La chiamano già “AI Content Creation Fever” e a giudicare dai numeri è ben più di una semplice tendenza passeggera. Secondo lo studio realizzato da Espresso Communication per l’AI WEEK, entro la fine del 2025 il mercato globale dei contenuti generati da intelligenza artificiale supererà i 3 miliardi di euro, con una crescita di un miliardo rispetto al 2024. Un’accelerazione che non mostra segni di rallentamento: entro il 2029 i ricavi più che raddoppieranno, toccando i 7 miliardi di euro con un CAGR medio annuo del 22%. A livello geografico, il Nord America guida la corsa agli investimenti nel settore, seguito da Asia ed Europa. Proprio il Vecchio Continente, secondo KBV Research, registrerà un fatturato oltre i 340 milioni entro il 2031. In prima fila c’è la Germania, seguita da Francia e Regno Unito, con tassi di crescita rispettivamente del 30% e 28%.
L’AI al servizio della creatività
A guidare il fenomeno non sono solo i numeri, ma anche una visione rinnovata della creatività. Per Abran Maldonado, Ambassador di OpenAI e speaker dell’AI WEEK, “negli ultimi mesi abbiamo assistito a straordinari passi avanti nella creazione di contenuti guidati dall’intelligenza artificiale. I modelli attuali sono capaci di produrre immagini 4K, ragionare e affinare l’intelligenza emotiva. Ma questi progressi ci pongono anche davanti a questioni urgenti: sicurezza dei posti di lavoro, copyright, impatto sull’intera industria”. Una riflessione condivisa anche da Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice e organizzatori dell’AI WEEK, l’evento europeo sull’intelligenza artificiale in programma dal 12 al 16 maggio, con due giornate in presenza a Rho Fiera Milano: “L’AI è un volano per la creatività dei professionisti. Se usata correttamente, aumenta l’efficienza, la precisione nella scrittura, accelera la raccolta e l’analisi dei dati. Tutto però deve avvenire nel rispetto delle norme e dell’etica”.
Statistiche e scenari
Nel 2024, il 42% dei manager nel settore marketing e media ha dichiarato di utilizzare strumenti AI per la creazione di contenuti e per strategie comunicative d’impatto. In Italia, secondo ISTAT, sono quasi il 36% le organizzazioni che già sfruttano l’AI per costruire contenuti personalizzati e ottimizzare le campagne pubblicitarie. Tra gli esempi internazionali, spicca il Washington Post, che impiega strumenti di intelligenza artificiale per individuare trend e notizie in tempo reale, velocizzando il lavoro dei giornalisti e offrendo contenuti sempre rilevanti al proprio pubblico.
I trend che guideranno il futuro
Il report individua anche i principali trend che domineranno il settore. Al primo posto c’è l’iper-personalizzazione, con contenuti su misura generati in base a gusti, abitudini e interessi individuali. Segue la produzione in tempo reale, utile per rispondere rapidamente alle notizie e alle esigenze del mercato. L’AI conversazionale e il voice cloning porteranno alla creazione di contenuti audio e video su nuove piattaforme, mentre la multimodalità diventerà essenziale: contenuti pensati per adattarsi a formati e audience differenti. Il quadro che emerge è chiaro: l’AI sta trasformando radicalmente il mondo dei contenuti. Non come sostituta della creatività umana, ma come strumento per espanderne le potenzialità. E per chi saprà cavalcare l’onda, le opportunità saranno sempre più vaste.




























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