Quasi un italiano su due considera la pressione arteriosa un parametro importante per la propria salute, ma soltanto uno su tre afferma di controllarla davvero. È uno dei principali risultati dell’Italian Heart Behavior Survey, ricerca realizzata da AstraRicerche per Huawei nel settembre 2026 su un campione di cittadini italiani e su medici di medicina generale e cardiologi.
Secondo l’indagine, il 49,4% degli intervistati indica la pressione arteriosa tra gli aspetti relativi a salute e benessere che ritiene importante tenere sotto controllo. La quota di chi attribuisce importanza al parametro e dichiara anche di misurarlo scende però al 33%. Un ulteriore 16,4% considera il controllo importante, ma non lo effettua. Il tema assume particolare rilievo anche alla luce dei dati epidemiologici disponibili. L’Istituto Superiore di Sanità ha riferito nel maggio 2026 che, tra gli italiani di età compresa tra 35 e 74 anni, valori elevati della pressione o una terapia per l’ipertensione interessano circa la metà degli uomini e circa due donne su cinque.
Ipertensione e sintomi, una convinzione ancora diffusa
Uno degli aspetti che emergono dalla ricerca riguarda la percezione dei sintomi. Il 55,1% degli intervistati ritiene che una persona con pressione alta si accorga sempre della condizione attraverso disturbi fisici. La percentuale sale al 65% nel Sud Italia.
Si tratta di una convinzione che contrasta con quanto indicano le principali autorità sanitarie. L’ipertensione, infatti, nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti e la misurazione della pressione resta il metodo principale per individuarla. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che molte persone con ipertensione non presentano sintomi e possono quindi non conoscere la propria condizione.
L’indagine commissionata da Huawei rileva inoltre che il 28,2% degli italiani misura la pressione soprattutto quando avverte un malessere. La percentuale raggiunge il 35,8% tra le donne e si ferma al 20,8% tra gli uomini. Il 16,8% effettua invece il controllo in presenza di palpitazioni. Tra le persone che non controllano la pressione, il 59,3% cita tra le motivazioni il fatto di sentirsi bene. Compaiono anche la dimenticanza e la mancanza di tempo.
La percezione dei medici
La seconda parte della ricerca ha coinvolto 200 medici di medicina generale e cardiologi. Il 60,5% dei professionisti intervistati afferma che almeno sette pazienti su dieci tra quelli che segue presentano ipertensione. Nel Sud Italia la percentuale dei medici che forniscono questa risposta sale al 69,4%. Il dato rappresenta la percezione dei professionisti sul proprio bacino di pazienti e non una stima della prevalenza dell’ipertensione nella popolazione italiana. Più della metà dei medici intervistati ritiene inoltre che almeno quattro pazienti ipertesi su dieci non siano consapevoli della propria condizione.
Il monitoraggio a casa e il problema dello storico dei valori
Un altro elemento analizzato riguarda il controllo domiciliare. Secondo la ricerca, più della metà dei medici consiglia ai pazienti di misurare la pressione anche a casa, ma la registrazione dei valori resta poco sistematica. L’88% dei medici considera importante poter valutare l’andamento della pressione nel corso del tempo e l’86,5% ritiene utile disporre di un report strutturato. Tra i pazienti che effettuano misurazioni domestiche, tuttavia, oltre la metà non annota i valori. Il 26,6% utilizza ancora un diario cartaceo, percentuale che supera il 30% nelle fasce di età più elevate. La disponibilità di uno storico può aiutare il medico a valutare l’andamento della pressione, anche se le misurazioni effettuate autonomamente non sostituiscono la valutazione del professionista sanitario.
Smartwatch e pressione arteriosa
La ricerca prende in esame anche il rapporto tra utenti, medici e dispositivi indossabili. L’80,6% degli intervistati associa ormai gli smartwatch anche al monitoraggio della salute e non soltanto all’attività fisica. Tra i parametri che gli italiani vorrebbero controllare dal polso, la pressione arteriosa si colloca al primo posto insieme alla frequenza cardiaca. L’interesse cresce con l’età e arriva al 63% tra le persone tra 60 e 75 anni.
Non tutte le tecnologie ricevono però lo stesso livello di fiducia. Il 75,7% degli italiani considera affidabile una misurazione basata su un bracciale o su un sistema gonfiabile, mentre il dato scende al 31,9% nel caso delle rilevazioni tramite soli sensori ottici senza gonfiaggio. Anche tra i medici intervistati emerge una maggiore fiducia verso i sistemi che utilizzano un meccanismo di gonfiaggio.
Huawei utilizza proprio un sistema con airbag integrato nel cinturino sui dispositivi della serie WATCH D per la misurazione della pressione arteriosa. L’azienda specifica nelle proprie indicazioni che i risultati non devono costituire da soli una base per una diagnosi e che postura, posizione del dispositivo e condizioni della misurazione possono influenzare i valori.
Report, anomalie e misurazioni durante il sonno
La possibilità di creare automaticamente uno storico rappresenta una delle funzioni considerate più utili. Il 57,5% dei medici e quasi il 40% dei cittadini intervistati vorrebbe che un dispositivo mostrasse in modo automatico l’andamento dei valori nel tempo.
Il 49% dei medici e il 46,1% dei cittadini indica inoltre come utile la presenza di segnalazioni in caso di valori pressori anomali. Il monitoraggio notturno interessa invece il 43,5% dei medici, mentre il 36,6% dei cittadini vorrebbe una misurazione automatica anche durante il sonno. La serie Huawei WATCH D dispone di funzioni dedicate alla pressione arteriosa. La documentazione ufficiale di Huawei relativa a HUAWEI WATCH D3 cita anche un sistema di monitoraggio che può raccogliere misurazioni durante il giorno e durante la notte. La disponibilità delle singole funzioni può variare in base al mercato. Huawei ha collegato la pubblicazione dell’Italian Heart Behavior Survey al lancio di HUAWEI WATCH D3, presentato a Monaco di Baviera e atteso in Italia dal 29 settembre 2026, secondo le informazioni diffuse dall’azienda.
Come è stata realizzata la ricerca
L’Italian Heart Behavior Survey è stata realizzata da AstraRicerche per Huawei nel settembre 2026 attraverso interviste online a un campione rappresentativo di 1.011 italiani tra i 30 e i 75 anni. Una seconda rilevazione ha coinvolto 200 medici, tra medici di medicina generale e cardiologi.


























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