La giornata del 29 dicembre si muove lungo tre direttrici principali: sicurezza informatica, governance dell’intelligenza artificiale e grandi manovre industriali nel settore tecnologico. Al centro dell’attenzione finiscono Ubisoft, costretta a spegnere uno dei suoi titoli di punta dopo un grave incidente interno, OpenAI, che riconosce apertamente i rischi dei propri modelli sulla salute mentale, e Nvidia, che con l’operazione Groq consolida ulteriormente il proprio ruolo dominante nell’infrastruttura AI.
Ubisoft e l’incidente su Rainbow Six Siege
Rainbow Six Siege è stato disattivato volontariamente da Ubisoft insieme al marketplace interno per gestire quello che l’azienda ha definito un “incidente”. Le informazioni emerse indicano che attori esterni avrebbero sfruttato sistemi interni, ottenendo la possibilità di bannare e sbannare utenti e modificare inventari di gioco. Ubisoft ha avviato un rollback completo per ripristinare lo stato precedente e ha comunicato che sono in corso controlli estesi sull’integrità degli account. Non risultano al momento conferme ufficiali su furti di dati personali.
OpenAI, salute mentale e nuovo ruolo di controllo
Il CEO Sam Altman ha annunciato che OpenAI è alla ricerca di un nuovo Head of Preparedness. Altman ha riconosciuto che nel corso del 2025 sono emerse “anteprime concrete” degli effetti che i modelli possono avere sulla salute mentale degli utenti. La dichiarazione arriva mentre è in corso un contenzioso legale negli Stati Uniti che coinvolge ChatGPT, accusato dai legali di una famiglia di avere utilizzato in modo ricorrente un linguaggio sensibile in conversazioni con un adolescente poi morto per suicidio.
Nvidia e l’operazione Groq
Secondo fonti concordanti, circa il 90% dei dipendenti di Groq confluirà in Nvidia nell’ambito di un’operazione che valuta l’azienda circa 20 miliardi di dollari. I lavoratori riceveranno compensi in contanti per le azioni maturate, mentre gli azionisti otterranno payout legati alla valutazione complessiva. L’operazione consente a Nvidia di acquisire competenze chiave sull’inferenza a bassissima latenza e di rafforzare il controllo sull’intera catena del valore dei chip AI.
Cina e regole sull’AI “umana”
La Cina sta preparando una nuova bozza regolatoria che imporrebbe ai fornitori di sistemi di intelligenza artificiale con caratteristiche umane l’obbligo di informare esplicitamente gli utenti quando interagiscono con un’AI, sia al momento dell’accesso sia a intervalli regolari.
Addio a Lou Gerstner, l’uomo che salvò IBM
È morto a 83 anni Lou Gerstner, ex CEO e presidente di IBM. Durante il suo mandato, Gerstner guidò una delle più radicali trasformazioni aziendali della storia tech, riportando IBM da una crisi profonda a una posizione centrale nel mercato enterprise. Sotto la sua leadership, il valore di mercato dell’azienda passò da circa 29 miliardi di dollari a oltre 160 miliardi.

Lavoratori tech, robot umanoidi e nuovi equilibri
Negli Stati Uniti cresce un approccio più prudente all’attivismo dei lavoratori tecnologici, con dipendenti che iniziano a percepirsi come forza lavoro tradizionale più che come élite privilegiata. In parallelo, le startup di robot umanoidi ridimensionano le aspettative: nonostante miliardi di investimenti, i casi d’uso industriali e domestici restano limitati e i rischi di sicurezza impongono una maggiore cautela.
Data center, energia e pressione sull’infrastruttura
Gli sviluppatori di data center negli USA affrontano tempi di attesa fino a sette anni per l’accesso alla rete elettrica. Per sostenere la crescita dell’AI, molti ricorrono a turbine aeroderivative e generatori diesel, soluzioni più rapide ma meno efficienti, che aprono nuovi interrogativi ambientali e regolatori.
Capitali, startup e sicurezza digitale
Nel 2025 il finanziamento al venture capital in India è diminuito in modo sensibile, pur con una crescita selettiva delle startup AI. Zepto, attiva nella consegna rapida di generi alimentari, prepara un’IPO da circa 1,3 miliardi di dollari. Sul fronte della sicurezza, continua a crescere il ruolo di organizzazioni come Access Now, che attraverso il Digital Security Helpline forniscono supporto continuativo a giornalisti e attivisti colpiti da spyware governativi.


























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