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Gli italiani trascorreranno oltre 25 anni online nel corso della vita

Streaming, musica e social network assorbono una parte rilevante del tempo trascorso su internet. I chatbot di intelligenza artificiale occupano in media 53 minuti alla settimana, mentre resta elevata la quantità di dati personali condivisi sulle piattaforme digitali.

Secondo una ricerca commissionata da NordVPN, un italiano trascorrerà online, in base alle abitudini attuali, circa 25 anni, 6 mesi e 1 giorno della propria vita. La stima equivale a quasi un terzo di un’esistenza media di 84 anni.

Il dato risulta inferiore di 4 anni, 11 mesi e 18 giorni rispetto alla precedente rilevazione del 2022. Il confronto richiede però cautela, poiché il questionario del 2026 comprende 15 attività digitali, contro le 11 considerate nella ricerca precedente. Sono cambiate anche alcune categorie e la fascia anagrafica del campione.

Gli italiani trascorrono su internet in media 50 ore e 53 minuti alla settimana. La giornata digitale inizia, secondo le risposte raccolte, intorno alle 8 del mattino e prosegue fino alle 22.

Streaming e musica occupano gran parte del tempo online

La visione di film e serie TV in streaming rappresenta una delle principali attività digitali, con una media di 6 ore e 34 minuti alla settimana. Seguono l’ascolto di musica, con 4 ore e 20 minuti, e la fruizione di video online, con 4 ore e 19 minuti.

I social media assorbono invece 3 ore e 7 minuti settimanali. Il 29% degli intervistati dichiara inoltre di controllare i social mentre guarda film o serie TV, una pratica associata al cosiddetto fenomeno del “second screen”.

Lo stesso 29% afferma di avere difficoltà a immaginare un’intera giornata senza accesso a internet. Il dato descrive una quotidianità nella quale lavoro, comunicazione, intrattenimento, acquisti e servizi personali passano con frequenza crescente attraverso strumenti digitali.

Gli italiani dedicano 53 minuti alla settimana ai chatbot AI

La ricerca ha preso in esame anche il rapporto con gli strumenti di intelligenza artificiale. Gli italiani trascorrono in media 53 minuti alla settimana sui chatbot AI.

L’11% degli intervistati considera questi strumenti una componente essenziale della propria routine, mentre il 18% ritiene che l’intelligenza artificiale abbia migliorato la propria esperienza online.

Il ricorso ai chatbot resta quindi inferiore rispetto al tempo dedicato allo streaming, alla musica e ai social network, ma ha ormai acquisito uno spazio stabile tra le attività rilevate. Tra gli utilizzi più comuni figurano la ricerca di informazioni, la scrittura, la traduzione, la sintesi di testi e il supporto alle attività quotidiane.

Solo il 3% degli intervistati dichiara di avere caricato documenti professionali riservati all’interno di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Data di nascita e indirizzo tra le informazioni più condivise

La ricerca segnala una diffusione elevata dei dati personali sulle piattaforme digitali. Il 66% degli italiani dichiara di avere condiviso online la propria data di nascita, mentre il 64% ha inserito nome e cognome completi.

Il 43% afferma inoltre di avere comunicato il proprio indirizzo di residenza. Informazioni di questo tipo possono trovarsi su social network, siti di commercio elettronico, servizi di consegna, applicazioni, portali amministrativi e altre piattaforme.

Marijus Briedis, Chief Technology Officer di NordVPN, sottolinea la differenza tra la cautela mostrata verso i documenti professionali e la maggiore disponibilità a fornire dati anagrafici e personali. Secondo Briedis, la sicurezza digitale richiede attenzione anche verso le modalità con cui servizi online e sistemi di intelligenza artificiale raccolgono, conservano e trattano le informazioni degli utenti.

Le misure per limitare i rischi digitali

NordVPN consiglia di verificare con regolarità l’eventuale presenza dei propri dati all’interno di violazioni informatiche e di prestare attenzione ai possibili segnali di furto d’identità.

Tra le misure indicate figurano l’impiego di software di sicurezza affidabili, la verifica dei link ricevuti tramite email e messaggi, l’uso di password robuste e sistemi di autenticazione a più fattori, oltre a una maggiore cautela nella condivisione di dati personali, finanziari o professionali con chatbot e piattaforme online.

La diffusione di tecniche di phishing più sofisticate, anche con contenuti prodotti tramite intelligenza artificiale, rende inoltre necessaria una verifica più attenta dell’identità dei mittenti e delle richieste ricevute.

La metodologia della ricerca

L’indagine è stata commissionata da NordVPN e realizzata tra il 1° e il 17 aprile 2026. La ricerca ha coinvolto oltre 20.000 utenti internet in 20 Paesi.

Per l’Italia, il campione comprendeva 1.001 persone di età compresa tra i 18 e i 74 anni, con quote stabilite in base all’età, al genere e all’area di residenza.

Le proiezioni sugli anni trascorsi online derivano dalle abitudini dichiarate dagli intervistati e dal confronto con l’aspettativa di vita nazionale. Non rappresentano quindi una misurazione diretta dell’intero arco della vita, ma una stima costruita sulla base dei comportamenti rilevati nel periodo dello studio.

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