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Le notizie tech del 3 novembre 2025: La Casa Bianca annuncia la fine dei controlli cinesi sulle terre rare, Google ritira il modello AI Gemma

La settimana si apre con una distensione storica tra Stati Uniti e Cina sul fronte tecnologico, la prima grande crisi di “hallucination” per un modello AI di Google e una nuova legge italiana destinata a cambiare l’accesso ai contenuti per adulti online. Mentre Nvidia e MediaTek continuano la loro corsa ai chip AI, il mercato globale si interroga sul potere sempre più concentrato delle big tech e sulle sfide etiche dell’intelligenza artificiale generativa.

Washington e Pechino trovano un accordo: fine ai controlli sulle terre rare

La Casa Bianca ha confermato che la Cina porrà fine ai controlli sulle esportazioni di terre rare imposti nel 2022 e 2025, e che chiuderà anche le indagini su alcune società statunitensi del settore dei chip.
L’intesa, definita da Bloomberg “una svolta strategica”, punta a stabilizzare le catene di approvvigionamento globali e a ridurre la tensione sul mercato dei semiconduttori. Il commentatore Scott Bessent ha ironizzato su X: “Gli Stati Uniti dormivano da trent’anni, ma ora sono ben svegli”.
Il documento ufficiale cita anche il caso Nexperia, confermando che la Cina consentirà la ripresa parziale dell’export di chip legacy prodotti localmente, cruciali per l’industria automobilistica mondiale.

Google ritira il modello AI Gemma dopo accuse di diffamazione

Google ha rimosso dal suo AI Studio il modello Gemma, dopo che la senatrice Marsha Blackburn ha denunciato pubblicamente la creazione di false accuse di violenza sessuale a suo carico generate dal sistema.
Il caso ha sollevato un dibattito acceso sulla sicurezza dei modelli generativi e sul rischio delle cosiddette hallucinations. Google ha ammesso che “Gemma ha prodotto affermazioni non verificate e link a siti inesistenti” e ha promesso di migliorare i controlli.
Si tratta di uno dei primi casi documentati in cui un modello open è stato accusato di danneggiare la reputazione di figure pubbliche, spingendo alcuni legislatori a chiedere regolamenti più severi sull’uso di AI generativa.

Nexperia rassicura: scorte sufficienti e ripresa dell’export

La controllata cinese di Nexperia ha dichiarato di avere scorte sufficienti per garantire le forniture “fino alla fine dell’anno e oltre”, nonostante la sospensione dei wafer da parte della casa madre olandese.
Parallelamente, il Financial Times riporta che la Cina consentirà la ripresa di parte dell’export di semiconduttori per evitare interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali, soprattutto nel settore automobilistico.
La vicenda Nexperia rappresenta un banco di prova per l’accordo commerciale raggiunto tra Pechino e Washington: una riapertura che potrebbe ridare ossigeno a un comparto sotto pressione per carenza di chip legacy.

Altman e Nadella: 100 miliardi di ricavi e un ecosistema AI da 3.000 miliardi

Nel podcast BG2, Sam Altman e Satya Nadella hanno approfondito i piani congiunti tra OpenAI e Microsoft. L’obiettivo? Raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi entro il 2027 e costruire un ecosistema AI globale da 3.000 miliardi di dollari.
I due leader hanno parlato di resilienza, sicurezza e trasparenza nella cooperazione tra infrastruttura cloud e intelligenza artificiale. Nadella ha confermato che i modelli GPT-5 e successivi saranno parte integrante dei servizi Microsoft per imprese e sviluppatori, mentre Altman ha ribadito la necessità di “un’AI sicura e allineata ai valori umani”.

Pornhub, YouPorn e OnlyFans: dal 12 novembre servirà la verifica dell’età

Dal 12 novembre 2025 entra in vigore la legge italiana che impone la verifica dell’età per accedere ai siti pornografici.
Il provvedimento, previsto dal Decreto Caivano, obbliga piattaforme come Pornhub, YouPorn e OnlyFans a certificare la maggiore età degli utenti tramite un sistema di “doppio anonimato” gestito da terze parti.
Non sarà più sufficiente cliccare “Ho più di 18 anni”: i gestori dovranno implementare procedure di controllo conformi alla delibera AGCOM 96/25/CONS, che vieta la raccolta diretta di dati personali ma impone una verifica certificata.

Israele introduce incentivi fiscali per trattenere i talenti tech

Il governo israeliano ha annunciato nuove agevolazioni fiscali per startup, fondi e investitori nel settore tecnologico.
L’obiettivo è contrastare la fuga di cervelli innescata dalla guerra e rilanciare l’attrattiva del Paese come hub per l’innovazione.
Secondo il Financial Times, il pacchetto include esenzioni per le plusvalenze su investimenti in società israeliane e crediti d’imposta per chi trasferisce la propria attività tecnologica in Israele entro il 2026.

AI e media: OpenAI Atlas evita i contenuti delle testate che la citano in giudizio

Il Columbia Journalism Review ha scoperto che il browser AI Atlas, sviluppato da OpenAI, sembra evitare contenuti provenienti da media che hanno avviato azioni legali contro la società, come The New York Times.
Atlas genera invece riassunti e parafrasi degli articoli, probabilmente per aggirare questioni di copyright. La scoperta apre un nuovo fronte etico nel rapporto tra editoria e intelligenza artificiale, con gli editori che chiedono compensazioni economiche per l’uso dei loro contenuti nei dataset.

Microsoft fatica a integrare i modelli di OpenAI nei propri servizi

Un’inchiesta di Bloomberg rivela che gli strumenti di intelligenza artificiale di Microsoft risultano ancora meno fluidi e coerenti rispetto a quelli di OpenAI.
Nonostante l’investimento miliardario e l’uso condiviso dei modelli GPT, Microsoft fatica a creare una esperienza AI unificata, frammentata tra Copilot, Office e Bing.
L’azienda lavora a un’integrazione più profonda, ma secondo alcuni analisti “la velocità dell’innovazione di OpenAI ha messo Microsoft nella posizione insolita di dover rincorrere il proprio partner”.

L’AI cambia il lavoro: le aziende scelgono modelli piccoli e specializzati

Il Wall Street Journal evidenzia un cambio di rotta: molte imprese, tra cui Meta, stanno preferendo modelli AI di dimensioni ridotte per compiti ripetitivi o interni, perché più economici e facili da controllare.
Mentre i modelli generativi di grandi dimensioni restano centrali per applicazioni creative, le aziende scelgono soluzioni “su misura” per assistenza clienti, analisi dati o gestione documentale.

L’AI alimenta il commercio globale

Il boom dei data center continua a trainare il commercio internazionale: secondo Oxford Economics, oltre il 60% della spesa americana in infrastrutture AI è destinato a importazioni da Taiwan, Corea del Sud e Vietnam.
Questi Paesi beneficiano della corsa all’intelligenza artificiale come nuovi poli produttivi, mentre Nvidia e MediaTek consolidano il loro ruolo nella filiera tecnologica globale.

Nvidia e MediaTek, protagoniste assolute dei chip AI

Nvidia fornirà oltre 260.000 GPU di ultima generazione al governo sudcoreano e ai colossi Samsung, Naver e SK Group, in un progetto sovrano di calcolo AI.
Allo stesso tempo, MediaTek ha annunciato che i ricavi provenienti dai suoi acceleratori ASIC AI raggiungeranno 1 miliardo di dollari nel 2026, dopo un +7,8% nel terzo trimestre 2025.
Le due aziende, una statunitense e una taiwanese, sono oggi i due poli complementari dell’ecosistema AI hardware mondiale.

Online harassment: l’AI come nuova arma di minaccia

Il New York Times ha documentato un allarmante aumento dei casi in cui strumenti di intelligenza artificiale vengono usati per creare minacce di morte realistiche, immagini e suoni falsificati, e pubblicarli sui social.
Le autorità statunitensi stanno valutando nuove normative penali per colpire chi utilizza modelli generativi a scopo intimidatorio, mentre le piattaforme social cercano soluzioni tecniche per rilevare i contenuti sintetici.

Il mistero di Thodex: morto in cella l’ex CEO Fatih Ozer

Il fondatore di Thodex, Faruk Fatih Ozer, è stato trovato morto nella sua cella in Turchia.
Ozer era stato condannato per truffa dopo il collasso dell’exchange nel 2021, che aveva lasciato migliaia di investitori senza fondi.
Le autorità locali parlano di suicidio, ma alcune fonti giornalistiche ipotizzano legami con reti criminali internazionali legate al riciclaggio in criptovalute.

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