di collegamenti ad alta velocità tra server, rack e strutture.

Il CEO Wendell Weeks ha però inserito nei contratti clausole che distribuiscono il rischio degli investimenti. I clienti contribuiscono ai costi di ampliamento della capacità e assumono parte delle conseguenze economiche se la domanda prevista non si concretizza.

Weeks guidava l’attività delle fibre ottiche di Corning anche durante la bolla delle dot-com, quando l’azienda aumentò la produzione prima del crollo della domanda. L’esperienza ha spinto il gruppo a evitare nuovi stabilimenti basati soltanto su previsioni di crescita.

L’accordo con Amazon punta ad aumentare la produzione statunitense e prevede circa mille nuovi posti di lavoro in North Carolina. Reuters riferisce che la domanda dei data center ha già sostenuto la divisione optical communications, mentre il mercato dei vetri per l’elettronica di consumo attraversa una fase più debole.

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