L’Amministrazione Biden bacchetta Apple e Google


La National Telecommunications and Information Administration (NTIA) del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, ha affermato che Apple e Google attraverso i propri app store, hanno il potenziale di danneggiare i consumatori. Per questo motivo attraverso una comunicazione diramata nella giornata di venerdì, ha raccomandato modifiche alle attuali politiche vigenti delle due aziende.

Nella nota della NTIA, si legge che l’attuale modello di app store per dispositivi mobili è dannoso sia per i consumatori sia per gli sviluppatori. Apple e Google vengono definiti dall’ufficio statunitense come due guardiani delle app su cui fanno affidamento persone e aziende, secondo il rapporto “Competition in the Mobile Application Ecosystem”. Nel documento si legge anche che Apple e Google tendono a gonfiare i prezzi, riducendo l’innovazione.

Cosa dice il rapporto

Il rapporto è stato stilato sulle proposte dell’Amministrazione Biden al fine di promuovere l’innovazione e la concorrenza, oltre a creare condizioni di parità economica. L’NTIA, secondo quanto si legge dalla nota della stessa, è il principale consigliere del Presidente Biden in tema di telecomunicazioni e politiche Internet. Recentemente le parole di Biden sono state affidate al Wall Street Journal. Secondo il Presidente, è necessario “riportare più concorrenza nel settore tecnologico“.

Dalla ricerca di indicazioni stradali alla chat con i propri cari, le app sono uno strumento fondamentale per i consumatori e una parte essenziale per fare affari online“, ha affermato  Alan Davidson, vicesegretario al commercio per le comunicazioni e le informazioni e amministratore dell’NTIA . “È più importante che mai che il mercato delle app mobili rimanga competitivo. Le raccomandazioni dell’NTIA renderanno l’ecosistema delle app più equo e innovativo per tutti“.

Il rapporto ha individuato nel proprio studio che i consumatori non possono ottenere le app al di fuori del modello di app store di Google e Apple. In questo modo gli innovatori hanno vie limitate per raggiungere gli utenti. Inoltre secondo il rapporto le due aziende ostacolano gli sviluppatori nella competizione per raggiungere i consumatori, caratteristica per cui Pavel Durov, numero 1 di Telegram, si era lamentato lo scorso anno nei confronti di Apple. I limiti sarebbero di tipo tecnico, come ad esempio la limitazione del funzionamento delle app, oppure richiedendo agli sviluppatori di sottoporsi a processi di revisione lenti e macchinosi. Nel documento viene anche riportato che, nonostante alcuni vantaggi relativi alla sicurezza, i costi sostenuti superano di gran lunga i punti positivi; la protezione della privacy e la sicurezza possono essere assicurate anche in ambienti più competitivi.

Le modifiche da attuare secondo il Dipartimento del Commercio

Le politiche da attuare per migliorare l’ecosistema includerebbero un maggior controllo dei consumatori sui propri dispositivi. Quindi l’utente dovrebbe essere in grado di scegliere quali app predefinite utilizzare, così come poter usufruire di app store mobili alternativi. Inoltre dovrebbero avere l’opportunità di nascondere o eliminare le app preinstallate. Inoltre non dovrebbero essere imposte le app proprietarie come predefinite, le quali danneggerebbero la concorrenza. Un’altra soluzione da percorrere, sarebbe quella di revocare le restrizioni sui modi alternativi con cui gli utenti possono scaricare e installare app, dunque evitando restrizioni sul sideload, su app store alternativi e sulle Web App. Infine andrebbero affrontati i limiti sulle opzioni di acquisto in-app, ad esempio vietando i requisiti secondo cui gli sviluppatori utilizzano il sistema di pagamento in-app degli operatori dell’app store. Il documento termina con la possibilità che siano necessarie nuove leggi e azioni di applicazioni dell’antitrust, per aumentare la concorrenza negli app store.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.