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Smart working: ENEA stima fino al 75% di emissioni in meno


Il lavoro da remoto può ridurre fino al 75% le emissioni legate al confronto tra spostamenti casa-lavoro e consumi domestici aggiuntivi. È il risultato che ENEA mette in evidenza in uno studio realizzato con la Banca d’Italia, basato su 4.255 risposte del personale dell’istituto. Il beneficio deriva soprattutto dai tragitti evitati, il cui impatto supera quello dell’energia utilizzata in più a casa.

Il comunicato inglese diffuso da ENEA il 1° ottobre 2026 riprende la ricerca pubblicata dalla Banca d’Italia il 23 gennaio, nella collana Questioni di Economia e Finanza. L’indagine risale al 2023: delle 4.255 risposte raccolte, 3.089 erano complete e 1.166 parziali. I risultati descrivono quindi il caso dell’istituto, con le sue sedi, le abitudini del personale e le regole sul lavoro a distanza.

Il confronto tra pendolarismo e lavoro da remoto

Le emissioni medie giornaliere per gli spostamenti casa-lavoro ammontano a 4,1 chilogrammi di CO₂ equivalente per dipendente. Una giornata a distanza comporta invece 1,1 chilogrammi di CO₂ equivalente per i consumi domestici aggiuntivi di riscaldamento, raffrescamento, computer e illuminazione. La CO₂ equivalente esprime con una misura comune l’impatto climatico dei diversi gas serra.

Sulla base dei valori medi arrotondati, la differenza è di circa 3 chilogrammi al giorno, pari a una riduzione di circa il 73%. ENEA presenta il risultato come un taglio fino al 75%, poiché i consumi aggiuntivi a casa generano circa un quarto delle emissioni degli spostamenti. Il confronto riguarda queste componenti, non l’intera impronta ambientale di una giornata lavorativa.

Riscaldamento e raffrescamento pesano più del computer

Il 63% delle emissioni domestiche aggiuntive dipende dal riscaldamento degli ambienti e il 29% dal raffrescamento. Computer e illuminazione incidono complessivamente per l’8%. La climatizzazione ha dunque un peso maggiore rispetto all’uso della postazione informatica.

Lo studio propone anche fattori di emissione distinti per zona climatica. Alcuni valori sono mediati sull’anno e possono essere applicati a ciascuna giornata a distanza, a prescindere dal mese. Questa impostazione serve al calcolo annuale e non implica che il riscaldamento e il condizionatore consumino la stessa quantità di energia in tutte le stagioni.

Quanto incidono i tragitti e i mezzi utilizzati

Il tragitto medio di sola andata tra casa e ufficio misura 22,2 chilometri e richiede circa 42 minuti. Per il gruppo in telelavoro, che svolge l’attività prevalentemente da casa, la distanza media per raggiungere la sede sale a 78,4 chilometri, con un tempo di circa 87 minuti.

Treno e auto privata coprono rispettivamente il 39% e il 38% dei chilometri percorsi. Si tratta di quote delle distanze, non delle percentuali di dipendenti che scelgono ciascun mezzo. Tra le automobili utilizzate, il 70% ha un motore a benzina o gasolio, il 14% è ibrido tradizionale e il 10% usa GPL o metano. Ibride plug-in ed elettriche rappresentano il 3% ciascuna.

Il 13% del personale raggiunge l’ufficio esclusivamente a piedi. Una quota complessiva poco inferiore al 4% utilizza motoveicoli, biciclette o monopattini elettrici.

I dati per il calcolo delle emissioni aziendali

Secondo il gruppo di ricerca ENEA, il metodo può aiutare altre istituzioni e imprese a stimare le emissioni indirette associate al lavoro da remoto. Le aziende possono utilizzare il fattore medio come riferimento oppure acquisire informazioni sui propri dipendenti e applicare valori coerenti con le zone climatiche delle abitazioni.

Nel caso della Banca d’Italia, nel 2024 la somma delle emissioni legate a pendolarismo e lavoro a distanza è risultata inferiore del 31,5% rispetto al 2019. È un dato complessivo distinto dal confronto tra una singola giornata in ufficio e una da remoto.

Anche l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) include il lavoro da casa, quando compatibile con le mansioni, tra le misure utili a ridurre la domanda di carburanti per gli spostamenti e ad attenuare gli effetti dei rincari sui consumatori.

Fonti

ENEA, comunicato del 1° ottobre 2026; Banca d’Italia, Questioni di Economia e Finanza n. 999, con testo integrale dello studio; IEA, misure per contenere la domanda di petrolio e la pressione sui prezzi.

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