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Le notizie tech dell’8 giugno: OpenAI prepara ChatGPT super-app, Apple fa i conti con l’AI


Dalla possibile trasformazione di ChatGPT in una super-app alla nuova fase della politica americana sull’intelligenza artificiale, la giornata tech dell’8 giugno ruota attorno al rapporto tra AI, infrastrutture, regolazione e modelli di business. Sullo sfondo restano la corsa alla capacità di calcolo, la pressione sui costi dell’AI e le prime ricadute concrete su lavoro, finanza e servizi digitali.

OpenAI vuole trasformare ChatGPT in una super-app

OpenAI prepara una revisione profonda di ChatGPT, con l’obiettivo di trasformarlo da chatbot generalista a piattaforma centrale per strumenti di coding, agenti AI, generazione di immagini e app partner. Secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da Reuters, il nuovo assetto dovrebbe arrivare nelle prossime settimane e punta a rendere ChatGPT un punto di accesso verso prodotti a margine più alto.

Il cambio di direzione riguarda anche il posizionamento commerciale della società. Codex, gli agenti AI e le integrazioni con servizi esterni dovrebbero avere maggiore visibilità nell’interfaccia, con una logica più vicina a quella di una piattaforma operativa che a quella di una semplice chat. Il dibattito su X ha accentuato questo passaggio: Kimmonismus parla di un ridisegno progressivo, Andrew Curran collega la mossa a possibili annunci imminenti, mentre Ed Zitron interpreta la strategia come il tentativo di costruire una “everything app” centrata sull’AI.

Sriram Krishnan lascia la Casa Bianca a fine giugno

Negli Stati Uniti, Sriram Krishnan ha annunciato che lascerà il ruolo di consigliere per l’AI alla Casa Bianca alla fine di giugno. La notizia, anticipata da The Information e confermata anche da Reuters, apre una nuova fase nella definizione della politica americana sull’intelligenza artificiale.

Krishnan ha scritto su X che, dopo una pausa, continuerà a lavorare sulle grandi sfide dell’AI per gli Stati Uniti. David Sacks ha ringraziato pubblicamente Krishnan per il lavoro svolto nell’amministrazione, mentre Dan Primack ha riferito che il prossimo passo potrebbe essere una struttura dedicata a consulenza e policy sull’intelligenza artificiale. Secondo le indiscrezioni, l’iniziativa avrebbe un orientamento vicino all’area pro-Trump.

Kalshi e Polymarket nel caso dei post sulla frode elettorale a Los Angeles

Kalshi e Polymarket sono finite al centro di un caso politico-mediatico dopo la pubblicazione di post sponsorizzati su X da parte di influencer legati ai prediction market. Secondo Semafor, alcuni contenuti hanno promosso teorie infondate su presunte frodi nelle elezioni municipali di Los Angeles.

Kalshi ha dichiarato di aver chiesto agli influencer pagati di rimuovere i post contestati. Marshall Cohen ha segnalato la circolazione di accuse false su presunti voti “rubati” e conteggi “impossibili”, mentre Max Tani ha riferito che Polymarket non ha risposto alle richieste di commento. Anche l’ufficio del governatore Gavin Newsom ha criticato l’uso dei prediction market in contenuti che alimentano sfiducia nelle procedure elettorali.

Apple avrebbe ammesso i propri ritardi sull’AI

Secondo Mark Gurman di Bloomberg, in una riunione riservata con i senior executive all’inizio del 2025 Apple avrebbe riconosciuto internamente le difficoltà accumulate sull’intelligenza artificiale. Nello stesso periodo, Tim Cook avrebbe assunto un ruolo più diretto nella definizione della roadmap AI dell’azienda.

La Worldwide Developers Conference di Apple torna la settimana dell'8  giugno - Apple (IT)

Il tema pesa sulla vigilia della WWDC 2026, appuntamento nel quale Apple deve mostrare come intende recuperare terreno dopo il lancio complesso di Apple Intelligence e i ritardi collegati alla nuova generazione di Siri. La questione resta centrale anche per il posizionamento futuro dell’iPhone, perché l’AI sta diventando sempre più una componente strutturale dell’esperienza mobile.

ASML sostiene la sovranità tecnologica europea, ma chiede meno controllo pubblico

Il CEO di ASML, Christophe Fouquet, ha accolto positivamente i piani europei sulla sovranità tecnologica, ma ha espresso riserve sul possibile ruolo della Commissione europea nel guidare e monitorare i progetti strategici. La posizione è stata riportata da Reuters dopo un intervento pubblico del manager.

Secondo Fouquet, il rafforzamento dell’ecosistema tecnologico europeo richiede interventi rapidi e concreti, ma i progetti sostenuti da aiuti pubblici dovrebbero restare il più possibile guidati dall’industria. Il punto riguarda in particolare semiconduttori, cloud e infrastrutture strategiche, aree nelle quali l’Unione europea cerca maggiore autonomia rispetto a Stati Uniti e Asia.

Google Cloud usa SpaceX come capacità ponte per Gemini Enterprise

Google Cloud ha definito l’accordo di calcolo con SpaceX una soluzione “di breve periodo” pensata per coprire la domanda crescente di Gemini Enterprise. Secondo le informazioni emerse, l’intesa servirà a garantire capacità infrastrutturale aggiuntiva in attesa di un’espansione più stabile delle risorse cloud.

Il dato conferma la pressione crescente sulla capacità di calcolo legata all’AI generativa. I grandi modelli richiedono GPU, memoria e data center in quantità sempre più elevate, e anche aziende con infrastrutture estese come Google ricorrono ad accordi esterni per gestire i picchi di domanda.

Raspberry Pi corre in Borsa dopo la revisione delle stime

Raspberry Pi ha chiuso in forte rialzo il 5 giugno, con un aumento superiore al 27%, dopo aver comunicato una previsione di EBITDA adjusted di almeno 38 milioni di dollari nel primo semestre. Il dato mette la società sulla traiettoria per superare le attese degli analisti sull’intero esercizio.

Il risultato riflette una domanda sostenuta per hardware compatto e a basso costo, in un contesto nel quale edge computing, AI leggera e automazione continuano ad alimentare interesse per dispositivi programmabili e flessibili. La società resta però esposta all’andamento dei prezzi della memoria, un fattore che incide su margini e disponibilità dei prodotti.

Zcash crolla dopo la disclosure di una vulnerabilità del 2022

Il token privacy Zcash ha registrato un forte calo dopo la divulgazione di una vulnerabilità nel pool schermato Orchard, attiva dal 2022. Secondo quanto riportato da Coindesk e dalla comunità Zcash, il bug avrebbe potuto consentire la creazione non rilevabile di token ZEC contraffatti.

La vulnerabilità è stata individuata da Taylor Hornby il 29 maggio 2026 e corretta con un intervento d’emergenza completato a inizio giugno. La vicenda riapre il tema della verificabilità nei sistemi privacy-preserving: quando una blockchain protegge in modo forte l’anonimato delle transazioni, diventa più complesso dimostrare a posteriori l’assenza di abusi.

L’amministrazione Trump spinge l’AI nella sanità

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump sta accelerando l’integrazione dell’AI nel sistema sanitario. Secondo il Washington Post, tra le misure allo studio o già avviate figurano percorsi regolatori accelerati presso la FDA per tecnologie digitali sanitarie, inclusi chatbot AI e dispositivi indossabili.

Il dossier mostra la volontà di usare strumenti digitali per monitoraggio, prevenzione e gestione delle malattie croniche. Allo stesso tempo, il ricorso ad applicazioni AI in ambito sanitario pone questioni su accuratezza, responsabilità clinica, protezione dei dati e supervisione medica.

OpenAI introduce Lockdown Mode contro i prompt injection attack

OpenAI ha avviato il rollout di Lockdown Mode, una modalità opzionale pensata per offrire protezioni aggiuntive contro gli attacchi di prompt injection. La funzione limita alcune capacità del sistema per ridurre il rischio che istruzioni malevole, nascoste in pagine web, file o contenuti esterni, possano portare all’esfiltrazione di dati.

Il tema è rilevante perché gli agenti AI accedono sempre più spesso a documenti, browser, strumenti aziendali e servizi connessi. Più un assistente può agire su contenuti esterni, più cresce la necessità di controlli che separino le istruzioni legittime dell’utente da quelle introdotte da terze parti.

La polizia britannica fermata sull’uso dell’AI nei documenti per i tribunali

Diverse forze di polizia in Inghilterra e Galles sono state invitate a sospendere l’uso di sistemi AI per preparare dichiarazioni da usare in tribunale. Secondo il Financial Times, la decisione nasce dal timore che output imprecisi possano contaminare procedure giudiziarie.

Il caso mostra il limite più sensibile dell’automazione generativa: nei contesti legali, un errore testuale può avere effetti diretti su prove, dichiarazioni e responsabilità processuali. Le autorità chiedono quindi standard di accuratezza, tracciabilità e verifica prima dell’uso operativo in attività collegate alla giustizia penale.

L’AI spinge il debito degli hyperscaler

La corsa all’infrastruttura AI continua a passare anche dal mercato obbligazionario. Secondo Bloomberg, a maggio l’offerta di bond non garantiti da parte degli hyperscaler ha raggiunto 155 miliardi di dollari da inizio anno, oltre il 45% in più rispetto all’intero 2025.

Alcune emissioni legate all’infrastruttura AI risultano sottoscritte fino a quattro volte l’offerta disponibile. Il dato segnala la disponibilità degli investitori a finanziare data center, GPU e reti energetiche, ma evidenzia anche il crescente legame tra sviluppo dell’AI e indebitamento delle grandi piattaforme cloud.

I costi dell’AI restano opachi per molte aziende

Un sondaggio KPMG citato dal Wall Street Journal indica che solo il 26% delle aziende ha una visione completa dei propri costi AI. Il 50% dichiara di avere una visibilità parziale, mentre il 22% non ha visibilità o scopre i costi solo al momento della fatturazione.

La transizione verso modelli di prezzo basati sui token rende la spesa meno prevedibile rispetto al software tradizionale. Per i CFO, la difficoltà sta nel misurare consumo, ritorno dell’investimento e crescita dei costi operativi legati ad agenti, modelli generativi e applicazioni interne.

Teleperformance sotto pressione per il rischio automazione

Teleperformance, il maggiore gruppo quotato in Europa nei servizi di customer service, è diventato uno dei titoli più shortati del continente. Secondo il Financial Times, gli hedge fund scommettono sull’impatto dell’AI generativa sui call center e sui servizi di outsourcing.

Il ragionamento degli investitori è diretto: molte attività ripetitive di assistenza clienti possono passare a chatbot, agenti vocali e sistemi automatici. Le società del settore sostengono di poter integrare l’AI nei propri servizi, ma il mercato chiede prove concrete sulla capacità di difendere margini e volumi.

Nel wealth management l’AI alleggerisce i compiti ripetitivi

Nel settore della gestione patrimoniale, l’AI per ora non sostituisce i consulenti, ma riduce il peso delle attività più ripetitive. Secondo Bloomberg e altre analisi di settore, gli strumenti generativi aiutano nella preparazione di documenti, sintesi, analisi preliminari e gestione delle richieste ricorrenti.

Il valore per i wealth manager sta nella possibilità di dedicare più tempo alla relazione con il cliente e alla consulenza personalizzata. Il punto critico resta la supervisione: dati finanziari, profilazione del rischio e indicazioni di investimento richiedono controlli accurati e responsabilità umana.

DeepMind, Epoch AI e il tema della scarsità dopo l’AGI

Nel podcast di Dwarkesh Patel, Alex Imas, Director of AGI Economics di Google DeepMind, e Phil Trammell di Epoch AI hanno discusso cosa potrebbe restare scarso in uno scenario di AGI. La conversazione affronta redistribuzione della ricchezza, valore del lavoro umano e beni difficili da replicare anche in un’economia ad alta automazione.

Il tema si collega al dibattito più ampio sull’impatto macroeconomico dell’AI avanzata. Anche se i sistemi intelligenti potessero aumentare drasticamente produttività e capacità produttiva, non tutte le risorse diventerebbero abbondanti allo stesso modo: terra, fiducia, status, accesso fisico e alcune competenze relazionali potrebbero mantenere un valore specifico.

PayPay entra nelle assicurazioni vita

Sul fronte M&A, PayPay, app di pagamento controllata dall’ecosistema SoftBank, acquisirà il 70,2% di T&D Financial Life Insurance per circa 840 milioni di dollari. L’operazione dovrebbe chiudersi nell’ottobre 2027, dopo le autorizzazioni necessarie.

La mossa porta PayPay oltre i pagamenti digitali e rafforza la sua presenza nei servizi finanziari. L’obiettivo è integrare assicurazioni, pagamenti, banking e servizi di investimento in un’unica piattaforma, con una logica simile a quella già vista nelle super-app asiatiche.

Bouygues, Orange e Free-Iliad firmano per acquisire SFR

In Francia, Bouygues Telecom, Orange e Free-Iliad hanno firmato un memorandum d’intesa con Altice France per acquisire SFR per 20,35 miliardi di euro, debito incluso. Secondo Reuters, il closing è atteso nella seconda metà del 2027, previa approvazione regolatoria.

L’operazione ridurrebbe il mercato mobile francese da quattro a tre grandi operatori. Per questo sarà osservata con attenzione dalle autorità di concorrenza francesi ed europee, con possibili richieste su prezzi, occupazione, investimenti e accesso alle reti.

I documenti FOIA riaccendono il caso dei driver Amazon

Documenti ottenuti tramite FOIA mostrano il livello di controllo esercitato da Amazon sui driver delle consegne che l’azienda considera non dipendenti diretti. Secondo Bloomberg, il caso era al centro di una vertenza del National Labor Relations Board, poi orientata verso un accordo favorevole ad Amazon.

La vicenda rientra nel dibattito sul lavoro nelle piattaforme logistiche. Il nodo riguarda il rapporto tra controllo operativo, appalti, status occupazionale e responsabilità dell’azienda principale nelle condizioni di lavoro degli autisti.

Uber impegna quasi 500 milioni di dollari su Nuro

Uber avrebbe impegnato quasi 500 milioni di dollari nella startup di guida autonoma Nuro, secondo Reuters. L’investimento offre a Nuro una nuova finestra finanziaria per portare la propria tecnologia verso una scala commerciale.

L’accordo si inserisce nella strategia di Uber sui robotaxi, dopo anni di arretramento diretto dalla guida autonoma. La società punta ora su partnership tecnologiche e industriali, con Nuro per il software autonomo e altri partner per veicoli e distribuzione del servizio.

CXMT non vende DDR5 a prezzi molto inferiori ai rivali

Nel mercato delle memorie, fornitori citati da Wccftech affermano che i prezzi DDR5 di CXMT sono allineati a quelli di Samsung, SK Hynix e Micron. Il vantaggio del produttore cinese sarebbe soprattutto la disponibilità per il mercato client, dato che non sta concentrando la produzione sulla memoria HBM per l’AI.

Il dato ridimensiona l’idea di una DDR5 cinese molto più economica. In una fase segnata da domanda elevata per data center e AI, la disponibilità conta quanto il prezzo, soprattutto per PC, notebook e dispositivi consumer.

LinkedIn prova a uscire dall’immagine “cringe”

LinkedIn sta cambiando identità editoriale e sociale. Secondo il New York Times, la piattaforma sta corteggiando influencer di alto profilo e creator capaci di costruire pubblico su temi compatibili con il contesto professionale.

Il risultato è una trasformazione verso un social network più vicino alla creator economy, ma con confini più aziendali rispetto a TikTok, Instagram o X. Il cambiamento passa da contenuti su carriera, produttività, leadership personale, economia del lavoro e narrazioni professionali, spesso oggetto di ironia su altri social.

In India cresce il fatturato IT, ma non l’occupazione

I dati di settore citati da The Economic Times mostrano che le sei maggiori società IT indiane hanno portato i ricavi complessivi da 95,9 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2023 a 103,1 miliardi nell’anno fiscale 2026, mentre l’organico è rimasto sostanzialmente stabile attorno a 1,9 milioni di persone.

Il quadro suggerisce una crescita con minore assorbimento occupazionale. Automazione, AI, centri di competenza globali e pressione sui margini permettono alle grandi società di aumentare i ricavi senza espandere in modo proporzionale la forza lavoro.

In Giappone cala il funding seed per le startup

Secondo Kepple, il funding seed per le startup giapponesi è sceso del 42% nel 2025, fino a 124 milioni di dollari, il livello più basso degli ultimi dieci anni. Il calo si collega anche alla scelta della Tokyo Stock Exchange di rendere più selettive le quotazioni delle società più piccole.

Gli investitori sembrano spostare capitale verso startup più mature, con percorsi di crescita più misurabili e maggiore probabilità di accesso ai mercati. Per l’ecosistema giapponese, il rischio è una minore disponibilità di capitale nella fase iniziale, proprio nel momento in cui AI, semiconduttori e software industriale richiedono investimenti anticipati.

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