Solo il 25% delle micro, piccole e medie imprese italiane intervistate utilizza l’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane. Il 68% ritiene però che possa aiutare a svolgere compiti che prima richiedevano più tempo, denaro o personale. È il divario al centro della ricerca Ipsos commissionata da Meta, presentata all’AI Forum di Roma.
L’evento si è svolto il 28 ottobre a Palazzo Rondinini, in collaborazione con EssilorLuxottica. Il comunicato diffuso il giorno successivo collega i risultati alle opportunità dell’AI per le aziende di dimensioni ridotte, dalla comunicazione alla gestione dei clienti.
Tra interesse e uso effettivo
Il 63% del campione ritiene che le imprese prive di strumenti AI rischino di perdere terreno rispetto ai concorrenti. Il dato descrive una percezione, non una misurazione delle prestazioni economiche di chi adotta o non adotta la tecnologia.
La distanza tra gruppi è visibile anche nell’esperienza pregressa: il comunicato segnala una quota più elevata di microimprese che non ha mai usato l’AI rispetto alle aziende più grandi. Il confronto va però letto con cautela, perché il sottogruppo aggregato delle piccole e medie imprese comprende soltanto 89 rispondenti non ponderati.

Clienti, marketing e assistenti agentici
Trovare nuovi clienti è la principale difficoltà indicata dal 45% degli intervistati. Guardando ai prossimi dodici mesi, il 59% prevede più AI nel marketing e nella creazione di contenuti. Seguono lo sviluppo di prodotti e servizi, la comunicazione con i clienti e la loro acquisizione. Sono intenzioni di utilizzo, che non coincidono con risultati già ottenuti.
Tra chi usa regolarmente assistenti di AI agentica, il 42% riferisce un risparmio di tempo nei compiti di routine. Con questa espressione si indicano strumenti capaci di eseguire attività in più passaggi per conto dell’utente. Il vantaggio dichiarato dagli utilizzatori non permette, da solo, di stabilire quanto tempo risparmierebbe una qualunque azienda.
La richiesta di supporto
Il 73% del campione chiede più sostegno o incentivi per beneficiare dell’intelligenza artificiale. Formazione e costo degli strumenti compaiono tra le leve citate nella ricerca. La pagina Ipsos precisa che i dati del 45% sulla formazione settoriale e del 36% su prove gratuite o prezzi inferiori riguardano un sottogruppo di utilizzatori non regolari di AI agentica, con base ridotta: non vanno estesi all’intero campione.
Meta inserisce il confronto nel proprio percorso sull’AI per le imprese. A settembre ha presentato Muse for Small Business negli Stati Uniti e in Canada: il richiamo nel comunicato non costituisce un annuncio della disponibilità italiana.
Campione e limiti della ricerca
Ipsos ha condotto lo studio online nell’ottobre 2026 su 500 titolari o dipendenti con responsabilità operative in imprese italiane da 1 a 249 addetti. La ponderazione considera dimensioni e area geografica, sulla base dei dati ISTAT 2023. L’istituto indica un intervallo di credibilità di ±5,4 punti percentuali per il campione complessivo; i sottogruppi con meno di 100 rispondenti richiedono maggiore prudenza.
Altre notizie nell’archivio Meta. Risultati e metodologia sul sito Ipsos. Immagine di apertura illustrativa, creata con IA.





























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