Nessun via libera, per ora, ai nuovi listini all’ingrosso di FiberCop. L’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha comunicato il 23 ottobre 2026 che la nuova proposta presentata dalla società della rete fissa mostra dei progressi, ma contiene ancora criticità che impediscono l’approvazione. Toccherà quindi a FiberCop presentare un’ulteriore versione delle tariffe.
La decisione riguarda i prezzi wholesale, cioè quelli che gli operatori pagano a FiberCop per usare la sua infrastruttura di accesso alla rete fissa e offrire a loro volta connessioni in rame e fibra ottica ai clienti finali. Si tratta quindi di un passaggio tecnico, ma con effetti potenziali su tutto il mercato della banda larga in Italia.
Cosa ha deciso la Commissione Infrastrutture e Reti
Secondo quanto riferito dall’Autorità, la Commissione Infrastrutture e Reti, nella seduta di mercoledì 21 ottobre, ha preso atto di un’informativa della direzione competente sui nuovi listini FiberCop. Esaminata la nuova proposta, la Commissione ha riconosciuto i progressi compiuti dalla società, ma ha rilevato anche il permanere di criticità e quindi l’impossibilità di arrivare all’approvazione.
In sede di indirizzo, la Commissione ha dato mandato alla direzione di comunicare questo esito a FiberCop. AGCOM non ha reso noto l’elenco dei singoli punti ancora da correggere né una quantificazione delle revisioni economiche richieste.

Perché AGCOM non può fissare i prezzi
Un aspetto importante riguarda il funzionamento della procedura. Come precisato dall’Autorità, AGCOM non può indicare direttamente i prezzi da applicare, ma deve limitarsi a verificare che i listini proposti contengano condizioni di prezzo «eque e ragionevoli». La conclusione del procedimento dipende quindi dall’iniziativa della società, ovvero dalla presentazione di una nuova proposta che, a giudizio dell’Autorità, abbia queste caratteristiche.
Il quadro deriva dalla nuova analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa approvata con la delibera 58/26/CONS, pubblicata il 16 marzo 2026, che ha alleggerito gli obblighi regolamentari di FiberCop, anche alla luce dello status di operatore wholesale only. Maggiore autonomia nella definizione delle tariffe, dunque, ma sempre con una verifica finale dell’Autorità prima che i nuovi prezzi possano essere approvati.
La posizione di FiberCop e i prossimi passi
Come riportato dalla stampa di settore, FiberCop ha preso atto della comunicazione e ha dichiarato di voler proseguire il confronto con l’Autorità per lavorare sui «pochi punti ancora aperti», dicendosi fiduciosa di poter concludere l’iter in tempi brevi. La società ha inoltre ricordato che, come previsto dalla regolamentazione, gli effetti dei nuovi listini decorreranno dal 16 settembre 2026. Si tratta però della data di decorrenza indicata dalla regolamentazione, non di un’approvazione: al momento il via libera dell’Autorità manca.
AGCOM non ha indicato una scadenza per la chiusura del procedimento. Il prossimo passo spetta quindi a FiberCop, che dovrà presentare una nuova proposta. Per gli utenti finali, al momento, non cambia nulla: le eventuali ricadute sulle offerte degli operatori dipenderanno da come verranno definiti i nuovi listini all’ingrosso.
Negli ultimi mesi FiberCop è stata protagonista di diverse iniziative sulla rete: dall’accordo da 1 miliardo con la BEI per la banda ultralarga all’intesa con Plenitude per la fibra ottica, fino al progetto con INGV per il monitoraggio sismico.
Fonti: AGCOM, CorCom, Il Sole 24 Ore, Hardware Upgrade.





























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