Gli europei vivono immersi nell’intelligenza artificiale, ma gran parte di loro non ne è consapevole. È quanto emerge da una nuova ricerca di Equinix, che evidenzia un netto divario tra l’uso reale dell’IA e la percezione che i cittadini hanno di essa.
Secondo lo studio, il 41% degli intervistati afferma di non aver mai utilizzato l’intelligenza artificiale o di averlo fatto raramente, nonostante la tecnologia sia ormai integrata in molti gesti quotidiani: dalle ricerche su Google ai sistemi di monitoraggio della salute, fino agli algoritmi che ottimizzano energia, trasporti e produzione alimentare.
Eppure, la fiducia nei confronti dell’IA resta alta. Il 77% delle persone non esprime preoccupazioni per il suo ruolo crescente nella società, mentre oltre la metà del campione dichiara di avere un atteggiamento positivo verso questa tecnologia. Una tendenza in controtendenza rispetto alle prime fasi di diffusione di innovazioni come Internet o la telefonia mobile, che inizialmente avevano incontrato maggiore diffidenza.
Il divario tra fiducia e conoscenza
Il 56% degli intervistati ritiene di comprendere come funziona l’intelligenza artificiale, ma solo un terzo riconosce di usarla quotidianamente. Il dato più significativo riguarda chi sostiene di non farne uso: il 18%, nonostante l’IA sia presente in modo invisibile in molti servizi digitali.
Il presidente EMEA di Equinix, Bruce Owen, spiega che questa discrepanza rappresenta un ostacolo alla piena valorizzazione del potenziale dell’IA. “L’intelligenza artificiale è già nelle nostre tasche, al nostro polso e nelle nostre caselle di posta, ma molti non se ne rendono conto. L’innovazione nasce dall’educazione: dobbiamo aiutare le persone a capire come la tecnologia sta già migliorando la loro vita”, afferma Owen.
Tra gli esempi citati figurano le piattaforme di IA in ambito sanitario, in grado di progettare molecole farmaceutiche che arrivano alla sperimentazione clinica in meno di 18 mesi, oppure i termostati intelligenti capaci di adattarsi alle abitudini domestiche, i sistemi che regolano le reti elettriche per ridurre i consumi e gli algoritmi che ottimizzano la produzione alimentare riducendo gli sprechi.
Giovani più fiduciosi, ma il gap resta
L’indagine, condotta su un campione di 6.000 persone tra Regno Unito, Germania, Finlandia, Spagna, Svezia e Svizzera, mostra anche una forte differenza generazionale e di genere. Il 72% degli under 35 si dichiara fiducioso verso l’IA, contro il 41% degli over 55. Gli uomini (62%) mostrano maggiore fiducia rispetto alle donne (50%).
Per Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia, la chiave è rafforzare le basi. “I benefici dell’IA sono già tangibili, ma per un’adozione sicura e diffusa serve un’infrastruttura solida e affidabile. È necessario accompagnare cittadini e imprese nella comprensione di come questa tecnologia funziona, creando valore per tutti”, spiega.
Educazione e infrastrutture come priorità
Equinix sottolinea che ogni grande rivoluzione tecnologica ha attraversato una fase di incertezza iniziale. La differenza, oggi, è che la fiducia verso l’intelligenza artificiale appare già più elevata rispetto ai precedenti storici. Per sfruttare questa opportunità, secondo l’azienda, occorre un investimento congiunto di governi e industrie nell’educazione digitale e nello sviluppo delle infrastrutture, così da garantire un’adozione consapevole, sostenibile e sicura.
L’IA, conclude Equinix, sarà ricordata come la tecnologia più rapidamente adottata nella storia moderna — a patto che la comprensione tenga il passo con la fiducia.




























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