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Con xAI Elon Musk ora vuole capire l’Universo


Siamo polvere di stelle che studia le stelle, siamo il tentativo dell’universo di comprendere se stesso“. Con queste parole Carl Sagan, indimenticato astronomo e divulgatore scientifico, si riferì alla razza umana, come un modo impiegato dal Cosmo di conoscersi meglio. Chissà se aveva in mente queste parole, quando Elon Musk ha fondato xAI. Il suo lancio è di oggi, ma prove della sua esistenza risalgono a questa primavera, quando il suo obiettivo primario era competere con ChatGPT, di OpenAI, di cui lo stesso Musk è cofondatore. Ma l’obiettivo di xAI potrebbe essere un po’ diverso.

Difatti, la nuova società, sarà basata sull’Intelligenza Artificiale e avrà l’obiettivo di comprendere la vera natura dell’Universo. Per scoprire di più sulla società, il numero 1 di Tesla e Twitter ha dato appuntamento in una chat live di Twitter Spaces. Nel team dietro xAI ci saranno ex collaboratori di DeepMind, OpenAI, Google e Microsoft Research e della stessa Tesla. Tra i consulenti della startup di Musk ci sarà Dan Hendrycks, direttore esecutivo del Center for AI Safety, che in questi ultimi tempi ha fatto parlare di sé per le preoccupazioni relative all’IA.

Nell’ultima newsletter dell’organizzazione, è stato sottolineato che Hendrycks non ha alcuna partecipazione finanziaria in xAI e ha scelto di ricevere uno stipendio simbolico di $ 1 per la sua consulenza. Il cofondatore di xAI, Greg Yang, ha spiegato un po’ più nel dettaglio cosa intende Musk per “comprendere l’universo”. Secondo Yang l’IA alla base di xAI verrà approfondita la matematica dell’apprendimento profondo e svilupperà la “teoria del tutto” per le grandi reti neurali.

Non ci resta che aspettare questo venerdì, quando su Twitter verranno svelati ulteriori dettagli. Sarà un modo per donare nuova linfa al social, messo in secondo piano dal successo travolgente di Threads, il clone della piattaforma acquisita tempo fa dallo stesso Musk?

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.