In Ucraina oggi ci si può sposare con un clic. Letteralmente. Niente burocrazia, nessuna fila,
nessuna agenda da rispettare. Solo una connessione internet, due firme elettroniche, una breve
videochiamata ufficiale — ed è fatta. Merito di Diia, la superapp statale che integra oltre 120 servizi pubblici in un’unica piattaforma igitale.
Il servizio Matrimonio online
Un’innovazione radicale: sposarsi interamente online è diventato possibile — e reale.
In un Paese dove le case civili vengono colpite da missili russi e il rumore delle esplosioni
accompagna le notti, vivere l’oggi è diventato una forma di resistenza. Perché, spesso, l’oggi è tutto ciò che si ha. Così, anche il matrimonio — uno degli atti più simbolici della vita — è stato
trasformato in qualcosa di immediato, accessibile e sorprendentemente semplice.
Introdotto quasi un anno fa, nel settembre 2024, il servizio “Matrimonio online” ha reso l’Ucraina
la prima nazione al mondo dove è possibile sposarsi interamente a distanza. Tutto comincia con una proposta digitale: basta un clic per dichiararsi e inviare una notifica alla persona amata tramite il canale preferito — anche un semplice messaggio. Da lì, il percorso è interamente online: accettazione, scelta della data, firma con Diia.Sign, cerimonia in videochiamata (su Cisco Webex) e rilascio immediato del certificato digitale. Se lo si desidera, si può ricevere anche una copia cartacea via posta, direttamente a casa. Il processo dura in media cinque giorni e ha un valore particolare per i militari, per chi vive sotto occupazione russa o per le coppie separate dalla guerra. “Non è necessario essere fisicamente nello
stesso luogo per sposarsi”, spiega uno degli sviluppatori. “Potete dire ‘Sì’ da qualsiasi angolo del mondo — o dal fronte”.

Le dichiarazioni del ministro della trasformazione digitale
Il ministro della trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, l’ha definita una rivoluzione. “È
un’esperienza unica a livello globale. Abbiamo digitalizzato il processo matrimoniale, e ora
chiunque — soldati, coppie a distanza, cittadini comuni — può sposarsi legalmente online. Solo
durante il beta test, abbiamo ricevuto oltre 2.500 richieste. Questo dimostra che la digitalizzazione è ormai parte della nostra cultura pop”, ha dichiarato.
Per i militari è prevista anche una corsia preferenziale nel portale Armia+. “Nell’amore non
dovrebbero esserci ostacoli. I nostri eroi ed eroine non possono raggiungere l’ufficio statale. Ora
possono sposarsi anche in trincea”. Ma la procedura, per quanto digitale, resta seria: occorre essere maggiorenni, avere una carta d’identità o passaporto elettronico valido, un codice fiscale registrato, ed essere liberi da precedenti matrimoni (o che il divorzio sia registrato ufficialmente).
Si può dire “Ti amerò per sempre” attraverso uno schermo, con una firma digitale al posto delle
mani intrecciate. E quel bacio che in genere chiude ogni cerimonia? In questo caso, può arrivare più tardi. Quando lui torna dal fronte. Quando lei riesce a fuggire da una città occupata. Quando, dopo mesi di attesa, due corpi si ritrovano a casa in Ucraina.
Le prime coppie
Le storie, nel frattempo, si moltiplicano. La prima coppia ufficiale a celebrare il matrimonio via
Diia è stata quella tra Roman Lozynskyi, parlamentare e militare, e Svitlana Kisilova, esperta in
comunicazione sociale. Hanno scelto il matrimonio digitale non per necessità, ma per scelta. “È stata la nostra voglia di innovazione e un amore forte!”, ha scritto Roman su Facebook. Erano
presenti insieme alla cerimonia, ma hanno voluto provare comunque l’esperienza di sposarsi online, dimostrando che la tecnologia non toglie nulla all’emozione.
La tecnologia da sola non basta a raccontare queste storie. Dietro a molti di questi matrimoni
celebrati online ci sono vite divise dalla guerra e sentimenti tenuti vivi, nonostante tutto. Come quella di Oksana Kalytjuk, produttrice creativa del canale televisivo STB, e Oleksii Kukoba, giornalista ucraino che, nei primi giorni dell’invasione russa, ha lasciato la redazione per unirsi alla difesa del Paese e ha partecipato all’operazione di difesa di Kyiv.
Il matrimonio di Oksana e Oleksii
Quando è iniziata la guerra, Oksana è stata costretta a lasciare l’Ucraina. Ha trovato rifugio
temporaneo a Varsavia. Oleksii, invece, è rimasto: si è arruolato e ha raggiunto il fronte. Erano
lontani, separati da centinaia di chilometri, ma uniti dalla volontà di restare insieme. Il 6 aprile 2022 si sono sposati online. Lei, in abito bianco, collegata dalla Polonia. Lui, in
uniforme, da una posizione militare. A officiare la cerimonia su Zoom è stato il comandante del
reparto di Oleksii. “Ha controllato i nostri passaporti, ci ha rivolto alcune parole di augurio e poi ci
ha dichiarati ufficialmente marito e moglie”, racconta Oleksii.


Intorno a loro — trenta soldati in assetto da combattimento. Testimone di Oleksii: un vecchio
amico, ex collega in televisione, oggi suo fratello di trincea. Collegati in video c’erano anche
trentacinque invitati online. La parte formale è durata una decina di minuti. Poi, i commilitoni
hanno fatto una sorpresa: hanno intonato la marcia nuziale di Mendelssohn. Le fedi non si sono
scambiate: ciascuno ha infilato la propria da solo. Ma la promessa era reale. “L’amore vince sempre”, ha scritto Oksana dopo la cerimonia. “Grazie per tutti gli abbracci virtuali. Li abbiamo sentiti davvero”.
Tra guerra e speranza
Poco dopo il matrimonio, Oksana è rientrata a Kyiv. Lavora, resiste, continua la sua carriera in TV.
Oleksii è rimasto al fronte, dove presta servizio come ufficiale. Oggi è tenente dell’esercito ucraino ed è stato decorato con la medaglia “Stella d’Oro” per il suo coraggio in combattimento. Poi, nel cuore di una città ancora sotto attacco, è arrivata la notizia che cambia tutto: Oksana e Oleksii sono diventati genitori di un bambino. Un figlio nato a Kyiv, tra la guerra e la speranza. Il segno che anche quando tutto crolla, la vita — e l’amore — trovano un modo per rinascere.




























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