Nuovo scontro tra Epic Games e Valve sul tema delle etichette AI su Steam. Tim Sweeney, CEO di Epic, è tornato ad attaccare l’obbligo per gli sviluppatori di dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nei giochi venduti su Steam. In una serie di post su X pubblicati nel fine settimana ha definito questa regola «aberrante».

Steam e l’AI: cosa chiede Valve agli sviluppatori
Dal gennaio 2024 Valve chiede a chi pubblica su Steam di indicare se il gioco contiene contenuti creati con l’AI generativa, sia durante lo sviluppo sia in tempo reale mentre si gioca. Queste informazioni compaiono poi nella pagina del negozio, così che i giocatori possano tenerne conto prima dell’acquisto.
All’epoca Valve aveva spiegato che la scelta serviva ad aprire Steam ai giochi realizzati con l’AI in un contesto legale ancora poco chiaro, impegnandosi a rivedere le regole se necessario.
Le accuse di Tim Sweeney
Secondo Sweeney, la dichiarazione obbligatoria è di fatto una presa di posizione politica imposta agli sviluppatori. «Costringere gli sviluppatori a scrivere una dichiarazione politica che verrà usata contro di loro dalla folla d’odio che si sta contribuendo a organizzare è aberrante», ha scritto il 24 ottobre.
In un altro messaggio ha paragonato le etichette AI a «saggi politici obbligatori» o all’obbligo di rendere pubblica la propria storia di voto. Ha poi aggiunto che, oltre a trattenere il 30% sulle vendite, Valve finirebbe per danneggiare le entrate degli sviluppatori esponendoli a campagne d’odio. Il 25 ottobre ha rincarato la dose: secondo lui tra un anno tutti useranno l’AI e i giochi saranno migliori e realizzati più in fretta.
Non è la prima volta
Sweeney critica da tempo le etichette AI di Steam: già a novembre 2025 aveva sostenuto che non hanno senso nei negozi digitali, perché l’AI sarà presente in quasi tutti i giochi futuri, e a giugno 2026 le aveva paragonate a una «lettera scarlatta». Il tema si intreccia con la rivalità commerciale tra Epic Games Store e Steam, che negli ultimi anni ha toccato anche l’hardware, come dimostra il lancio di Steam Frame presentato da Valve. Sweeney, del resto, è da sempre molto critico anche verso le regole degli store di Apple e Google, come nel caso di Telegram rimosso dall’App Store.

Perché le etichette AI di Steam fanno discutere
Le parole di Sweeney arrivano nello stesso mese in cui Epic ha annunciato un approccio «AI first» per un suo prossimo progetto e ha lanciato una game jam dedicata all’AI, salvo poi ritirare l’obbligo di usarla. Valve, dal canto suo, non è un’azienda contraria all’AI: Gabe Newell fu tra i primi finanziatori di OpenAI.
Come fa notare PC Gamer, c’è anche una questione di volumi: nel 2024 su Steam sono usciti oltre 18.000 giochi, contro circa 1.100 su Epic Games Store. Con numeri simili, uno strumento di trasparenza per i giocatori ha un peso diverso. Il dibattito resta aperto e coinvolge l’intero settore dei videogiochi: per ora Valve non ha commentato né annunciato modifiche alle regole.





























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