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Smartphone usati, gli italiani aspettano 15 mesi prima di venderli


Uno smartphone sostituito può restare in un cassetto per oltre un anno prima che il proprietario decida di venderlo. Secondo una ricerca commissionata da Swappie, gli italiani attendono in media 15 mesi per uno smartphone, 14 mesi per un tablet e 14 mesi e mezzo per un laptop. Un intervallo durante il quale il valore dei dispositivi può ridursi e incidere sulla somma ricavata dalla vendita.

L’indagine, diffusa in occasione del decimo anniversario dell’azienda, esamina il rapporto degli italiani con l’elettronica inutilizzata e la percezione del suo deprezzamento. I risultati descrivono una distanza tra la consapevolezza che un dispositivo abbia ancora un valore e la decisione di rimetterlo sul mercato.

Solo il 9% riconosce la possibilità di una svalutazione superiore al 50%

Secondo i dati comunicati da Swappie, il 44% degli intervistati sottostima la svalutazione dei dispositivi elettronici oppure non sa quantificarla. Appena il 9% riconosce la possibilità che un prodotto perda oltre la metà del proprio valore in sei mesi.

Quest’ultimo dato richiede una distinzione: il comunicato parla di una perdita possibile, non di un tasso di svalutazione uniforme per tutti gli smartphone, tablet e computer. Non indica inoltre i modelli o le rilevazioni di prezzo sui quali si basa questa soglia.

Tra chi ha venduto o permutato un dispositivo negli ultimi cinque anni, il 49% ritiene di aver perso denaro a causa dell’attesa. All’interno di questo gruppo, il 56% dichiara un certo grado di rimpianto per non averlo ceduto prima. Si tratta dunque di valutazioni espresse dagli intervistati, non di perdite economiche misurate attraverso il confronto tra prezzi di vendita.

Perché i vecchi dispositivi restano in casa

La scelta di conservare un telefono o un computer dipende anche dalla possibilità di averne ancora bisogno. Il 21% mantiene i vecchi dispositivi come riserva, mentre l’11% li considera troppo danneggiati per avere un valore di mercato.

Elena Garbujo, Country Manager di Swappie Italia, attribuisce parte dell’attesa all’idea di un utilizzo futuro, al legame affettivo con il prodotto e all’assenza di urgenza. «In questi dieci anni abbiamo osservato da vicino come cambia il valore dei dispositivi nel tempo e quanto spesso le persone sottovalutino questo aspetto», ha dichiarato.

Il materiale diffuso dall’azienda non riporta la numerosità del campione, il periodo di rilevazione o la metodologia della ricerca: elementi necessari per valutarne la rappresentatività rispetto alla popolazione italiana.

Prezzi garantiti e valutazioni immediate tra le richieste

Alla domanda su quali strumenti potrebbero favorire una vendita più tempestiva, il 23% indica un prezzo di permuta garantito. Il 22% preferirebbe una stima immediata del valore, mentre il 21% cita un processo di vendita semplice e rapido.

Sono esigenze che riguardano sia l’importo ottenibile sia il tempo necessario per completare la cessione. Una valutazione iniziale, tuttavia, può essere soggetta a verifica: il centro assistenza di Swappie precisa che, per gli iPhone, l’offerta può cambiare se le condizioni riscontrate durante l’ispezione differiscono da quelle dichiarate dal venditore. Swappie Help Center

Swappie annuncia il ritiro degli iPad, poi toccherà ai MacBook

In occasione del decimo anniversario, Swappie annuncia l’estensione del servizio di ritiro agli iPad. Il programma dedicato ai MacBook è invece previsto nei prossimi mesi, senza una data precisa nel comunicato.

L’annuncio non risulta ancora allineato con le informazioni del centro assistenza italiano consultate, che escludono gli iPad dai dispositivi accettati. L’estensione va quindi distinta dall’effettiva disponibilità del servizio, da verificare attraverso la procedura di valutazione proposta dall’azienda. Swappie Help Center

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