Una telefonata settimanale di circa 20 minuti da parte di un tutor, accompagnata da semplici messaggi di testo, può aiutare i bambini a proseguire l’apprendimento quando le scuole restano chiuse per lunghi periodi. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature, che ha valutato questo sistema in cinque Paesi durante le interruzioni scolastiche causate dalla pandemia di COVID-19.
La ricerca ha coinvolto complessivamente 16.936 famiglie in India, Kenya, Nepal, Filippine e Uganda. I risultati indicano che le telefonate individuali hanno prodotto miglioramenti significativi nell’apprendimento, mentre i messaggi di testo da soli hanno mostrato risultati più limitati e meno uniformi. Il metodo punta su uno strumento disponibile anche nei contesti dove l’accesso a Internet, computer e tablet resta limitato: il telefono cellulare.
Oltre 16.000 famiglie coinvolte
I ricercatori hanno condotto cinque studi randomizzati tra il 2020 e il 2022. In ogni famiglia ha partecipato un bambino della scuola primaria. Nella maggior parte dei Paesi gli studenti frequentavano classi comprese tra la terza e la quinta primaria, mentre in Kenya il progetto ha coinvolto bambini della prima e della seconda classe.
Ogni studio comprendeva un gruppo di controllo e un gruppo che riceveva sia SMS sia telefonate. In tutti i Paesi tranne l’India era presente anche un gruppo che riceveva soltanto messaggi di testo.
Gli SMS contenevano esercizi di matematica e sollecitazioni dedicate allo studio. Gli alunni inseriti nel programma completo ricevevano anche una telefonata settimanale da un tutor per otto o dodici settimane.
Le lezioni seguono il livello reale del bambino
Uno degli elementi centrali dell’esperimento riguarda il tipo di insegnamento. I tutor non applicavano lo stesso programma a tutti gli studenti.
Prima della lezione verificavano le capacità del bambino e poi proponevano esercizi adeguati al suo livello. Il percorso cambiava in base ai progressi registrati nel corso delle settimane.
Secondo gli autori, proprio questo adattamento rappresenta uno dei fattori che spiegano l’efficacia del programma. I dati raccolti nei diversi Paesi mostrano che i risultati sono migliorati anche con l’aumento della precisione con cui i tutor riuscivano a proporre esercizi coerenti con le competenze degli studenti.
L’effetto medio delle telefonate sui risultati scolastici è stato compreso tra 0,30 e 0,35 deviazioni standard, un valore considerato rilevante negli studi sull’efficacia degli interventi educativi.
Uganda e Filippine registrano i progressi maggiori
I miglioramenti più evidenti sono stati rilevati in Uganda e nelle Filippine.
In Uganda, all’inizio dello studio il 13% dei bambini inseriti nel programma con telefonate e SMS era capace di eseguire correttamente una divisione. Alla fine dell’intervento la percentuale aveva raggiunto il 48%.
Nel gruppo di controllo, invece, la quota di studenti capaci di svolgere lo stesso tipo di operazione è scesa dal 17% al 10%.
I ricercatori precisano che Uganda e Filippine sono stati tra gli ultimi Paesi nei quali il programma è stato sperimentato. Una parte del risultato potrebbe quindi dipendere anche dall’esperienza acquisita nel corso dei test precedenti.
I dati dello studio mostrano infatti un miglioramento progressivo della capacità dei tutor di identificare il livello corretto degli studenti: la precisione del sistema è passata dal 50,9% rilevato in Nepal all’81,5% medio registrato in Uganda.
Circa 11 dollari per ogni bambino
Il costo rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto. Secondo l’analisi riportata da Nature, l’intervento è costato circa 11 dollari per bambino.
Le stime indicano un rendimento equivalente a circa 3,6 anni di istruzione di alta qualità per ogni 100 dollari spesi. Nello studio scientifico gli autori arrotondano il risultato a circa quattro anni per 100 dollari.
Il dato assume particolare rilievo nei Paesi con risorse limitate, dove sistemi basati su videolezioni, computer o connessioni a banda larga possono risultare difficili da applicare su vasta scala.
Il telefono cellulare presenta invece una diffusione molto più ampia. Secondo i dati citati nello studio, nei Paesi a basso reddito meno del 15% delle famiglie dispone di un accesso a Internet, mentre oltre il 70% ha accesso a un telefono cellulare.
Il sistema funziona anche con gli insegnanti pubblici
In gran parte degli esperimenti i tutor provenivano da organizzazioni non governative. In Nepal e nelle Filippine il progetto ha però coinvolto anche insegnanti delle scuole pubbliche.
I ricercatori non hanno riscontrato differenze statisticamente significative tra i risultati ottenuti dagli studenti seguiti dagli insegnanti pubblici e quelli affidati ai tutor delle organizzazioni non governative.
Il dato suggerisce che il sistema possa essere integrato direttamente nelle strutture scolastiche esistenti, senza la necessità di creare una rete parallela di tutor.
Il modello ha già superato la fase sperimentale in alcuni territori. Lo Stato indiano del Karnataka lo ha inserito nelle normali attività scolastiche, mentre programmi basati sullo stesso approccio sono in fase di ampliamento nelle Filippine e in Botswana.
Non solo pandemie
Lo studio nasce dalle chiusure scolastiche causate dal COVID-19, ma gli autori ritengono che il metodo possa trovare applicazione anche in altre situazioni di emergenza.
Eventi climatici estremi, terremoti, conflitti e altre crisi possono interrompere l’accesso alla scuola per settimane o mesi. Secondo i ricercatori, oltre 222 milioni di bambini nel mondo sono esposti a interruzioni dell’istruzione collegate a crisi e situazioni di emergenza.
La diffusione dei telefoni cellulari permette di mantenere un contatto diretto tra insegnante e studente anche nei contesti nei quali le tradizionali piattaforme di didattica a distanza non risultano accessibili.
L’applicazione su larga scala presenta comunque alcuni ostacoli. Gli insegnanti devono ricevere una formazione specifica e avere tempo a disposizione per il rapporto individuale con gli studenti. Anche la possibilità delle famiglie di rispondere regolarmente alle telefonate e il supporto delle istituzioni possono incidere sull’efficacia del programma.





























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