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Android 17

Android 17: cosa cambia davvero con Beta 1 e Beta 2

Il 26 febbraio è arrivata la Beta 2 di Android 17, a poche settimane dalla prima beta. Siamo ancora in una fase di sviluppo attivo, ma il quadro ormai è chiaro: Android 17 non punta su effetti speciali o redesign evidenti. È un aggiornamento strutturale, che interviene su architettura, sicurezza, adattabilità e continuità tra dispositivi. È una versione che parla soprattutto agli sviluppatori, ma che nel medio periodo avrà effetti concreti anche sull’esperienza quotidiana degli utenti.

Addio Developer Preview: nasce il canale Canary

La prima novità non riguarda una funzione, ma il metodo con cui Android viene sviluppato e distribuito. Con Android 17, Google abbandona il tradizionale modello “Developer Preview” e introduce un canale Canary continuo. Le nuove API arrivano nel canale non appena superano i test interni. Questo anticipa il confronto con la community e consente di “stressare” prima le funzionalità. Il risultato atteso è una fase Beta più stabile e vicina alla versione finale. La roadmap è serrata. La stabilità della piattaforma è prevista entro marzo, con API definitive SDK e NDK. La release principale arriverà nel secondo trimestre 2026, mentre nel quarto trimestre è atteso un aggiornamento SDK minore con ulteriori API.

Tablet e foldable: stop alle app “bloccate”

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda l’adattabilità su schermi grandi. Con Android 17 (API level 37), le app che girano su dispositivi con larghezza minima pari o superiore a 600dp non possono più forzare orientamento o aspect ratio.

Attributi come screenOrientation, resizeableActivity, minAspectRatio e maxAspectRatio vengono ignorati sui dispositivi di grandi dimensioni. L’idea è semplice: su tablet, foldable e ambienti desktop le app devono occupare lo spazio disponibile e adattarsi.

Restano esclusi gli smartphone tradizionali e le app classificate come giochi. Per tutti gli altri, il messaggio è netto: la modalità multi-window non è più opzionale.

Meno riavvii, meno glitch

Android 17 modifica anche la gestione delle variazioni di configurazione. In passato, eventi come il cambio di tastiera o di modalità UI potevano causare la ricreazione automatica delle Activity, con perdita di stato e micro-interruzioni.

Ora il sistema evita il riavvio per una serie di configurazioni, tra cui tastiera, touchscreen, navigazione e modalità desktop. Se uno sviluppatore desidera forzare il comportamento precedente, deve dichiararlo esplicitamente nel manifest tramite il nuovo attributo android:recreateOnConfigChanges.

È un intervento tecnico, ma con effetti tangibili: meno flicker, meno interruzioni video, meno perdita di contesto.

Prestazioni: runtime più rigoroso e più efficiente

Sotto il cofano, Android 17 introduce una nuova implementazione lock-free di MessageQueue per le app che adottano il target SDK 37. L’obiettivo è ridurre contese sui thread principali e migliorare la fluidità, soprattutto nei carichi intensivi.

Arriva anche la Garbage Collection generazionale nel runtime ART. Il sistema separa oggetti giovani e vecchi, con raccolte più frequenti e leggere per quelli appena creati. Si punta a ridurre il costo complessivo in CPU e la durata delle pause.

Un altro cambiamento riguarda i campi static final. Con Android 17 diventano realmente immutabili. Tentativi di modifica via reflection generano un’eccezione o un crash. È una scelta che favorisce ottimizzazioni più aggressive e maggiore integrità del runtime.

Fotocamera e video: meno interruzioni, più controllo

Sul fronte multimediale, Android 17 compie un passo avanti soprattutto per le app professionali.

La nuova API updateOutputConfigurations() permette di cambiare configurazione della fotocamera senza chiudere la sessione. Passare da foto a video diventa più fluido, con meno consumo di memoria e meno blocchi visibili.

Viene introdotto il supporto al codec VVC (H.266), tramite il MIME video/vvc, nei dispositivi dotati di decoder hardware compatibile. È una base per futuri flussi video ad alta efficienza.

Per la registrazione video, il metodo setVideoEncodingQuality() consente una modalità a qualità costante. Non si lavora più solo sul bitrate, ma su un controllo più fine del risultato visivo.

Anche l’audio in background diventa più restrittivo. Le chiamate alle API audio fuori da uno stato di lifecycle valido falliscono. Le richieste di audio focus possono essere respinte. È un irrigidimento pensato per evitare abusi.

Privacy: stretta sugli OTP via SMS

Uno degli interventi più rilevanti riguarda la protezione dei codici OTP via SMS. Con Android 17, per la maggior parte delle app, l’accesso programmatico ai messaggi contenenti codici temporanei viene ritardato di tre ore.

Il sistema blocca il broadcast SMS_RECEIVED_ACTION e filtra le query al provider SMS. L’obiettivo è contrastare l’OTP hijacking, una tecnica sempre più diffusa.

Le app devono migrare verso SMS Retriever API o SMS User Consent API per garantire continuità di funzionamento.

Parallelamente viene introdotto il permesso runtime ACCESS_LOCAL_NETWORK per proteggere la comunicazione su rete LAN. Le app che desiderano accedere ai dispositivi locali devono dichiararlo esplicitamente.

L’attributo android:usesCleartextTraffic viene deprecato. Le app che puntano a SDK 37 e non usano Network Security Configuration bloccano il traffico non cifrato per default.

Android 17 Beta 2: le novità visibili

La Beta 2 introduce funzionalità percepibili anche dall’utente.

Le Bubbles non sono più limitate alle app di messaggistica. Con una pressione prolungata sull’icona del launcher, qualsiasi app può essere avviata in modalità floating. Su schermi grandi compare una barra dedicata nella taskbar.

Debutta la nuova EyeDropper API, che permette alle app di prelevare un colore da qualsiasi pixel del display senza richiedere permessi di screen capture. È una funzione utile per app di grafica e design.

Arriva un Contacts Picker di sistema che concede accesso temporaneo solo ai campi selezionati dall’utente. Si tratta di un’alternativa concreta al permesso READ_CONTACTS completo.

Sul fronte cross-device, la nuova API Handoff consente di riprendere lo stato di un’app su un altro dispositivo Android tramite CompanionDeviceManager. Supporta sia il passaggio app-to-app sia un fallback verso il web.

Vengono introdotte anche nuove API di ranging con supporto a UWB DL-TDOA conforme FiRA 4.0 e una nuova tecnologia di rilevamento di prossimità basata su specifiche Wi-Fi Alliance. Si tratta di basi per navigazione indoor più precisa.

Infine, le app che desiderano accedere direttamente alla NPU devono dichiarare FEATURE_NEURAL_PROCESSING_UNIT. È un passaggio che regola in modo più formale l’accesso all’accelerazione AI.

Stabilità: cosa risolve la Beta 2

La seconda beta corregge numerose regressioni presenti nella Beta 1. Sono stati risolti crash di sistema, riavvii spontanei, deadlock dopo la disconnessione da Android Auto, problemi di layout nella schermata App recenti e bug legati allo streaming video.

Sono stati corretti anche problemi grafici su Pixel 6 Pro legati al compilatore shader GPU e un bug che generava notifiche ridondanti dopo un aggiornamento di sistema.

La stabilità complessiva risulta migliorata, anche se Android 17 resta in sviluppo attivo.

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