Recensione Xiaomi Smart Band 10: bene la Magnetic Strap

Di recente Xiaomi ha aggiornato la sua celebre smart band ed è arrivata alla decima generazione. Il produttore cinese ha inserito nel mercato italiano Smart Band 10 al prezzo di 50 euro sul proprio sito Web, ma su strada è possibile trovarlo intorno ai 30 euro.

Design e comfort della Xiaomi Smart Band 10

La Xiaomi Smart Band 10 punta su un design minimalista e leggero. Appena indossata, si avverte subito quanto sia comoda e quasi impercettibile al polso. Il display AMOLED da 1,72″ rappresenta uno dei miglioramenti più evidenti: è più ampio e luminoso rispetto alla generazione precedente, rendendo la lettura e la navigazione più piacevoli. L’estetica è stata affinata, ma non si notano rivoluzioni rispetto al passato, e l’impressione è che tutto ruoti intorno al design.

Recensione Xiaomi Smart Band 10

Abbiamo avuto modo di provare anche un accessorio nuovo, ovvero la Magnetic Strap di colore bianco. Il cinturino si può facilmente sganciare attraverso due tasti presenti sul retro della capsula, cioè dietro il display, per agganciare il nuovo cinturino. La soluzione magnetica è molto più comoda del cinturino principale nero, che in genere con movimenti involontari può anche sganciarsi. L’unico inconveniente è che il colore bianco tende a sporcarsi, ma è semplice da agganciare e non serve incastrare il gancio ad alcun foro.

Display e interfaccia

Lo schermo AMOLED offre colori vividi e ottima luminosità, con picchi che permettono una visibilità chiara anche sotto la luce diretta, sebbene un po’ di luminosità in più, non avrebbe guastato. L’interfaccia, grazie a HyperOS, appare fluida e reattiva, con icone più grandi e una navigazione più intuitiva. Il nuovo formato del display consente di visualizzare più informazioni senza dover scorrere troppo. Nella nostra prova non abbiamo riscontrato ditate eccessive, lo schermo si contraddistingue per il trattamento oleofobico, che lo rende chiaro e pulito.

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Funzioni e sensori

La Smart Band 10 conserva tutte le caratteristiche già viste sulla Band 9: monitoraggio del battito cardiaco, SpO₂, analisi del sonno e oltre 150 modalità sportive. A queste si aggiunge una bussola integrata, pensata per attività all’aperto, e la funzione di trasmissione del battito in tempo reale via Bluetooth, utile durante allenamenti con macchinari compatibili. Mancano ancora GPS integrato e NFC globale, due assenze che si fanno sentire.

Autonomia

La batteria da 233 mAh offre 15-20 giorni di autonomia con uso normale, anche con notifiche attive. Si dimezza se però attiviamo i vari sensori con misurazioni continue o costanti. L’Always-On Display riduce i giorni di utilizzo, ma la durata resta competitiva.

Confronto con la Smart Band 9

Rispetto alla Xiaomi Smart Band 9, il cambiamento principale riguarda il display più grande e luminoso, affiancato da un design più rifinito e dalla nuova bussola. Tuttavia, non ci sono differenze sostanziali nelle funzioni, motivo per cui chi possiede la 9 non avvertirà un vero salto generazionale. Per chi acquista una smart band per la prima volta, la 10 è una scelta solida e aggiornata.

Conclusioni

La Xiaomi Smart Band 10 non stravolge la famiglia, ma conferma i punti di forza che hanno reso la serie un successo: ottima autonomia, funzioni di monitoraggio complete e un display migliorato. Il giudizio finale è positivo, soprattutto considerando il prezzo contenuto e l’affidabilità generale. È interessante per chi cerca un bracciale smart leggero, funzionale e con un bel display. Il costo sul sito ufficiale è di circa 50 euro, ma su strada si può trovare a diverse decine di euro in meno. Il costo a questo punto diventa più sensato, anche perché sul mercato esistono smartwatch economici e poco più costosi che permettono un utilizzo più ampio, tra cui anche rispondere ai messaggi WhatsApp o rispondere alle telefonate.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.