La giornata del 2 febbraio si muove lungo tre direttrici principali: grandi manovre finanziarie sull’intelligenza artificiale, nuovi rischi strutturali nei sistemi di AI autonoma e un contesto geopolitico sempre più intrecciato con tecnologia e criptovalute. Da un lato Jensen Huang chiarisce la posizione di Nvidia su OpenAI, dall’altro emergono criticità rilevanti legate a Moltbook, il social network popolato da agenti AI autonomi. Sullo sfondo, mercati in tensione, Big Tech sotto osservazione e governi che ridefiniscono regole e alleanze.
Nvidia e OpenAI: Huang conferma il più grande investimento della storia del gruppo
Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha dichiarato pubblicamente che l’investimento in OpenAI sarà il più grande mai effettuato dall’azienda, smentendo le ipotesi di uno stallo dopo le indiscrezioni su un possibile rallentamento del piano da 100 miliardi di dollari. Huang ha ribadito la solidità del rapporto con Sam Altman, definendo OpenAI una delle aziende più rilevanti del nostro tempo. Secondo quanto emerso, Nvidia non avrebbe ancora finalizzato l’ingresso nella nuova tornata solo per questioni di tempistica legate alla chiusura del round.
Moltbook: un database esposto mette a rischio il controllo degli agenti AI
Un ricercatore di sicurezza ha segnalato che un database di Moltbook, piattaforma popolata da decine di migliaia di agenti AI autonomi, risultava accessibile pubblicamente senza protezioni adeguate. L’esposizione avrebbe potenzialmente consentito a terzi di impersonare agenti, pubblicare contenuti falsi e manipolare conversazioni sensibili, incluse quelle attribuite a figure influenti nel dibattito sull’AI. Il database è stato successivamente messo in sicurezza, ma l’episodio ha acceso un dibattito sui rischi sistemici dei sistemi agentici su larga scala.

AI autonoma su scala: un esperimento senza precedenti
Nonostante problemi di sicurezza e spam, Moltbook rappresenta un caso unico: circa 150.000 agenti AI autonomi che interagiscono tra loro in modo continuativo, senza supervisione umana diretta. Secondo Andrej Karpathy, un ricercatore di intelligenza artificiale nato in Slovacchia, si tratta di un fenomeno senza precedenti per dimensioni e dinamiche, capace di generare comportamenti emergenti difficili da prevedere e da distinguere dal role-playing artificiale.
Geopolitica, criptovalute e potere tecnologico
Documenti e fonti giornalistiche indicano che Abu Dhabi, tramite la figura dello sceicco Tahnoon bin Zayed, avrebbe sostenuto un investimento da 500 milioni di dollari in una società legata all’ecosistema crypto vicino all’amministrazione Trump, pochi giorni prima dell’insediamento. La notizia ha alimentato polemiche su conflitti di interesse, rapporti tra capitale straniero e politiche tecnologiche statunitensi, e sull’accesso a infrastrutture AI avanzate.
Mercati: crollo delle criptovalute e nuove valutazioni su Waymo
Il Bitcoin è sceso intorno ai 77.000 dollari, segnando un calo del 39% rispetto al massimo storico di ottobre 2025. Anche Ethereum ha registrato una flessione superiore al 20% su base settimanale.
Parallelamente, Waymo si avvicina a un nuovo round di finanziamento che potrebbe portare la valutazione a 110 miliardi di dollari, con Alphabet pronta a investire oltre 12 miliardi.
Apple e la sfida dell’era AI-first
Secondo fonti interne, i vertici di Apple stanno discutendo se l’azienda disponga davvero di tutti gli elementi necessari per competere in un’era dominata da prodotti e servizi AI-first. Sul tavolo anche ipotesi di nuovi MacBook Pro, un possibile iPhone pieghevole a conchiglia e una revisione più profonda della strategia sull’intelligenza artificiale.
Infrastrutture e data center: il peso energetico dell’AI
Negli Stati Uniti sono in fase di pianificazione oltre 97 GW di centrali a gas destinate esplicitamente ad alimentare data center, contro i poco più di 4 GW del 2024. Oracle ha annunciato l’intenzione di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari nel 2026 per espandere la propria capacità cloud, confermando come l’AI stia ridisegnando anche le infrastrutture energetiche.

























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