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Google, Meta e altri fondano Code. Mossa contro Apple?


Google, Meta, Qualcomm, Lenovo, Motorola, Nothing, HONOR e altre aziende tecnologiche, hanno fondato CODE (Coalizione per gli ecosistemi digitali aperti). Il gruppo, riporta Reuters, ha affermato di avere come obiettivo la promozione di piattaforme e dei sistemi più aperti per stimolare crescita e innovazione in Europa. Ma potrebbe essere anche un fronte unito contro Apple.

L’unione lavorerà con accademici, politici e aziende sull’apertura digitale e come ciò possa essere raggiunta nel vecchio continente con il Digital Markets Act (DMA) e nei futuri sviluppi del quadro normativo dell’Unione Europea. La norma richiede ai giganti della tecnologia (i cosiddetti gatekeeper) di consentire a terzi di interagire con i servizi del gatekeeper e consentire agli utenti aziendali di promuovere la propria offerta e concludere contratti con i propri clienti al di fuori della piattaforma dell’azienda.

Sulla vera natura del progetto la pensano diversamente i colleghi di MacRumors, che leggono invece un’intenzione di far fronte comune contro Apple. Secondo la community, in risposta al DMA europeo, Apple sarà costretta ad apportare delle modifiche significative sul funzionamento di App Store, FaceTime e Siri, almeno in Europa. Come già succederà dal prossimo anno, quando sarà obbligata a permettere l’installazione di app store di terze parti e poter caricare app con il sideloading. Questo, oltre alla possibilità per gli sviluppatori di poter promuovere le proprie offerte al di fuori dell’App Store e usare sistemi di pagamento di terze parti. Solo il mese scorso Google e altri gruppi di telecomunicazione, hanno esortato l’UE a designare iMessage come un servizio “core”, che costringerebbe Cupertino a rende la piattaforma in grado di comunicare con i servizi di chat concorrenti. Che il sistema “chiuso” di Apple abbia i giorni contati?

Chissà, ma siamo certi che Apple sarà in grado di trovare un modo per monetizzare anche questa mossa da parte dei rivali. Basti pensare all’idea avuta per vendere i cavi USB ad un prezzo maggiore, limitando la velocità su quelli standard.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.