musica preistoria

Comunicazione nella Preistoria in musica: voce, corpo, strumenti

La comunicazione nella Preistoria è anche musica.

La Preistoria è quell’arco temporale in cui la scrittura è assente e la necessità di comunicare è ugualmente molto forte.

L’uomo preistorico non scrive, disegna sui muri e suona pure, per il bisogno di esprimersi ed entrare in relazione con l’altro.

La musica a quei tempi proviene principalmente dalla natura e l’uomo preistorico cerca di imitarla con voce, corpo e materiali a disposizione.

Dallo scroscio degli alberi, il rumore della pioggia e il boato di un tuono, gli uomini preistorici prendono ispirazione. Credono che quei suoni abbiano origine divina e, mossi da un desiderio spirituale, li imitano in molti modi.

Utilizzano il corpo per emettere vibrazioni e comunicare il loro pensiero. Ad esempio, battono i piedi sul terreno e le mani contro il petto per dissuadere il nemico durante il combattimento.

Non solo, si danno anche alle danze in occasione delle celebrazioni, dei corteggiamenti e per pregare le divinità.

Dimostrazione di come sin dai tempi antichi nel sangue dell’uomo scorresse già il senso del ritmo e la volontà di far comunicazione nella Preistoria attraverso la musica.

Gli strumenti musicali per la comunicazione nella Preistoria

Per far musica i preistorici costruiscono i primi strumenti fatti di pietre e legni, sonagliere da scuotere realizzate con foglie e conchiglie, strumenti a pizzico costruiti con corde tese, strumenti ad aria come fischietti in osso o pietra, e flauti in bambù.

Questa è la base del linguaggio sonoro e della musica universale dell’uomo nella Preistoria.

Gli strumenti musicali che hanno favorito la comunicazione nella Preistoria e di cui si ha maggiore testimonianza sono i fischietti e i flauti, ricavati soprattutto da ossi cavi di uccello, d’aquila e di orsi delle caverne, capaci di riprodurre anche fino a 11 note diverse.

Strumento a raschio che affascina è il corno con le tacche che riproduce frequenze simili a quelle delle locuste, dei grilli, delle rane e delle cicale.

In quel momento storico trova spazio anche la tromba, ricavata da rami scavati e ossa di animali.

Mentre uno degli strumenti più stravaganti che arricchisce di musica quei tempi è l’arpa di terra, ricreata da una buca scavata nel terreno e ricoperta dalle cortecce degli alberi. Sulla stessa veniva stesa una corda legata ad un bastone fisso a terra, che veniva percossa e pizzicata così da riprodurre un insolito suono.

Se all’uomo preistorico mancava la parola, sicuramente non è venuta meno la capacità di esprimersi a partire dai suoni, che ci raccontano come la Musica lo accompagni sin dagli albori.

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Umanista-equilibrista nell’animo, con musica e scrittura nel sangue. Ideatrice e Redattrice di marmellataapezzi.it e SEO Specialist per il Corriere della Sera