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Vodafone, l’Antitrust restituisce a Vodafone 550mila euro

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha rideterminato l’ammontare delle sanzioni nei confronti di Vodafone Italia S.p.A., in relazione al procedimento PS10684B riguardante contratti a distanza ed esecuzione durante il periodo di recesso. Il provvedimento, approvato il 29 luglio 2025, segue la sentenza del Consiglio di Stato che aveva parzialmente riformato la decisione originaria del 2017.

Le violazioni contestate

Nel 2017 l’AGCM aveva accertato tre condotte illecite da parte di Vodafone, comminate dopo l’entrata in vigore del Codice del Consumo:

  • Violazione A: carenze informative nei contratti a distanza e fuori dai locali commerciali, in particolare sull’obbligo di pagare costi in caso di recesso dopo l’avvio del servizio.
  • Violazione B: attivazione di contratti e linee telefoniche durante il periodo di recesso senza una richiesta esplicita e autonoma del consumatore.
  • Violazione C: addebito di costi non dovuti a chi esercitava il diritto di ripensamento, in contrasto con l’articolo 57 del Codice del Consumo.

Per queste pratiche Vodafone era stata sanzionata con una multa complessiva di 1,9 milioni di euro, suddivisi in 600 mila per la Violazione A, 750 mila per la B e 550 mila per la C.

L’intervento del Consiglio di Stato

Con sentenza n. 1989 dell’11 marzo 2025, il Consiglio di Stato ha annullato la sanzione relativa alla Violazione C, ritenendo adeguata la policy di Vodafone che escludeva addebiti ai consumatori in caso di recesso. Per le altre due violazioni, il Collegio ha riconosciuto la sussistenza dell’illecito solo in alcuni periodi e per specifiche tipologie di contratti, imponendo all’AGCM di rideterminare le sanzioni in base all’effettiva incidenza delle condotte.

La nuova sanzione

L’Antitrust, dopo aver valutato i dati forniti da Vodafone e l’impatto concreto sulle pratiche contrattuali, ha ridotto in modo significativo gli importi:

  • 92.000 euro per la Violazione A
  • 156.250 euro per la Violazione B

Si tratta quindi di un totale di 248.250 euro, contro gli originari 1,35 milioni riferiti alle stesse condotte. La riduzione tiene conto sia della limitata incidenza delle pratiche considerate ancora illecite, sia della necessità di mantenere una sanzione con funzione deterrente.

I prossimi passi

Vodafone aveva già versato l’intero importo iniziale di 1,9 milioni. L’Autorità ha quindi autorizzato la restituzione di 550.000 euro, somma collegata alla Violazione C annullata. Resta ora la possibilità, per l’operatore, di impugnare il nuovo provvedimento davanti al TAR del Lazio o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro i termini di legge.

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