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Tim Cook lascia la guida di Apple: quindici anni di crescita e la sfida di John Ternus



Apple ha ufficializzato il passaggio di consegne al vertice: Tim Cook lascerà il ruolo di CEO il 1° settembre 2026 e passerà alla presidenza esecutiva del consiglio di amministrazione. Al suo posto arriverà John Ternus, oggi Senior Vice President of Hardware Engineering, da tempo considerato uno dei profili più accreditati per la successione. Apple ha spiegato che la transizione è stata approvata all’unanimità dal board e arriva dopo un percorso di pianificazione interna di lungo periodo.

Da Steve Jobs a Tim Cook, il cambio che ha trasformato Apple

Cook era diventato CEO nel 2011, dopo Steve Jobs, in una fase delicata per la società. La sua figura era diversa da quella del cofondatore di Apple: meno associata alla visione di prodotto, più legata alla gestione operativa, alla catena di fornitura globale e alla capacità di rendere scalabile il modello industriale dell’azienda.

Infographic: Apple Thrived in 15 Years Under Tim Cook | Statista

Secondo l’analisi pubblicata da Statista e firmata da Anna Fleck, i quindici anni di Cook alla guida di Apple hanno coinciso con una crescita molto rilevante sul piano economico e finanziario. L’azienda è diventata nel 2018 la prima società a raggiungere una capitalizzazione di mercato da 1.000 miliardi di dollari e oggi si colloca intorno ai 4.000 miliardi di dollari. Apple, inoltre, ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari di utile annuo nell’ultimo esercizio fiscale citato dall’analisi.

Il titolo Apple è cresciuto di oltre venti volte

Per gli azionisti, l’era Cook è stata una delle più redditizie nella storia recente della tecnologia. Sempre secondo Statista, dal suo arrivo alla guida del gruppo nell’agosto 2011 il titolo Apple è cresciuto di oltre venti volte, con un rendimento medio annuo superiore al 20%, esclusi i dividendi. Il risultato è arrivato in un periodo segnato da crisi globali e tensioni geopolitiche, dalle guerre commerciali avviate durante la presidenza Trump alla pandemia di Covid-19, fino alla fase di forte inflazione internazionale. In questo contesto Apple ha ampliato il peso dei servizi, oggi capaci di generare oltre 100 miliardi di dollari di ricavi annui, e ha ridotto gradualmente la dipendenza assoluta dall’iPhone, pur senza scalfirne il ruolo centrale nell’ecosistema.

Il nodo dell’innovazione

La gestione Cook resta però associata anche a una critica ricorrente: Apple ha continuato a crescere, ma senza introdurre un prodotto con lo stesso impatto culturale e industriale dell’iPhone. Durante il suo mandato sono arrivati prodotti importanti come Apple Watch e AirPods, oltre al visore Vision Pro, lanciato nel 2023. Quest’ultimo, per prezzo e domanda più contenuta del previsto, non ha ancora assunto il peso strategico che molti osservatori si aspettavano. Il punto riguarda la natura stessa della transizione. Cook ha consolidato Apple come macchina finanziaria, commerciale e industriale. Ternus eredita invece una società chiamata a dimostrare una nuova capacità di innovazione, in particolare in un mercato dove intelligenza artificiale, dispositivi personali e servizi digitali stanno ridefinendo le aspettative degli utenti.

L’iPhone resta il centro dell’ecosistema Apple

Un altro dato Statista aiuta a leggere la forza strutturale del gruppo. Secondo Statista Consumer Insights, gli utenti iPhone mostrano una probabilità molto più alta di usare altri prodotti Apple rispetto agli utenti di altri smartphone. Tra chi possiede uno smartwatch o un fitness tracker, il 77% degli utenti iPhone usa Apple Watch, contro il 28% degli utenti non iPhone. Lo stesso schema si ritrova anche per cuffie, tablet e laptop.

È proprio questa integrazione tra prodotti e servizi a rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi di Apple. Al tempo stesso, la stretta connessione tra dispositivi, software e servizi ha attirato l’attenzione delle autorità antitrust, in particolare negli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Giustizia ha contestato ad Apple pratiche considerate potenzialmente restrittive per la concorrenza.

La sfida di John Ternus

John Ternus arriva alla guida di Apple con un profilo tecnico e una lunga esperienza interna. È entrato in azienda nel 2001, ha assunto ruoli di vertice nell’hardware engineering ed è entrato nel team esecutivo nel 2021. Apple gli attribuisce un ruolo diretto nello sviluppo di più generazioni di iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e AirPods.

Il nuovo CEO dovrà gestire aspettative molto alte. Apple resta una delle società più osservate al mondo e ogni rallentamento nei ricavi viene letto dai mercati come un segnale rilevante. La partita più immediata riguarda l’intelligenza artificiale, con una nuova versione di Siri attesa come banco di prova per la capacità dell’azienda di recuperare terreno rispetto ai principali concorrenti del settore.

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