Le notizie tech del 26 dicembre: Apple apre agli store alternativi in Brasile, Xiaomi alza svela il 17 Ultra

La giornata del 26 dicembre mette in evidenza tre traiettorie centrali per il settore tecnologico globale: la progressiva erosione del controllo di Apple sugli ecosistemi mobile sotto la spinta regolatoria, l’escalation hardware di Xiaomi nella fascia ultra-premium e il consolidamento di Nvidia come perno infrastrutturale dell’intelligenza artificiale. Attorno a questi snodi si muovono dati su filiere industriali, guida autonoma, finanza AI e politiche digitali che aiutano a leggere le tensioni strutturali del settore.

Apple e app store alternativi: accordo con il Brasile e nuove commissioni

Apple ha raggiunto un’intesa con l’autorità antitrust brasiliana che consente l’apertura di app store alternativi su iOS nel Paese. Secondo quanto riportato, la società applicherà una commissione del 5% agli store alternativi e una fee del 15% sui pagamenti effettuati tramite link esterni dall’App Store. Il modello ricalca quello adottato in altre giurisdizioni ma conferma una strategia di adattamento selettivo alle pressioni normative, con condizioni che restano onerose per sviluppatori e piattaforme concorrenti. Il punto più controverso resta la commissione applicata ai link esterni, che molti operatori considerano un freno alla reale contendibilità del mercato. L’accordo brasiliano rafforza la tendenza verso un iOS sempre più frammentato sul piano regolatorio, con regole differenti a seconda dei Paesi.

Xiaomi 17 Ultra: fotografia estrema e posizionamento globale

Xiaomi ha presentato in Cina il nuovo Xiaomi 17 Ultra, smartphone di fascia altissima con prezzo superiore ai 999 dollari e una chiara focalizzazione sul comparto fotografico. Il dispositivo integra un sensore principale da 1 pollice, un teleobiettivo periscopico da 200 megapixel e una collaborazione Leica che, nella versione speciale, introduce una ghiera meccanica per lo zoom.

Il lancio rafforza l’ambizione di Xiaomi di competere direttamente con Apple e Samsung nella fascia più alta del mercato, puntando su specifiche hardware avanzate, resistenza certificata e capacità video orientate anche a un uso professionale. L’azienda ha già confermato l’arrivo globale del modello, segnale di una strategia sempre meno centrata solo sul mercato cinese.

Nvidia e Groq: licensing, integrazione e consolidamento AI

Nvidia ha siglato un accordo di licensing con Groq, startup specializzata in chip per l’inferenza AI che ha raccolto circa 1,8 miliardi di dollari. L’intesa prevede pagamenti a dirigenti e investitori di Groq e l’ingresso di parte del team tecnico in Nvidia per supportare l’integrazione della tecnologia, mentre GroqCloud continuerà a operare in modo indipendente. L’operazione conferma la strategia di Nvidia di rafforzare il proprio controllo sull’ecosistema AI non solo attraverso lo sviluppo interno, ma anche tramite l’assorbimento di soluzioni complementari. Il risultato è un ulteriore consolidamento del potere infrastrutturale nelle mani di pochi attori.

Huawei e la filiera cinese: cresce l’autosufficienza industriale

Un’analisi dei nuovi Huawei Mate 70 Pro e Pura 80 Pro mostra che il 57% dei componenti è di produzione cinese, contro il 32% di modelli comparabili nel 2023. Il dato segnala un’accelerazione nella strategia di localizzazione della supply chain, nonostante le restrizioni statunitensi sulle tecnologie avanzate.

Robotaxi: Tesla resta indietro rispetto a Waymo

Nel confronto sulla guida autonoma, Tesla risulta ancora distante da Waymo ad Austin. Il servizio di robotaxi di Tesla opera con un numero limitato di veicoli e con safety driver a bordo, mentre Waymo gestisce una flotta molto più ampia senza supervisione umana diretta.

Il divario evidenzia come la maturità operativa resti un fattore decisivo, al di là delle promesse legate all’autonomia basata solo su software e sensori standard.

Intelligenza artificiale e capitale: nuovi miliardari e concentrazione degli investimenti

Nel 2025 il settore AI ha creato oltre 50 nuovi miliardari, mentre gli investimenti globali in startup legate all’intelligenza artificiale hanno superato i 200 miliardi di dollari, pari a circa la metà del venture capital mondiale. La crescita rispetto al 2024 è netta e conferma l’AI come principale motore finanziario dell’industria tecnologica.

Altre notizie rilevanti della giornata

Negli Stati Uniti un giudice federale ha temporaneamente bloccato il tentativo dell’amministrazione Trump di detenere Imran Ahmed, CEO del Center for Countering Digital Hate, uno dei cittadini europei colpiti da restrizioni per presunte attività di censura. Nel settore crypto, le operazioni di M&A hanno raggiunto 8,6 miliardi di dollari nel 2025, con un forte aumento anche delle IPO. Nel campo della mobilità autonoma emerge il ruolo crescente di operatori umani impiegati per intervenire manualmente sui robotaxi in difficoltà, mentre sul fronte della formazione tecnologica e della ricerca continuano le riflessioni su AI, potere e impatti sociali di lungo periodo.

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