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Quanti dati consumano davvero le abitudini digitali dei viaggiatori? La ricerca di Saily s


Viaggiare oggi significa avere lo smartphone sempre a portata di mano. Che si tratti di orientarsi con le mappe, chiamare un taxi o condividere la foto perfetta del brunch, ogni azione comporta un consumo di dati che spesso viene sottovalutato. Una nuova ricerca condotta da Saily, fornitore globale di eSIM, mette in evidenza quanto traffico mobile richiedano davvero le attività digitali quotidiane dei viaggiatori e come la qualità della connessione possa incidere sul consumo effettivo.

Secondo lo studio, un’ora di videochiamata può arrivare a consumare circa 540 MB, mentre lo streaming musicale nella stessa durata si ferma a circa 72 MB. Anche attività considerate leggere, come consultare una mappa per cinque minuti (11 MB) o caricare una singola foto su Instagram (16 MB), si sommano rapidamente fino a incidere sui costi di roaming. La ricerca mostra inoltre che una connessione instabile o lenta può aumentare sensibilmente il consumo di dati, a causa dei tempi di caricamento prolungati e dei tentativi di trasmissione ripetuti.

“Quando abbiamo esaminato i numeri, alcune app si sono distinte per l’elevato consumo di dati. Le videochiamate e i caricamenti sui social media sono in cima alla lista, mentre le app di navigazione e quelle dei taxi accumulano traffico in background. Insieme, spiegano perché così tanti viaggiatori finiscono i dati più velocemente del previsto”, commenta Vykintas Maknickas, CEO di Saily.

Una giornata tipo in dati

Saily ha ricostruito un ipotetico itinerario digitale di un viaggiatore per mostrare come le abitudini online quotidiane possano incidere sul piano dati. Bastano poche azioni per accumulare un consumo sorprendente: una ricerca con ChatGPT per scoprire dove fare colazione pesa circa 393 KB, cinque minuti di Google Maps durante il tragitto arrivano a 11,7 MB, il caricamento della foto del brunch su Instagram ne consuma 16,7 MB, mentre due minuti di chat su iMessage equivalgono a 22,8 MB. A questo si aggiunge la prenotazione di un taxi tramite Uber, che impegna circa 1,7 MB.

E questo solo nelle prime ore del mattino. Estendendo il calcolo a un’intera giornata – tra chiamate, social, mappe e app che lavorano in background – il consumo diventa considerevole. Caricare un video su TikTok o una storia su Instagram può assorbire più dati di quanto molti viaggiatori immaginino, soprattutto se la rete in roaming non è stabile.

Come risparmiare dati all’estero

Per evitare spiacevoli sorprese durante i viaggi, Saily consiglia alcune buone pratiche. Tra queste, connettersi a reti Wi-Fi affidabili o utilizzare una eSIM con piano dati adatto, preferire chiamate audio alle videochiamate in caso di connessione debole, scaricare in anticipo mappe e playlist, e stimare il consumo potenziale tramite un calcolatore di dati. Secondo Maknickas, “piccoli accorgimenti possono fare la differenza tra rimanere connessi senza problemi o esaurire i dati proprio nel momento di maggiore necessità”.

Metodologia dello studio

Per ottenere dati attendibili, il team di Saily ha azzerato i contatori dei dispositivi, chiuso tutte le app in background e disattivato gli aggiornamenti automatici. Le azioni digitali – come caricare una foto o avviare una chiamata – sono state testate in condizioni di rete costanti, misurando la differenza tra il traffico iniziale e quello finale.

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