La Procura distrettuale di Shilin ha emesso un mandato d’arresto nei confronti di Pete Lau (Liu Zuohu), co-fondatore di OnePlus e attuale Chief Product Officer di OPPO. Il procedimento riguarda presunte violazioni della normativa che disciplina i rapporti tra Taiwan e la Cina continentale in materia di attività economiche e assunzione di personale.
Secondo quanto riferito dalla Procura, Lau avrebbe autorizzato operazioni a Taiwan tramite una società registrata a Hong Kong, che avrebbe avviato una struttura operativa sull’isola senza ottenere la necessaria autorizzazione della Commissione per gli Investimenti. Le autorità contestano la violazione delle disposizioni previste dall’Act Governing Relations between the People of the Taiwan Area and the Mainland Area, che impone limiti stringenti alle aziende riconducibili alla Cina continentale.
Assunzioni e attività contestate
Gli inquirenti sostengono che la struttura avrebbe operato tra il 2015 e il 2021 e avrebbe assunto oltre settanta ingegneri taiwanesi ad alta specializzazione per attività di ricerca e sviluppo software. Le assunzioni sarebbero avvenute senza le autorizzazioni richieste dalla normativa vigente, in elusione dei controlli previsti sul trasferimento di competenze tecnologiche.
Nell’ambito della stessa indagine, la Procura ha rinviato a giudizio due cittadini taiwanesi, accusati di avere facilitato le operazioni della struttura non autorizzata. Poiché Lau risiede fuori dalla giurisdizione taiwanese e non si è presentato agli interrogatori preliminari, le autorità hanno proceduto all’emissione formale del mandato di cattura.
Posizione delle aziende
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte di BBK Electronics, holding che controlla i marchi coinvolti, né da parte di OnePlus o OPPO. Le indagini risultano tuttora in corso.




































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