Il mercato globale dei dispositivi indossabili è destinato a quasi raddoppiare nel giro di sei anni. Secondo le stime contenute nel nuovo report “Wearable Tech (2026)” di GlobalData, il valore dell’industria passerà dai 117,4 miliardi di dollari del 2024 ai 232,2 miliardi di dollari entro il 2030. Alla base di questa crescita ci sono soprattutto smartwatch e dispositivi audio indossabili, spinti dalla domanda di funzioni legate al monitoraggio della salute e dall’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale.
Smartwatch e hearables come pilastri della crescita
Gli smartwatch continuano a rappresentare uno dei segmenti più solidi del comparto wearable. Le funzionalità dedicate alla salute, dal controllo dei parametri vitali al supporto per il benessere quotidiano, restano un fattore determinante nelle scelte dei consumatori. A questo si affianca la diffusione degli hearables, che beneficiano dell’evoluzione dell’audio intelligente e di un uso sempre più frequente in contesti lavorativi e personali.
Secondo l’analisi di GlobalData, la presenza dell’AI consente a questi dispositivi di superare il ruolo di semplici strumenti di rilevazione, trasformandoli in assistenti in grado di fornire indicazioni personalizzate e di integrarsi con altri servizi digitali.
Smart glasses in accelerazione, anelli intelligenti in arrivo
Il segmento con il tasso di crescita più elevato da qui al 2030 risulta quello degli smart glasses. La maggiore disponibilità di modelli, l’ampliamento dei casi d’uso sia consumer sia enterprise e le capacità multimodali dell’intelligenza artificiale favoriscono una progressiva adozione. In parallelo, nuovi form factor come gli smart ring iniziano a guadagnare spazio, con la possibilità di sottrarre terreno ai fitness tracker tradizionali grazie a dimensioni ridotte e a un utilizzo più discreto.
Diversa la situazione per i visori di realtà aumentata e virtuale. AR e VR continuano a scontare limiti legati ai costi elevati, a design ancora ingombranti e a una carenza di applicazioni realmente convincenti per il grande pubblico.
Strategie divergenti tra i grandi player
Il panorama competitivo vede i principali produttori muoversi in modo differenziato. Aziende con ecosistemi hardware e software consolidati, come Apple e Samsung Electronics, risultano meglio posizionate per intercettare le opportunità dei prossimi anni. Samsung, in particolare, ha ampliato il proprio portafoglio entrando nel mercato degli smart ring nel 2024 e in quello dei visori AR nel 2025.
Al contrario, altri gruppi scelgono di ridurre l’impegno sull’hardware. Microsoft ha interrotto la produzione del visore HoloLens 2 nel 2024, segnalando un orientamento verso soluzioni software e servizi di mixed reality piuttosto che verso dispositivi fisici.
AI wearable: integrazione prima dell’autonomia
Le prime generazioni di dispositivi indossabili basati esclusivamente sull’intelligenza artificiale non hanno mantenuto le aspettative. Prodotti come Humane AI Pin e Rabbit R1 hanno replicato funzioni già disponibili su smartphone e smartwatch, senza offrire un’esperienza superiore. Prestazioni limitate, interazione ridotta e autonomia contenuta ne hanno frenato l’adozione.
Secondo GlobalData, l’evoluzione più credibile nel breve periodo passa dall’integrazione dell’AI nei dispositivi già esistenti. Con modelli linguistici sempre più rapidi e capaci di gestire input vocali, testuali e visivi, smartwatch, auricolari e smart glasses possono evolvere in assistenti attivi, in grado di proporre promemoria, riassumere informazioni e supportare l’utente in modo più contestuale.



























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