Shigeru Miyamoto, il papà di Super Mario e The Legend of Zelda, ha detto la sua sull’intelligenza artificiale generativa. Il game designer di Nintendo è intervenuto sul tema durante la conferenza stampa organizzata a Kyoto dopo la sua nomina all’Ordine della Cultura giapponese. Il messaggio è chiaro: l’AI può alleggerire il lavoro, ma non rende inutile la creatività umana.
Le parole di Miyamoto sull’intelligenza artificiale arrivano in un momento delicato per l’industria dei videogiochi, divisa tra chi vede nell’AI uno strumento per tagliare tempi e costi e chi teme per il lavoro di artisti, sceneggiatori e doppiatori.

Un riconoscimento storico per i videogiochi
L’Ordine della Cultura (Bunka Kunshō) è una delle più alte onorificenze del Giappone e viene assegnato a chi ha dato un contributo eccezionale alla cultura del Paese. Miyamoto è la prima figura del mondo dei videogiochi a riceverlo. La cerimonia di consegna è prevista per il 3 novembre, il Giorno della Cultura.
Un traguardo che premia oltre quarant’anni di carriera: da Donkey Kong a Super Mario Bros., fino a Zelda e Pikmin. Chi vuole ripercorrere la storia dell’idraulico più famoso del mondo può leggere il nostro approfondimento sui 40 anni di Super Mario.
Miyamoto e l’intelligenza artificiale: «Creare non è lavorare»
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Miyamoto ha paragonato l’arrivo dell’AI al passaggio dalle macchine da scrivere ai programmi di videoscrittura: uno strumento nuovo cambia il modo di lavorare, ma non sostituisce chi ha qualcosa da dire.
Il punto centrale del suo ragionamento è la distinzione tra creare e faticare. Secondo Miyamoto, più l’AI si occupa dei compiti ripetitivi, più diventa importante chiedersi che cosa significhi davvero creare qualcosa e quale sia l’intenzione di chi lo fa. Per questo la considera, in un certo senso, un’occasione positiva di riflessione.
Il rischio di accontentarsi della fatica
Il creatore di Mario ha però messo in guardia da un pericolo: quello di sentirsi soddisfatti solo per il lavoro svolto. Chi si gode la fatica in sé, ha spiegato, rischia di scambiare un’esecuzione ben fatta per un’idea davvero originale.
La chiusura è ottimista: anche se un giorno l’intelligenza artificiale arrivasse a occuparsi di tutto, secondo Miyamoto resterà sempre un ruolo da giocare per le persone.

Un dibattito che divide l’industria
La posizione di Miyamoto si inserisce in una discussione sempre più accesa. Anche Masahiro Sakurai, il creatore di Kirby e Super Smash Bros., ha invitato di recente gli sviluppatori a non delegare all’AI la parte creativa del lavoro. Nel frattempo, grandi produzioni e piccoli studi sperimentano strumenti generativi per grafica, testi e programmazione, e la presenza di contenuti creati con l’AI è diventata un tema caldo anche per i giocatori. Se il mondo dei videogiochi vi appassiona, sul nostro sito trovate anche i numeri di successo di Onimusha: Way of the Sword e il programma gaming di Samsung a Lucca Comics 2026.
Le dichiarazioni di Miyamoto non annunciano scelte concrete di Nintendo sull’uso dell’AI nei propri giochi. Sono però la presa di posizione di una delle figure più rispettate del settore: la tecnologia può cambiare gli strumenti, non il bisogno di idee.
Fonti
- 4Gamer.net – resoconto della conferenza stampa di Shigeru Miyamoto (in giapponese)
- Inven Global – Shigeru Miyamoto on AI
- VGC – Shigeru Miyamoto explains why AI won’t make human creativity obsolete
- GamesRadar+ – Miyamoto says AI provides an opportunity to reflect
- Shacknews – Shigeru Miyamoto on generative AI




























Lascia un commento