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Le notizie tech del 15 agosto: Canva perde valore, Nvidia investe nell’AI


Canva viene rivalutata al ribasso dai suoi principali investitori mentre cresce la pressione competitiva dell’intelligenza artificiale. Nvidia rivela partecipazioni miliardarie in SpaceX e Intel, Amazon modifica le condizioni per i clienti statunitensi e i data center trasformano l’economia di una piccola città dello Stato di Washington.

Le notizie tecnologiche di oggi, 15 agosto 2026, hanno un taglio più finanziario rispetto ai giorni precedenti. Al centro ci sono le conseguenze economiche della corsa all’intelligenza artificiale: da una parte le partecipazioni nelle aziende AI generano decine di miliardi di dollari di guadagni contabili per Big Tech, dall’altra società software consolidate come Canva devono confrontarsi con strumenti generativi capaci di modificare rapidamente il mercato.

Canva scende a una valutazione di 34,9 miliardi di dollari

Due dei principali investitori di Canva, Blackbird Ventures e Airtree Ventures, hanno ridotto la valutazione attribuita alla società australiana a 34,9 miliardi di dollari, contro i 42 miliardi del 2025. La riduzione è pari a circa il 17%.

Anche la valutazione interna utilizzata da Canva sarebbe scesa: secondo l’Australian Financial Review, la società attribuisce oggi alle proprie azioni un valore che implica una capitalizzazione complessiva di circa 31 miliardi di dollari, rispetto ai 38,9 miliardi precedenti.

Il taglio arriva mentre il settore del software affronta una fase di forte incertezza legata all’intelligenza artificiale generativa. Servizi come ChatGPT, Claude e altri strumenti di produzione automatica di immagini, presentazioni e contenuti entrano direttamente in alcune delle categorie presidiate da Canva.

La riduzione non indica però che Canva abbia raccolto nuovi capitali a 34,9 miliardi. Si tratta di una rivalutazione delle partecipazioni detenute dagli investitori, che serve a stimare il valore corrente di una società ancora privata.

Nvidia possiede quasi 21 miliardi di dollari di azioni SpaceX

Una nuova comunicazione finanziaria di Nvidia ha mostrato che il produttore di chip possedeva alla fine di giugno quasi 123 milioni di azioni SpaceX, per un valore vicino a 21 miliardi di dollari. Dopo il calo del titolo successivo alla quotazione, la partecipazione vale attualmente circa 17 miliardi.

La posizione deriva in parte dagli investimenti effettuati da Nvidia in xAI prima della fusione tra la società di intelligenza artificiale di Elon Musk e SpaceX. Nvidia aveva investito fino a circa 2 miliardi di dollari in xAI.

Secondo i dati riportati da Bloomberg sulla documentazione depositata, Nvidia possiede inoltre una partecipazione in Intel valutata intorno ai 30 miliardi di dollari, dopo un investimento iniziale di 5 miliardi.

Il rapporto tra Nvidia e SpaceX non è soltanto finanziario. Elon Musk ha dichiarato nei giorni scorsi che SpaceX ha scelto di costruire la propria infrastruttura AI sulla piattaforma Nvidia Vera Rubin. La struttura delle partecipazioni mostra quindi quanto siano diventati stretti i rapporti tra il produttore delle GPU e alcuni dei suoi maggiori clienti.

Un fenomeno simile riguarda Alphabet. L’investimento da circa 900 milioni di dollari effettuato in SpaceX nel 2015 valeva 94,2 miliardi alla fine di giugno 2026, secondo un’analisi Reuters delle comunicazioni finanziarie.

Gli investimenti gonfiano gli utili di Amazon e Alphabet

I risultati trimestrali di Amazon e Alphabet contengono un elemento che rende più complessa la lettura degli utili. Nel secondo trimestre le due società hanno registrato complessivamente circa 121 miliardi di dollari di “other income” al netto delle imposte, quasi interamente collegati alla rivalutazione di partecipazioni finanziarie.

Per Alphabet, queste componenti hanno rappresentato circa il 71% dell’utile trimestrale. La società possiede partecipazioni importanti in aziende come SpaceX e Anthropic, il cui valore è aumentato in modo considerevole.

Per Amazon, la quota raggiunge circa il 66% dell’utile e deriva soprattutto dalla crescita del valore della partecipazione in Anthropic.

Si tratta in larga parte di guadagni contabili, non di ricavi prodotti dalle normali attività operative delle due aziende. I principi contabili statunitensi impongono di aggiornare il valore di alcune partecipazioni e registrare la variazione nel conto economico, anche quando le azioni non vengono vendute.

Il risultato può rendere meno immediato il confronto tra la crescita dei profitti dichiarati e quella delle attività principali. Amazon, per esempio, continua allo stesso tempo a investire somme molto elevate nelle infrastrutture AI e ha portato la previsione di spesa in conto capitale per il 2026 da 200 a 220 miliardi di dollari.

Un fondo Thrive da 516 milioni ora vale oltre 3,7 miliardi

Un fondo early-stage creato da Thrive Capital nel 2022 con 516 milioni di dollari valeva oltre 3,7 miliardi di dollari alla fine di giugno, al netto delle commissioni e degli altri costi, secondo una comunicazione inviata agli investitori.

Alla base della crescita ci sono soprattutto alcune partecipazioni acquistate prima dell’attuale corsa alle valutazioni AI, tra le quali OpenAI, SpaceX e Anduril.

Il valore del fondo è quindi aumentato di oltre sette volte rispetto al capitale iniziale. Gran parte del risultato resta però legato al valore attribuito alle partecipazioni e non equivale necessariamente al denaro già restituito agli investitori.

Thrive è diventata negli ultimi anni uno dei finanziatori più esposti alle società tecnologiche private di maggiore valore. La società ha partecipato a diversi round di OpenAI e ha ampliato progressivamente le dimensioni dei propri fondi per mantenere le partecipazioni anche nelle fasi successive della crescita delle aziende.

Amazon impedisce ai clienti USA di partecipare alle class action

Amazon ha modificato le proprie Conditions of Use negli Stati Uniti e ha reintrodotto l’arbitrato obbligatorio per la risoluzione delle controversie con i clienti. Le nuove condizioni includono anche una rinuncia alla possibilità di partecipare a class action.

Le modifiche sono entrate in vigore il 14 agosto. Secondo Amazon, un cliente accetta le nuove condizioni se continua a utilizzare i servizi dell’azienda. Le controversie già iniziate prima della modifica non sono interessate dalla nuova clausola.

L’azienda permette ancora di ricorrere ai tribunali per le controversie di modesta entità, ma per gli altri casi introduce una procedura di arbitrato individuale. Amazon sostiene che questo sistema possa offrire una soluzione più rapida ed economica.

La società aveva eliminato una clausola simile nel 2021 dopo aver ricevuto circa 75.000 richieste individuali di arbitrato relative alle accuse secondo cui Alexa avrebbe registrato utenti senza consenso. Le aziende devono sostenere parte dei costi iniziali di ogni procedimento, circostanza che aveva trasformato l’arbitrato di massa in uno strumento particolarmente costoso per Amazon.

Le nuove regole cercano di limitare anche questa strategia. Amazon considera “mass arbitration” almeno 25 controversie simili presentate nell’arco di sei mesi e prevede una gestione per gruppi di almeno 25 procedimenti.

Una città di 8.500 abitanti cambia grazie ai data center

Quincy, cittadina agricola dello Stato di Washington con circa 8.500 abitanti, rappresenta uno dei casi più evidenti dell’impatto economico che i data center possono avere sulle comunità locali.

La città ospita circa 30 data center, che secondo le stime contribuiscono per circa il 57% alle entrate comunali derivanti dalle tasse sugli immobili. Le risorse hanno finanziato nuove infrastrutture pubbliche, tra le quali scuole, biblioteca, ospedale, stazioni di polizia e vigili del fuoco, marciapiedi e impianti per il trattamento delle acque.

Il tasso di povertà è passato dal 29,4% nel 2012 al 6,2% nel 2024. Nello stesso periodo sono aumentati anche abitazioni, attività commerciali e servizi destinati alla popolazione.

Quincy è diventata interessante per le società tecnologiche grazie alla disponibilità di terreni e soprattutto di energia idroelettrica relativamente economica proveniente dalle infrastrutture del bacino del Columbia River.

Il caso mostra un lato diverso del boom dei data center. In altre aree degli Stati Uniti la rapida costruzione delle infrastrutture AI ha provocato proteste per consumo di energia e acqua, rumore e aumento dei costi elettrici. A Quincy, invece, la presenza dei grandi impianti ha prodotto una base fiscale che una cittadina di queste dimensioni difficilmente avrebbe potuto ottenere attraverso le sole attività agricole.

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