Una nuova ricerca europea commissionata da Samsung evidenzia come, in Italia, la consapevolezza sulla privacy sia in crescita, ma rimanga ancora focalizzata quasi esclusivamente sullo smartphone, ignorando le minacce potenziali che provengono da altri dispositivi connessi all’interno delle abitazioni.
Paure concrete, ma percezione parziale
Secondo l’indagine, condotta su oltre 8.000 Millennial e Gen Z in Europa, quasi il 90% degli italiani è preoccupato per la privacy, con un 45% che dichiara un livello elevato di apprensione. Tuttavia, questa inquietudine si concentra prevalentemente sui telefoni, mentre il 36% dei giovani europei non pensa mai alla sicurezza degli elettrodomestici smart, pur essendo dispositivi capaci di raccogliere e trasmettere dati sensibili. Entro il 2028, le case intelligenti in Europa supereranno i 100 milioni, rendendo questa distrazione un rischio sempre più concreto.

Troppa complessità, poca educazione
La gestione della privacy viene percepita come una sfida: 1 italiano su 5 la considera eccessivamente complicata, mentre il 75% la vive come una fonte di stress. Nonostante l’importanza attribuita alla protezione dei dati (85% la considera cruciale al momento dell’acquisto di un device), solo l’11% si sente veramente preparato sul tema, e il 67% ritiene di non avere il controllo completo sui propri dati.
Molti si limitano ad accettare le impostazioni predefinite delle app (33%), senza comprenderle fino in fondo. Solo un terzo conosce realmente quali dati vengano raccolti da app e dispositivi, mentre cresce la sfiducia nei confronti dei brand tecnologici: il 13% degli italiani non crede che le aziende proteggano adeguatamente le proprie informazioni.
La paura blocca l’adozione dell’AI
La mancanza di fiducia ha un impatto diretto anche sull’adozione dell’Intelligenza Artificiale e della smart home: 1 italiano su 6 ha evitato di condividere dati tra dispositivi per timori legati alla sicurezza, mentre il 17% rinuncia a occasioni lavorative o eventi utili per mancanza di fiducia nella gestione dei dati. Eppure, 2 italiani su 3 sarebbero disposti ad abbracciare le tecnologie smart, se potessero comprenderne meglio i vantaggi e avere la certezza che i propri dati siano al sicuro.
Samsung risponde: trasparenza e sicurezza
In risposta a queste esigenze, Samsung ribadisce il proprio impegno per una tecnologia centrata sulla privacy. “La vera innovazione parte dalle persone”, dichiara il Dr. Seungwon Shin, EVP e responsabile del Security Team, “per questo lavoriamo affinché gli utenti possano esplorare le potenzialità dell’AI sentendosi protetti”.
Punto di forza dell’approccio Samsung è Knox, la piattaforma di sicurezza di livello governativo, ora estesa anche agli elettrodomestici smart (dal 2018 in poi). Con Knox Matrix, Samsung immagina un ecosistema interconnesso e protetto, dove i dispositivi si aiutano a vicenda nel difendere i dati, grazie anche a blockchain privata e crittografia post-quantistica (già attiva sulla serie Galaxy S25).
A questo si affianca Knox Vault, una zona hardware separata che custodisce le informazioni più sensibili, come PIN, password e dati biometrici, garantendo la protezione anche in caso di attacco al sistema principale.
Più strumenti, meno promesse
La ricerca mostra che gli italiani non si accontentano di rassicurazioni generiche: il 31% chiede maggiore trasparenza sull’utilizzo dei dati, mentre il 25% desidera informative semplici, comprensibili e facilmente accessibili. Samsung risponde con un approccio concreto alla privacy, che mette strumenti reali nelle mani degli utenti per gestire e personalizzare il proprio rapporto con la tecnologia.


























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