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Emergenza sonno in Italia: 1 italiano su 4 mostra sintomi di apnee notturne


Secondo una nuova analisi diffusa da Withings il 16 marzo 2026, nel campione italiano osservato il 25% degli utenti ha mostrato sintomi compatibili con apnee notturne lievi nel corso del 2025. Nello stesso periodo, la durata media del sonno in Italia si è fermata a 6 ore e 58 minuti, in calo rispetto alle 7 ore e 5 minuti rilevate nel 2024. Il dato arriva da un’analisi su 696.066 notti raccolte tramite dispositivi dell’azienda e fotografa un peggioramento sia nella quantità sia nella qualità del riposo nel campione esaminato. Il quadro, va precisato, riguarda utenti Withings e non l’intera popolazione italiana. Resta però un indicatore utile per osservare alcune tendenze. Nello stesso studio, l’Italia si colloca sopra Francia e Germania per incidenza di sintomi di apnea notturna lieve: 25% contro 18% e 17%. Sempre nel campione analizzato, il punteggio medio del sonno è sceso da 71 a 69 in un anno.

Gli over 50 e gli uomini risultano più esposti

Dall’analisi emerge anche una relazione piuttosto netta con l’età. L’età media degli utenti italiani che presentano sintomi di apnee notturne lievi è pari a 58 anni, a fronte di un’età media complessiva del campione italiano di 53 anni. Il dato suggerisce una maggiore diffusione del fenomeno dopo i 50 anni, in linea con quanto osservato anche in altre ricerche sul sonno ostruttivo.

La differenza tra uomini e donne appare marcata. Secondo Withings, nel campione italiano il 28% degli uomini mostra sintomi di apnee notturne lievi, contro il 16% delle donne. Sul piano clinico, le differenze di prevalenza possono dipendere da più fattori, tra cui peso corporeo, anatomia delle vie aeree superiori, controllo della respirazione, assetto ormonale e invecchiamento.

Meno ore di sonno e qualità in calo

Lo studio evidenzia anche un progressivo arretramento della qualità del riposo. Il Sleep Score elaborato da Withings combina diversi parametri, tra cui frequenza cardiaca notturna, durata totale del sonno, ripartizione tra sonno profondo, leggero e REM, risvegli, difficoltà respiratorie, tempo necessario per addormentarsi e tempo di risveglio. Nel 2025 il punteggio medio italiano è sceso a 69, contro 71 del 2024.

Sul fronte della durata, il dato medio passa da 7 ore e 5 minuti nel 2024 a 6 ore e 58 minuti nel 2025. Withings segnala inoltre variazioni stagionali, con minimi registrati in alcuni giorni di maggio e luglio e valori più alti a inizio gennaio e a fine ottobre. L’indicazione, in questo caso, è che la stagionalità continui a incidere in modo concreto sulle abitudini di sonno degli utenti italiani.

Perché le apnee notturne meritano attenzione

Le apnee notturne non rappresentano solo un disturbo del riposo. La letteratura scientifica le associa a un aumento del rischio cardiometabolico. Nel materiale diffuso da Withings viene ricordato un legame con un rischio più elevato di diabete di tipo 2, ipertensione e fibrillazione atriale. Sul piano generale, anche la documentazione clinica e scientifica disponibile conferma che l’apnea ostruttiva del sonno è collegata a esiti cardiovascolari avversi e richiede attenzione diagnostica, soprattutto nei casi persistenti o sottovalutati.

Un punto interessante riguarda proprio i casi classificati come “lievi”. Una ricerca pubblicata nel 2026 su npj Digital Medicine, basata su quasi 30.000 partecipanti in 20 Paesi, ha mostrato che non conta soltanto la gravità media dell’apnea, ma anche la sua variabilità da una notte all’altra. In soggetti con apnea lieve ma molto variabile, i ricercatori hanno osservato segnali di rigidità arteriosa paragonabili a quelli di persone con apnea grave. È un dato che rafforza l’idea secondo cui i casi apparentemente meno severi non vadano liquidati con leggerezza.

Il ruolo del monitoraggio domestico

Nel comunicato, Pierre Escourrou, cardiologo e specialista del sonno, ricorda che l’apnea notturna è spesso poco compresa e poco trattata, nonostante il suo impatto sul sonno frammentato e sullo stress cardiovascolare. Withings collega questa lettura ai propri strumenti di monitoraggio domestico, in particolare a Sleep Analyzer, un sensore contactless da posizionare sotto il materasso che misura frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, russamento e movimenti corporei. In Europa il prodotto è presentato da Withings come dispositivo con rilevamento dell’apnea notturna e validazione clinica rispetto alla polisonnografia. Accanto a Sleep Analyzer, l’azienda continua a spingere anche su ScanWatch 2, smartwatch orientato al monitoraggio della salute con autonomia dichiarata fino a 35 giorni. Sul sito italiano, Withings indica 149,95 euro per Sleep Analyzer e 349,95 euro per ScanWatch 2.

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