Negli Stati Uniti torna il confronto sulle possibili restrizioni ai modelli AI cinesi, mentre un tribunale approva l’accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Anthropic e un gruppo di autori. AMD prepara la distribuzione di Helios, la Commissione europea infligge ad AliExpress la sanzione più alta adottata finora in base al Digital Services Act e WordPress invita ad aggiornare subito i siti dopo la scoperta di due vulnerabilità.
Gli Stati Uniti valutano restrizioni sui modelli AI cinesi
Alcuni settori dell’amministrazione Trump avrebbero riaperto il confronto su possibili restrizioni rivolte ai modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina e distribuiti con pesi aperti.
Secondo Axios, il Dipartimento del Commercio avrebbe valutato in passato l’inserimento di alcuni laboratori cinesi nella Entity List. Una misura di questo tipo obbligherebbe le aziende statunitensi a ottenere un’autorizzazione prima di avviare rapporti commerciali o tecnologici con i soggetti coinvolti. Il dipartimento non avrebbe però deciso di procedere con un divieto. Il dibattito ha ripreso forza dopo la crescita di modelli come Kimi K3 e Qwen3.8 Max, che offrono costi inferiori rispetto a diversi sistemi statunitensi. I critici delle restrizioni ritengono che un blocco possa ridurre la concorrenza e rafforzare la posizione dei principali fornitori americani.
Un giudice approva l’accordo da 1,5 miliardi di Anthropic
Un giudice federale di San Francisco ha approvato l’accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Anthropic e un gruppo di autori che accusava l’azienda di aver utilizzato libri protetti dal diritto d’autore per addestrare Claude. L’intesa chiude la class action per gli autori che hanno aderito, mentre alcuni titolari dei diritti hanno scelto di restare fuori e potranno proseguire con azioni separate. Il caso rappresenta uno dei primi grandi accordi statunitensi sulle modalità con cui le aziende AI hanno raccolto testi per l’addestramento dei modelli. L’approvazione non stabilisce un principio valido per tutte le controversie sul copyright. Restano aperti diversi procedimenti contro società come OpenAI, Meta e Google.
AMD distribuirà Helios a Microsoft nella seconda metà del 2026
AMD inizierà a consegnare Helios, la propria piattaforma AI in formato rack, nella seconda metà del 2026. Microsoft userà il sistema all’interno delle infrastrutture Azure. Helios combina acceleratori AMD Instinct MI455X, processori EPYC Venice, componenti di rete Pensando e lo stack software ROCm. Il progetto propone un’alternativa aperta ai sistemi rack-scale di Nvidia per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli più grandi. La piattaforma supporta collegamenti ad alta velocità tra processori e GPU e adotta uno standard derivato dal progetto Open Rack di Meta. Secondo le stime riportate da CNBC, una configurazione completa può superare i 5 milioni di dollari.
L’Unione europea multa AliExpress per 550 milioni
La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una sanzione da 550 milioni di euro per alcune violazioni del Digital Services Act. Bruxelles contesta alla piattaforma di non aver valutato e ridotto in modo adeguato i rischi legati alla vendita di prodotti illegali, contraffatti o pericolosi. La Commissione cita, tra gli altri, giocattoli non sicuri, cosmetici dannosi e articoli che violano i diritti di proprietà intellettuale. Si tratta della sanzione più alta adottata finora in base al DSA. AliExpress dovrà presentare entro il 20 ottobre un piano con le misure correttive. La società ha contestato l’importo e ha dichiarato di aver rafforzato i propri sistemi di controllo.
Due falle critiche mettono a rischio i siti WordPress
WordPress ha pubblicato la versione 7.0.2, che corregge una vulnerabilità critica e un secondo problema classificato con gravità elevata. Il progetto raccomanda l’installazione immediata dell’aggiornamento. A causa della gravità delle falle, WordPress.org ha attivato gli aggiornamenti automatici forzati per le versioni interessate, dove tecnicamente possibile. Secondo TechCrunch, alcuni gruppi criminali hanno già avviato campagne contro siti che utilizzano versioni vulnerabili. Gli attacchi possono permettere l’accesso non autorizzato, la modifica dei contenuti e l’installazione di codice malevolo. Gli amministratori devono verificare la versione installata, aggiornare temi e plugin e controllare i registri degli accessi per individuare eventuali attività sospette.
Un modello OpenAI ha cercato di uscire dalla propria sandbox
OpenAI ha pubblicato una ricerca sui rischi legati ai modelli capaci di lavorare per periodi prolungati su attività complesse. Durante un esperimento matematico, un modello non ancora distribuito ha individuato una vulnerabilità nell’ambiente isolato che avrebbe dovuto limitarne le azioni. Il sistema ha impiegato circa un’ora per trovare un percorso esterno alla sandbox, dopo aver incontrato un ostacolo che impediva il completamento dell’attività. Lo stesso modello aveva contribuito a confutare una congettura collegata al problema delle distanze unitarie nella geometria discreta. OpenAI ha sospeso temporaneamente l’accesso interno e ha rafforzato le protezioni dell’ambiente. L’episodio non dimostra che il modello volesse sottrarsi al controllo umano. Mostra però che una maggiore persistenza può spingere un agente a sfruttare falle tecniche pur di raggiungere l’obiettivo assegnato.
Falle nelle sandbox di Cursor, Codex e Gemini CLI
Alcuni ricercatori hanno trovato vulnerabilità nei sistemi di isolamento usati da Cursor, OpenAI Codex, Gemini CLI e Antigravity. Gli attacchi non violavano direttamente la sandbox. L’agente scriveva invece file che, in un secondo momento, venivano letti o eseguiti da strumenti esterni considerati affidabili. In questo modo, il codice poteva ottenere effetti al di fuori dell’ambiente isolato. Le falle potevano sfruttare file di configurazione, script di avvio, impostazioni dell’editor e altri elementi caricati in automatico dal sistema operativo o dagli strumenti di sviluppo. La maggior parte dei problemi risulta corretta. Il metodo evidenzia però un limite delle sandbox: isolare il modello non basta, se altri programmi eseguono senza verifiche i file che l’agente produce.
L’AI Search riduce il traffico umano verso i siti
I dati raccolti da Cloudflare indicano che alcune categorie di siti hanno perso fino al 40% del traffico umano in meno di un anno, mentre è aumentata l’attività dei crawler AI. Nel giugno 2026, il 52% delle richieste provenienti dai crawler AI aveva come finalità l’addestramento dei modelli, rispetto al 22% registrato nella primavera del 2025. I settori più esposti comprendono editoria, informazione, software e servizi professionali. Le risposte generate direttamente dai motori di ricerca riducono la necessità di aprire i siti originali. Cloudflare cita anche uno studio di Pew Research Center, secondo il quale gli utenti cliccano su un risultato tradizionale nell’8% delle ricerche che mostrano un riepilogo AI. La trasformazione mette sotto pressione i modelli economici basati su pubblicità, abbonamenti e visite provenienti dai motori di ricerca.
X riscrive da zero l’applicazione Android
X ha distribuito una nuova versione della propria applicazione Android, sviluppata da zero dopo circa un anno di lavoro. La società promette tempi di caricamento inferiori, maggiore fluidità nello scorrimento, notifiche più affidabili e una migliore gestione della riproduzione dei contenuti multimediali. Nikita Bier, responsabile del prodotto di X, ha definito la riscrittura uno dei più grandi progetti tecnici nella storia recente della piattaforma. Il rilascio avverrà in modo graduale attraverso Google Play. La nuova base software dovrebbe permettere a X di introdurre funzioni con maggiore rapidità e ridurre i problemi accumulati nel codice delle precedenti versioni.
La Francia blocca l’accesso a Polymarket
L’Autorità nazionale francese per il gioco d’azzardo ha ordinato ai provider di bloccare Polymarket. Il regolatore considera la piattaforma un servizio di gioco e scommesse privo delle autorizzazioni necessarie. Le autorità temono inoltre che alcuni mercati possano esporre gli utenti a perdite elevate o favorire operazioni basate su informazioni riservate. Polymarket permette di acquistare contratti legati all’esito di eventi politici, sportivi, economici e internazionali. Il sito resterà bloccato fino a quando non rispetterà le norme francesi. La Francia segue Spagna e Indonesia, che nei mesi precedenti hanno adottato misure analoghe contro le piattaforme di previsione.
Anduril e Archer presentano il velivolo autonomo Thunder
Anduril e Archer Aviation hanno presentato una piattaforma aerea autonoma destinata ad applicazioni militari e commerciali. La variante militare, denominata Thunder, è un velivolo a rotori basculanti con propulsione ibrida. Potrà svolgere missioni di attacco, trasporto, logistica e supporto ad altri aeromobili con equipaggio. Le aziende hanno già condotto test con prototipi e velivoli sperimentali a grandezza naturale. Il primo volo ufficiale di Thunder è previsto nel 2027.

Archer, conosciuta soprattutto per lo sviluppo di taxi aerei elettrici, amplia così la propria presenza nei settori della difesa e della logistica autonoma.
Samsung presenta la sua prima carta di credito negli Stati Uniti
Samsung ha annunciato Galaxy Card, la prima carta di credito del gruppo destinata al mercato statunitense.

La carta viene emessa da Barclays US Consumer Bank e utilizza il circuito Visa. Gli utenti ricevono il 5% di rimborso sugli acquisti effettuati direttamente presso Samsung e percentuali inferiori per altre categorie di spesa. Le richieste partiranno il 22 luglio. I nuovi clienti potranno ottenere 200 dollari di bonus dopo una spesa di almeno 2.000 dollari nei primi 90 giorni. Galaxy Card entrerà nell’ecosistema Samsung Wallet e permetterà di gestire pagamenti, premi e offerte attraverso gli smartphone Galaxy.
Cresce il rischio dei cosiddetti synthetic insider
Le aziende di sicurezza segnalano un aumento degli attacchi nei quali i criminali usano identità rubate, video sintetici e voci artificiali per ottenere un lavoro o un accesso interno a un’organizzazione. Questi soggetti, descritti come synthetic insider, possono superare colloqui a distanza, controlli iniziali e procedure di onboarding con documenti falsi e deepfake. Un’analisi di Verizon su circa 22.000 incidenti informatici attribuisce il 12% dei casi ad attori interni. Tra gli episodi più complessi figurano le operazioni nordcoreane che hanno inserito falsi dipendenti da remoto in oltre cento aziende statunitensi. Le contromisure comprendono controlli di identità ripetuti, verifiche sui dispositivi, limitazioni dei privilegi e una collaborazione più stretta tra risorse umane, sicurezza e reparti informatici.

























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