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AI al lavoro: quattro su dieci la usano ogni settimana


L’AI al lavoro è un’abitudine almeno settimanale per il 41% dei lavoratori intervistati da PwC: il 22% usa strumenti di intelligenza artificiale generativa ogni giorno, mentre il 19% li utilizza ogni settimana. Il dato è al centro del grafico pubblicato da Statista nella newsletter del 29 settembre, dedicata anche agli ostacoli all’adozione e alla diffusione degli agenti AI.

La ricerca di riferimento è la Global Workforce Hopes and Fears Survey 2026, pubblicata da PwC il 29 settembre. L’indagine ha raccolto le risposte di 49.364 lavoratori in 48 Paesi e regioni, attivi in 29 settori, tra maggio e giugno 2026. I risultati sono stati ponderati in base alla distribuzione per età e genere della popolazione lavorativa nei diversi territori.

L’uso dell’AI cresce, ma resta disomogeneo

Il 64% degli intervistati dichiara di aver utilizzato strumenti di AI nel proprio lavoro negli ultimi dodici mesi, dieci punti percentuali in più rispetto al 2025. L’impiego quotidiano dell’AI generativa passa invece dal 14% al 22%, con una crescita di otto punti.

La frequenza di utilizzo distingue chi ha inserito questi strumenti nella propria routine professionale da chi li sperimenta solo occasionalmente. Nel grafico di Statista, il 36% degli intervistati dichiara di non aver mai usato strumenti di AI generativa al lavoro nell’ultimo anno.

Grafico Statista sulla frequenza di utilizzo dell’AI generativa e degli agenti AI al lavoro, su dati PwC 2026
Grafico originale diffuso nella newsletter Statista del 29 settembre 2026. Fonte: PwC, Global Workforce Hopes and Fears Survey 2026. Credito: Statista / Felix Richter. Licenza CC BY-ND. Grafico e fonte Statista.

Gli agenti AI hanno una diffusione più limitata

Gli agenti AI restano meno diffusi degli strumenti di AI generativa. Il grafico indica un utilizzo quotidiano per il 10% degli intervistati e settimanale per il 15%, mentre il 48% dichiara di non averli mai usati al lavoro negli ultimi dodici mesi.

La distinzione riguarda il tipo di attività: gli strumenti generativi producono contenuti o risposte a una richiesta; gli agenti possono eseguire sequenze di compiti, con diversi livelli di supervisione umana. I dati mostrano che questa seconda modalità di impiego ha ancora una presenza più circoscritta nella routine lavorativa.

Accuratezza e opportunità sono i principali ostacoli

Secondo l’elaborazione di Statista, i dubbi sull’accuratezza e sulla qualità dei risultati rappresentano la barriera più citata all’uso dell’AI: la indica il 25% degli intervistati. PwC rileva che la quota sale al 31% tra chi utilizza l’AI generativa ogni giorno.

La mancanza di occasioni per applicare l’AI al proprio lavoro è segnalata dal 23% del campione e dal 34% di chi non la utilizza. La diffusione dipende quindi anche dalle attività disponibili, dall’accesso agli strumenti e dalle possibilità di sviluppare competenze.

In Italia l’uso settimanale si ferma al 31%

La componente italiana della ricerca registra un 31% di utilizzo quotidiano o settimanale dell’AI generativa, contro il 41% globale. Il 53% dei lavoratori italiani dichiara di aver utilizzato strumenti di AI sul lavoro negli ultimi dodici mesi: dodici punti percentuali in più rispetto al 2025, ma una quota inferiore al 64% mondiale.

Resta anche un divario nell’accesso alla formazione. Solo il 40% degli intervistati italiani afferma di disporre delle risorse necessarie per apprendere e sviluppare nuove competenze, rispetto al 51% globale. Nel campione italiano la quota scende al 32% tra chi occupa posizioni iniziali e al 39% tra i lavoratori senza ruoli manageriali.

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