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Multipolarità e maturità del mercato televisivo: lo stato della TV e dello streaming

Presentato oggi presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” l’Annuario 2024 della TV italiana, evento promosso da Assocomunicatori con il patrocinio di AGCOM, che ha fotografato il sistema audiovisivo nazionale e i suoi profondi cambiamenti, tra stabilità del mezzo televisivo e trasformazioni legate allo streaming. L’incontro, intitolato “Multipolarità. Televisione e streaming verso il mercato maturo”, ha evidenziato l’avanzare della video convergenza, l’importanza della misurazione delle audience e l’evoluzione delle abitudini di fruizione.

L’Italia resta un unicum internazionale

Con una media giornaliera di 3 ore e 24 minuti, l’Italia si conferma il Paese con il tempo di visione televisiva più elevato tra i principali mercati. Non solo il dato è stabile, ma è anche in crescita di due minuti rispetto al 2023. A trainare questo risultato c’è l’integrazione tra televisione lineare e consumi digitali, in particolare grazie alle TV connesse, che a inizio 2025 hanno raggiunto quota 20,7 milioni di apparecchi, in aumento di 2,4 milioni in un anno. Una trasformazione che ridefinisce il concetto stesso di televisione, all’interno del paradigma dello streamcasting, dove broadcasting e streaming convivono.

Total Audience e contenuti originali

Uno dei punti centrali emersi è la progressiva ibridazione tra consumi tradizionali e digitali, già rilevata dalla misurazione della Total Audience. I dati del semestre settembre 2024 – febbraio 2025 mostrano una leggera flessione della televisione lineare (-1,2%) compensata da un +6% del digitale. Il consumo televisivo medio si mantiene stabile su 8,8 milioni di spettatori nelle 24 ore, con un contributo dei consumi digitali pari al 3,8% del totale. A sostegno di questa tenuta ci sono i contenuti originali: oltre 20.000 ore all’anno di prodotto first-run, tra fiction e intrattenimento, destinati sia ai canali lineari che alle piattaforme digitali. Sky, Canale 5 e Rai 2 risultano tra i maggiori beneficiari della componente digital, mentre si conferma il peso crescente di realtà come Warner Bros. Discovery e La7 accanto al tradizionale duopolio Rai-Mediaset.

Generazioni e device: un equilibrio in evoluzione

L’uso dei dispositivi segna le differenze tra le generazioni. Mentre gli over 45 dedicano il 75% del tempo visivo allo schermo televisivo, la fascia 18-24 scende al 41%, preferendo smartphone e tablet. Ma il sistema si sta riequilibrando: nel 2024 gli small screen (smartphone, tablet, PC) hanno raggiunto una media di 2 ore e 3 minuti al giorno, con un incremento del 4% sul 2023. Il consumo su TV screen, comprensivo anche delle fruizioni non riconosciute, è salito a 4 ore e 19 minuti. Il 41% della popolazione adulta utilizza entrambi i tipi di schermo, mentre è diviso in parti quasi uguali chi ne preferisce solo uno: il 30% guarda contenuti solo su small screen, il 29% solo su TV screen. Le CTV (connected TV), inoltre, hanno contribuito a un aumento del 41% del tempo di visione on demand rispetto all’anno precedente.

Non Riconosciuto e sfide della misurazione

Cresce la quota di traffico Non Riconosciuto sulle smart tv, che arriva fino al 48% degli accessi. Si tratta di una porzione di traffico che sfugge alla rilevazione standard dei canali riconosciuti e pone una sfida cruciale per le misurazioni. Il Presidente di Auditel Lorenzo Sassoli de Bianchi ha sottolineato la necessità di mantenere un sistema imparziale, trasparente e competitivo, in grado di misurare anche l’impatto della pubblicità su tutti i device. In quest’ottica, il Presidente UPA Marco Travaglia ha parlato della necessità di affiancare alla Total Audience una Total Campaign, che permetta di misurare l’efficacia della comunicazione pubblicitaria in modo trasversale tra le piattaforme. Serve capire quante persone vedano lo stesso spot, quante volte e con quale profilo sociodemografico.

Verso un nuovo ecosistema

Nel suo intervento, la Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha parlato di una rivoluzione antropologica in atto, con il superamento del televisore da parte dello smartphone. Un cambiamento che impone nuove riflessioni sul ruolo del servizio pubblico, sull’educazione digitale e sulla sovranità dei dati personali. Anche Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM, ha richiamato alla necessità di alfabetizzazione digitale e all’importanza di garantire qualità e affidabilità delle fonti, in un contesto sempre più multipolare e frammentato. Il Direttore del Ce.R.T.A. Massimo Scaglioni, curatore dell’Annuario, ha infine ribadito che la TV italiana è resiliente e in trasformazione, e che solo comprendendo appieno le dinamiche del consumo crossmediale sarà possibile governare un sistema audiovisivo maturo.

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